La Peugeot si mangia la Fiat: è il giorno di Stellantis

Oggi le assemblee degli azionisti di Fca e di Psa Peugeot Citroen in separata sede daranno l’ok al progetto di fusione tra il Lingotto e la casa transalpina. Siglando il primo passo verso la creazione della futura Stellantis, in un’operazione che dovrebbe concludersi entro la fine del mese.

Ufficialmente si tratta di una aggregazione paritetica (ovvero al 50%) tra le due società. Ed è per questo che per capire a grandi linee l’azionariato della nuova Stellantis basta dividere per metà le quote che i grandi soci delle due case costruttrici hanno nelle rispettive società. In questo quadro Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, avendo circa il 28,5 di Fca, avrà il 14,4% di Stellantis, risultando così il primo socio del nuovo gruppo. Gli altri grandi azionisti saranno i maggiori soci di Psa: ovvero la famiglia Peugeot, che avrà il 7,2 del nuovo gruppo (con un opzione a salire sino all’8,5%), lo Stato francese, che avrà il 6,2 attraverso la controllata Bpi, e i cinesi di Dongfeng, che avranno il 5,6 di Stellantis.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, l’operazione in realtà è un’acquisizione di Fca da parte di Psa. Non solo perché i documenti ufficiali depositati presso le autorità olandesi (Paese in cui avrà sede legale Stellantis) impongono che sia esplicitato un compratore e un venditore, e dicono nero su bianco che è Psa a comprare Fca. Ma soprattutto per la composizione del futuro cda. Degli 11 componenti cinque saranno membri di nomina Psa, e altri cinque saranno di nomina Fca (tra cui il presidente John Elkann e il numero uno della Juventus Andrea Agnelli). L’undicesimo componente sarà il CEO di Stellantis, che è già stato individuato: sarà il manager portoghese Carlos Tavares, attuale amministratore delegato di Peugeot. Nei fatti, quindi, un 6 a 5 a favore dei francesi, che spiega bene i rapporti di forza.

Chi è Carlos Tavares?

Carlos Tavares (nella foto) è un nome notissimo nel mondo dell’automotive internazionale ed è considerato uno dei migliori, se non il miglior manager del mondo delle quattro ruote.

Nato a Lisbona nel 1958, Tavares è entrato nel mondo dell’automobile subito dopo essersi diplomato alla Ecole Centrale de Paris, iniziandola sua carriera in Renault nel 1981. Ha poi lavorato per la  Nissan, società controllata da Renault, diventando nel 2009 responsabile della casa nipponica per i mercati del  Nord e del Sud America. Ma il salto vero è arrivato nel 2011, quando è stato nominato Chief Operating Officer di Renault, nonché braccio destro di Carlos Ghosn, allora gran capo della casa francese e ora caduto in disgrazia per cause legali.

Una coabitazione durata un paio d’anni, fino a che, il 29 agosto 2013, Tavares ha rassegnato le dimissioni dalla Renault, due settimane dopo aver pubblicamente dichiarato di voler diventare CEO di una casa automobilistica. Tavares, facendo intendere che non aveva più voglia di essere un numero due, ha riferito poi di aver rifiutato la richiesta di Ghosn di scusarsi con il personale della Renault per la gaffe.

Il periodo di riposo è però durato poco. Nel 2014, in seguito a un rimpasto azionario di Psa, che vide entrare nel capitale anche lo stato francese, Tavares venne nominato amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di PSA in sostituzione di Philippe Varin.

Da allora i rapporti tra Tavares e Ghosn non sono mai più stati come prima. Tanto che, in contesti privati, l’ex CEO di Fca Sergio Marchionne (scomparso nel 2018) raccontava che, quando i grandi CEO dell’automobile del Vecchio continente si ritrovavano a Bruxelles in occasione delle riunioni dell’Acea (l’associazione europea dei costruttori auto), bisognava tenere ben lontani i due per evitare che la riunione scadesse.

Una delle prime mosse di Tavares ai vertici di Peugeot fu quella di creare marchio autonomo la DS Automobiles, per sfruttare al meglio i margini garantiti dalle auto di tendenza, le cosiddette trendy car. Soprattutto, però, nel 2017 decise di comprare Opel e Vauxhall, allora di proprietà di General Motors, rafforzando la seconda posizione europea di Psa in termini di vendite alle spalle di Volkswagen.

Nel 2019 poi la decisione di convolare a nozze con Fca, dopo che questa aveva sfiorato il matrimonio con Renault. Una mossa che darà al nuovo gruppo Stellantis una copertura quasi globale, con Chrysler e Fiat che porteranno in dote il mercato statunitense e brasiliano. Ma anche una forte concentrazione in Europa, visto che ai cinque brand di Psa (Peugeot, Citroen, Ds, Opel e Vauxhall) si aggiungeranno i marchi europei di Fca. E ciò preoccupa non poco i rappresentanti sindacali, visto che l’Europa è un mercato automobilisticamente maturo con tassi di crescita non strabilianti.

Lo stile di gestione

Tavares è noto per essere un grande amante delle automobili. Nel senso che le vetture per lui non rappresentano soltanto un lavoro ma anche il suo principale hobby, visto che la sua passione nel tempo libero è infatti quella di correre nelle gare amatoriali.

In azienda passa per essere un grande decisionista, come la maggior parte dei grandi CEO delle quattro ruote. E non a caso, raccontano fonti parigine, quando intraprende una operazione importante non ama circondarsi di molti consulenti esterni. Insomma, il suo mantra è: se sono io il capo azienda, decido io. O al massimo si consulta con persone di cui si fida ciecamente. Tanto è vero che nel processo di aggregazione tra Psa e Fca, in cui i primi abboccamenti tra le due case iniziarono nell’estate 2019, come suo consulente principale scelse Erik Maris, allora banchiere di Messier Maris & Associés (controllata parigina di Mediobanca ora divenuta Messier & Associés), con cui condivide la passione per i rally amatoriali.

Questo suo decisionismo, molto apprezzato negli ambienti manageriali, è però temuto in quelli sindacali visto che quando Psa comprò Opel non furono pochi i tagli in Germania. E in per una società, nel cui azionariato è presente lo Stato francese, sarà difficile che il peggio tocchi al Paese transalpino.

Al momento però sia Psa che Fca hanno assicurato che non sono previsti sacrifici occupazionali e Tavares ha anche spiegato che il polo dirigenziale di Torino non subirà pesanti ridimensionamenti. Solo il tempo dirà chi avrà avuto ragione.

Nel frattempo, a conferma che a Psa interessava soprattutto la parte americana di Fca, è già stato deciso che l’attuale CEO mondiale del Lingotto, Mike Manley, sarà il responsabile per il solo Nord America di Stellantis.

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