Nell’agosto 2005 entrava in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea, la normativa comunitaria che proibiva la pubblicità dei prodotti del tabacco (sigarette, sigari e tabacchi trinciati) su tutti i media. Il divieto si estendeva a tutti i mezzi di comunicazione: internet, carta stampata, cartelloni pubblicitari, radio e televisione. La normativa riguardava anche la sponsorizzazione in eventi sportivi, come la Formula 1, che al tempo era piena di pubblicità di multinazionali del tabacco come la Marlboro. La pubblicità dei prodotti del tabacco, infatti, era considerata un pericoloso nemico per la salute pubblica.

La lotta al fumo dell’Unione Europea

La norma entrata ufficialmente in vigore il 1° agosto 2005 in tutti i Paesi europei è la Direttiva 2003/33/CE sulla pubblicità a favore dei prodotti del tabacco e ha rappresentato una tappa importante nel percorso di lotta al fumo intrapreso dall’Unione europea dagli anni ’90. La pubblicità, sotto qualsiasi forma, dei prodotti del tabacco era ovviamente un incentivo al fumo che doveva essere limitato o ridotto per diminuire il numero dei fumatori.

Nel 1991 la Commissione europea aveva presentato una prima proposta per rendere illegale la pubblicità de prodotti da fumo sotto qualsiasi forma. La normativa, tuttavia, non riuscì a prendere forma perché vi si opposero Paesi come la Gran Bretagna, la Germania, i Paesi Bassi, la Danimarca e la Grecia. Il percorso fu ripreso poi nel 1997 con una proposta in tal senso avanzata dalla stessa Gran Bretagna, a seguito del cambio di rotta salutista con il nuovo governo laburista.

Niente più pubblicità o sponsorizzazioni

In quegli anni le campagne pubblicitarie delle sigarette e del tabacco erano regolate dalle legislazioni nazionali e venivano consentite in molti Paesi. L’Unione europea vietava soltanto la pubblicità di questi prodotti in televisione. Quando si cominciò a parlare di una normativa che vietava qualsiasi tipo di pubblicità del tabacco, quindi, le multinazionali iniziarono a farsi sentire, ma l’Unione europea è andata avanti nel suo percorso. Una volta raggiunto un accordo generale nei Paesi comunitari per proibire la pubblicità del tabacco, rimaneva da chiarire i tempi e i modi per togliere anche le sponsorizzazioni di grandi eventi sportivi da parte delle multinazionali del tabacco.

Eventi importanti come la Formula 1, i grandi concerti rock e le Olimpiadi, infatti, ricevevano notevoli sponsorizzazioni da multinazionali come Marlboro, Winston e Camel. Per questi eventi fare a meno di questi sponsor non sarebbe stato facile. La direttiva è stata quindi posticipata di qualche anno, proprio per dar modo agli organizzatori di trovare altre fonti di finanziamento.

La lotta europea al fumo è andata avanti

La lotta al fumo da parte dell’Unione Europea è proseguita negli anni con nuovi provvedimenti. Uno degli ultimi è quello approvato nel febbraio 2014, che ha sostituito quello del 2001. Il nuovo provvedimento include alcune norme che riguardano la lavorazione, la presentazione e la vendita delle sigarette, del tabacco trinciato, di quello da pipa, dei sigari e delle sigarette elettroniche.

Il provvedimento, tra le altre cose, prevedeva anche il ritiro dal mercato delle sigarette al mentolo. Inizialmente, con la nuova normativa, si imponeva alle industrie del tabacco di indicare gli ingredienti utilizzati per ogni tipologia di prodotto e di inserire sul pacchetto le avvertenze per la salute. In un secondo momento, con una successiva integrazione alla direttiva, è stato imposto alle aziende del tabacco di mettere sul fronte e sul retro del pacchetto un’immagine shock sulle possibili conseguenze del fumo attivo e passivo. Sono stati inoltre tolti dal mercato, a partire da ottobre 2016, i pacchetti da 10 sigarette.

Maggiori divieti riguardo alla promozione del tabacco

Le direttive europee sono diventate più incisive anche riguardo al tema della promozione dei prodotti del tabacco. Già la raccomandazione 2003/54/CE del Consiglio sulla prevenzione del fumo e su iniziative volte a rafforzare la lotta contro il tabagismo, limitava molto le possibilità di promozione sia sui media che nei punti vendita. In tabaccheria, ad esempio, la normativa ha imposto il divieto di promozione e di distribuzione di campioni del tabacco, di scontistiche, regalie concorsi, l’uso di manifesti pubblicitari interni ed esterni. Non solo. Sono state anche vietate le pubblicità indirette di marchi di sigarette nei film e nei cortometraggi.

Il numero di fumatori è ancora alto

Nonostante gli sforzi europei degli ultimi anni, il numero delle persone che fumano è ancora molto alto. Secondo il settimo rapporto sul fumo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), presentato pochi giorni fa, sono ancora 1.1 miliardi i fumatori nel mondo. A questi si aggiungono i 367 milioni di persone che utilizzano prodotti senza fumo, come i nuovi dispositivi che scaldano il tabacco senza bruciarlo, ma che contengono comunque nicotina. Secondo i dati presentati dall’Oms, nel 2017 fumava il 19,2% degli adulti, una percentuale di poco inferiore rispetto a dieci anni prima.

La maggior parte dei fumatori è di sesso maschile, ma nelle società più benestanti sono molte anche le donne che fumano. L’Oms ha dichiarato di essere abbastanza soddisfatta del lavoro svolto nei singoli Paesi per la lotta al fumo. In particolare, il divieto di fumo nei locali chiusi e l’utilizzo di pacchetti con immagini shock hanno dato un notevole impulso alla diminuzione dei fumatori. La strada da percorrere, tuttavia, è ancora lunga e proprio l’Oms, in occasione della presentazione del suo rapporto sul fumo, ha chiesto a tutti i Paesi del mondo di mettere in pratica più azioni contro questi “prodotti mortali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *