Botta e risposta con don Marcello Stanzione, il più noto “angelologo” italiano.

Don Marcello, non abbiamo ancora risposto in modo esauriente alla domanda che tutti si fanno: chi sono gli Angeli?

Vero, però abbiamo fatto una importante distinzione fra chi ha fede in Dio e chi non ne ha. Per questi ultimi, gli Angeli sono “particolari energie del cosmo”, mentre per la dottrina cattolica gli Angeli sono esseri personali e non semplicemente energie, forze spirituali o attributi divini.

Quindi non solo “spiriti”?

Papa Giovanni Paolo II nell’Udienza Generale del 6 agosto 1986 dice testualmente: “In quanto creature di natura spirituale, gli Angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l’uomo, ma in grado a lui superiore, anche se sempre finito, per il limite che è inerente a tutte le creature. Gli Angeli sono quindi esseri personali e, in quanto tali, sono anch’essi a immagine e somiglianza di Dio”.

Ci sarebbero dunque tre piani di realtà? Quello materiale, quello spirituale e uno intermedio?

L’uomo stesso vive due dimensioni diverse: fa parte di questo mondo visibile e al contempo cerca di superarlo con il suo spirito. L’uomo subisce e vive la sua corporeità ma al tempo stesso anela all’immortalità, ai beni duraturi, alla memoria degli altri. Gli esseri intermedi – gli Angeli – partecipano come noi alla dimensione creaturale, e sono in questo senso vicini agli uomini, ma al tempo stesso, grazie alla loro vicinanza a Dio, ne irradiano meglio la Santità e la verità.

Parliamo di interpretazioni o di un dogma?

Che gli Angeli siano esseri personali è un preciso dogma della fede cattolica, più volte dichiarato nei documenti ufficiali della Chiesa. L’enciclica “Humani generis” di papa Pio XII dichiara che gli Angeli sono esseri personali. Il Catechismo della Chiesa Cattolica precisa al numero 330 che “Essi in quanto creature puramente spirituali hanno intelligenza e volontà: sono creature personali ed immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria”. Quando la dottrina cattolica definisce gli Angeli come persone significa che essi non sono esseri evanescenti, ma in possesso di un proprio atto d’essere, di una esistenza autonoma non condivisibile e nello stesso tempo capaci di entrare in comunicazione con gli altri esseri sia del cielo che della terra grazie alla loro libertà e intelligenza.

Come si forma il termine “Angelo”?

Innanzitutto, dobbiamo capire che il nome che le Scritture attribuiscono loro (mala’k in ebraico e in arabo, izqaddà in siriaco e nella sua variante ge’ez, arpangag in aramaico, aggelos in greco e nella sua variante copta, angelus in latino, che significa “messaggero portavoce”) non sottolinea la loro natura bensì la loro funzione (Gn 3,24). I nomi diversi che la Scrittura attribuisce forniscono conoscenze solo frammentarie: “spiriti” (Sal 101,6; Lc 10,20; ecc) per rimarcare la loro invisibilità, “santi” (Dn 8,13; Ap 5,8; ecc) per esaltare la loro purezza, “eserciti” (2 Esd 9,6; Mt 24, 31, ec), per sottolinearne loro moltitudine. Altre volte si tratta di nomi generici che enunciano i loro ordini (“Cherubini”, Ez 10,1; “Serafini”, Is 6,6; “Troni”, Col 1,6; ecc), o infine di nomi propri che indicano la loro “individualità” (“Gabriele, Dn 8,16; Lc 1,26; ec).

Questi essere intermedi fanno da tramite fra Dio e gli uomini. Quali altri compiti assolvono?

La parte più misteriosa del loro compito riguarda il loro rapporto con Dio: gli Angeli formano in cielo la corte dell’Altissimo (Gb 2,1; Ap 7,11; ecc), Lo adorano, Lo esaltano, Lo glorificano con inni, canti e cantici (Is 6,3; Ap 7,12; ecc) in una liturgia incessante. In più compiono sulla terra e presso gli uomini, le Sue volontà, essendo i Suoi ambasciatori (4 Re 1,3; At 7,53; ecc), comunicando le Sue grazie (Zc 2,3; Lc 1,31; ec), eseguendo i Suoi decreti (Sal 78, 30; At 12,22; ecc) e a tal fine illuminano, sostengono, consolano o rimproverano. Gli Angeli sono testimoni della fondazione del mondo (Sal 148, 1; ecc) e del suo compimento (Mc 8,38; ecc), dell’origine della storia (gn 3,24; ecc) e della sua fine (Ap 5,8), della rivelazione della legge (Gal 3,19) e dell’avvento di Gesù (Lc 1,26). Sono anche testimoni di ogni nascita come “custodi” (At 13,15) e di ogni morte come “traghettatori” (Lc 16,22).

Per capire meglio: Dio crea ogni cosa e gli Angeli prima di ogni cosa?

Lo spiega molto bene lo spiega il teologo Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704) nel suo “Sermone sugli Angeli”: “Dio, essendo Luce infinita, raccoglie nell’unità semplice ed indivisibile della Sua Essenza tutte le diverse perfezioni che sono disperse qua e là nel mondo: tutte le cose s’incontrano in Lui d’un modo molto eminente, ed è in questa sorgente che la bellezza e la grazia sono derivate nelle creature; tanto più che questa prima Bellezza ha lasciato cadere sulle sue creature un bagliore e un raggio di Se stesso. Vediamo bene, tuttavia, ch’essa non si è gettata in un luogo, ma che si è sparsa a diversi gradi, discendendo a poco a poco dagli ordini superiori fino all’ultimo piano della natura. Ciò che noi osserviamo facilmente se osserviamo che al di sopra delle cose insensibili ed inanimate. Dio ha stabilito la vita vegetale, e, un poco più sopra, il sentimento, al di sopra del quale noi vediamo presiedere la ragione umana d’un immortale vigore, legata, nondimeno, ad un corpo mortale. Così bene che il nostro grande Dio, per completare l’universo, dopo aver fatto sulla Terra un’anima spirituale in degli organi materiali, ha creato anche in Cielo degli Spiriti distaccati da ogni materia che vivono e si nutrono d’una pura contemplazione. Sono quelli che noi chiamiamo Angeli. Dopo ciò, che è necessario che io vi faccia vedere con dei lunghi discorsi la dignità della loro natura? Se Dio è la sovrana perfezione, non è una verità molto costante che le cose sono più o meno perfette, a seconda se si avvicinano più o meno da questa Essenza infinita? E gli Angeli non sono in mezzo a tutte le creature quelle che sembrano toccare più da vicino alla maestà divina? Poiché Dio li ha stabiliti nell’ordine supremo delle creature per essere come la sua corte ed i suoi domestici, è una cosa sicura che i doni naturali di cui noi abbiamo ricevuto qualche piccola parte, la munificenza divina li ha sparsi, come con mano aperta su queste belle intelligenze. Ed anche che quello che ci sembra talvolta così sottile e così inventivo negli animali non è che un’ombra delle operazioni immortali dell’intelligenza degli uomini; così, possiamo dire in qualche modo che le conoscenze umane non sono che un raggio imperfetto della scienza di questi Spiriti puri la cui vita non è che ragione ed intelligenza”.

D’accordo, ma onestamente, che bisogno c’era di creare gli Angeli?

Teologicamente parlando, gli Angeli non hanno il carattere di esseri “necessari”: Dio avrebbe potuto accontentarsi di creare solo il mondo materiale visto che poteva certamente governarlo da solo, senza alcun intermediario. Dio non ha bisogno di aiuto! Ma facciamo un ragionamento diverso, partendo dalle nostre esperienze: il mondo degli spiriti s’impone molto spesso a tutti, e se non immaginassimo l’intervento di esseri intelligenti e invisibili, come potremmo spiegare i fenomeni dello spiritismo, i tavolini girevoli, la scrittura automatica, ecc.? Noi troviamo in questi eventi una dimostrazione sperimentale dell’esistenza degli spiriti, e se ce ne sono di cattivi, devono essercene necessariamente di buoni! L’esistenza degli Angeli, con la distinzione tra spiriti buoni e cattivi, è di quelle verità che si chiamano tradizionali, perché si trovano presso tutti i popoli e tutte le religioni e risalgono all’antichità più remota. Il filosofo greco, sotto i portici dei suoi templi, credeva ai semidei, ai geni, ai demoni; il primitivo delle isole Samoa, nella sua credenza grossolana, crede agli spiriti…

La Genesi racconta la creazione dell’Universo in sette giorni: si parla degli Angeli?

No, per nulla, i Padri della Chiesa si trovano difronte a una sorta di enigma, di mistero, e arrivano a ritenere che la creazione degli Angeli non può che essere anteriore o al massimo simultanea al Creato.

Poco dopo la creazione, alcuni Angeli si ribellano. Qual è il loro peccato?

“Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi Angeli combattevano contro il drago: il drago combatteva insieme con i suoi Angeli, ma non prevalsero e non vi fu più posto per essi in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il Diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi Angeli” (Ap.12,7-10): questo passo racconta molto bene la grande lotta che si dichiara all’inizio della creazione tra gli Angeli fedeli e gli Angeli ribelli, e a seguito della quale gli Angeli ribelli vengono precipitati dal cielo per sempre e gettati negli abissi dell’Inferno. Il peccato degli Angeli ribelli è la superbia.

Ma che cosa accadde davvero?

La teologia ci insegna che poco dopo la loro creazione avviene una profonda divisione tra gli Angeli, gli uni che si rivoltano contro Dio, gli altri che s’inchinano a Lui con amore: tutto questo degenera in un vero combattimento, ogni partito cerca di far prevalere la sua opinione e di trascinare il maggior numero di aderenti, ma il “partito di Dio” ha il sopravvento sia per il numero dei combattenti sia per la potenza del Suo slancio, e il partito avverso si trova escluso dal cielo.

Come mai una tendenza così cattiva si determina in mezzo agli Angeli, pure e sublimi creature?

Tutti gli Angeli sono creati perfetti secondo la natura, e ornati della grazia che li porta verso Dio: non devono fare altro che seguire volontariamente il movimento della grazia che li sollecita, perché possono agire come creature libere e determinare uno scopo alla loro esistenza. Immaginiamo la scena della Grande Ribellione: nel silenzio solenne che segue i primi giubili degli Angeli, dall’alto di una delle Gerarchie superiori parte un grido di rivolta. È Lucifero che grida: “Piazzerò il mio trono al di sopra degli astri di Dio, sarò simile all’Altissimo” (Is.14,13). A questo grido risponde un eco formidabile: una parte degli Angeli lo ripete, il male è entrato nel cosmo. Ma nello stesso istante un altro grido si eleva, cacciato dal glorioso San Michele: “Chi è come Dio? Chi è simile a Dio?”, e questo grido fanno eco le coorti fedeli dei buoni Angeli: Lucifero s’è illuso di trascinare tutti gli Angeli nella sua ribellione, per costituirsi come il Dio del mondo angelico. Alla protesta di San Michele, Lucifero si sente abbattuto, non riesce a sopportare la luce che irradia dalle delle Legioni fedeli. Cade riverso come annientato da questa luce: “Non vi fu più posto per lui in cielo” (Ap.12,8).

E da quel momento gli Angeli ribelli cercano di dannarci?

Questo è il loro compito principale, pertanto l’attività del Diavolo non deve essere minimizzata. Ma al tempo stesso non dobbiamo cadere nell’errore di attribuire a lui tutte le tentazioni e non dobbiamo ingigantire il suo potere anche perché con l’avvento e la morte del Salvatore il potere di Satana viene enormemente limitato. Non siamo lasciati da soli a combattere la nostra battaglia, abbiamo la protezione degli Angeli, ma dobbiamo comunque stare attenti a non esporre noi stessi alla tentazione di nostra spontanea volontà: il Diavolo che si mostra così terribile alla nostra natura umana è realmente un codardo quando lo affrontiamo con coraggio, con l’esempio di una retta vita cristiana.

Quindi i nostri Angeli vincono sempre?

Con tutti gli Angeli buoni dalla nostra parte abbiamo più con noi che contro di noi. Sappiamo anche che un Angelo del cielo è più forte, nel potere che riceve da Dio, di tutti i Diavoli messi insieme. Ricordiamoci inoltre, che tutti questi spiriti accorrono in nostra difesa con una bontà oltre ogni immaginazione, e che i Diavoli hanno una grandissima paura di loro, anche maggiore di quella che hanno verso i Santi, eccetto la Madre di Dio. La ragione è che gli Angeli buoni, avendo combattuto generosamente per la causa di Dio contro questi traditori al tempo della loro ribellione, hanno meritato un forte potere su di loro.

Torniamo a Lucifero, è lui Satana?

Lucifero diventa Satana e fin dall’inizio sarà l’avversario di Cristo. Se Gesù è il principio e la fine della storia (l’Alfa e l’Omega), il Suo avversario, Satana, si manifesta come tale dall’inizio e tale rimarrà fino alla fine dei tempi, quando sarà definitivamente condannato. Il nome “Lucifero” è adatto a colui che è il più elevato degli spiriti celesti prima del peccato: dopo la caduta si pensa di definirlo con il nome di Satana, una parola ebraica che significa “avversario” e anche “calunniatore” o “accusatore”. La versione greca della Bibbia detta “dei Settanta” traduce “Satana” con il vocabolo “Diabolos”, che significa “colui che divide (dal verbo greco diaballo) e corrompe”. Gesù lo identifica con Beelzebul, principe dei demoni (Mc. 3, 22-­24).

I Diavoli sono più potenti degli uomini?

Gli Angeli decaduti o Diavoli, essendo spiriti, hanno anche dopo il castigo divino quella sovratemporalità ed extraspazialità che li rende superiori agli esseri umani. I Diavoli, come insegna San Tommaso, hanno una naturale facoltà conoscitiva particolarmente brillante e quindi sono di gran lunga più intelligenti degli uomini: i Demoni sono molto più abili di tutti i nostri fisiologi e psicologi, sono più esperti e scaltri di tutti i nostri uomini politici.

I Demoni ci vorrebbero tutti atei?

Mentre Dio crea la vita, i Demoni realizzano il niente, il caos, la confusione e la perversione, ma non diffondono l’ateismo, non sono atei, sanno bene che Dio esiste ed è all’opera: nel loro progetto di destabilizzazione della terra, l’ateismo è solo un momento di transizione perché l’obiettivo che essi propongono è l’adorazione del Male. L’ateismo marxista e il paganesimo occultista hitleriano con le loro false promesse hanno ingannato molti, ma alla fine entrambi hanno dimostrato di essere giganti con i piedi d’argilla. Queste due ideologie “diaboliche” hanno portato allo sterminio di decine di milioni di uomini nei lager e nei gulag rivelando così il loro perfido potere di distruzione e di degradazione del genere umano.

Nella lotta tra il Bene e il Male, gli Angeli buoni ci aiutano quindi a sconfiggere i Demoni…

Gli Angeli sono essenziali nel nostro combattimento spirituale: sarebbe da sprovveduti affrontare una guerra senza prima assicurarsi il sostegno di eserciti amici e bene armati. I cristiani sanno bene di non essere soli nella lotta che devono condurre contro l’Avversario, perciò possiamo “chiamare a raccolta” tutti gli alleati disponibili in cielo e sulla terra: in primo luogo l’innumerevole armata degli Angeli e dei Santi in Paradiso, tutti ben lieti di “passare il loro cielo a fare del bene sulla terra”; e poi la grande famiglia dei fratelli e delle sorelle che attorno a noi offrono i loro sacrifici per la salvezza del mondo; senza dimenticare, infine, la preghiera efficacissima delle anime che stanno compiendo la loro purificazione nel Purgatorio. Gli Angeli ci proteggono soprattutto contro gli attacchi del Demonio diminuendo l’intensità delle tentazioni.

Ci sarà mai salvezza per loro?

Per Lucifero-Satana e il suo seguito la punizione divina è l’eterna dannazione. Non esiste dunque alcuna possibilità di salvezza per gli Angeli ribelli.  E visto che il peccato degli Angeli maligni è stato molto più grave di quello degli uomini, molto più pesante è il castigo loro inflitto: i Diavoli, essendo spiriti, hanno un inferno peggiore degli uomini, patiscono un maggiore dolore spirituale poiché si rendono conto più degli uomini, della eccellenza del bene perduto e dell’enormità della perfidia realizzata.

Ma quanti Angeli ci sono?

Voler conoscere il numero degli Angeli non è una questione puerile come sembra, perché questa domanda ha lungamente attirato l’attenzione dei Padri e dei Dottori della Chiesa: l’umanità è il “premio” nel conflitto fra Bene e Male, quindi trovo giusto desiderare di sapere quante truppe sono impegnate da ogni lato. La Bibbia mette in scena gli immensi eserciti del Signore: “Possiamo enumerare le Sue truppe?”, domanda il Libro di Giobbe (25,2); e il profeta Daniele gli fa eco: “Mille migliaia Lo servivano, miriadi di miriadi stavano in piedi davanti a Lui (Dan.7,10). Cristo, la sera del Giovedì Santo, quando giungono gli uomini incaricati di arrestarLo, ordina a Pietro di riporre la sua spada nel fodero e aggiunge: “Pensi tu, dunque, che io non possa fare appello a Mio Padre, che mi fornirebbe seduta stante più di dodici legioni di Angeli?” (Mt.26,53): San Girolamo stima a quasi settantaduemila i soccorsi in questione. Cifre simboliche che non suggeriscono che l’incalcolabile.

La tradizione cattolica ci presenta una organizzazione delle schiere angeliche: qual è esattamente?

Gli Spiriti celesti sono divisi in tre Gerarchie ognuna delle quali è divisa in tre Ordini differenti che formano quello che si chiamano i nove Cori degli Angeli. La prima Gerarchia comprende i Serafini, i Cherubini e i Troni, la seconda racchiude le Dominazioni, le Potenze e le Virtù, la terza è composta dai Principati, dagli Arcangeli e dagli Angeli. Ogni Coro è distinto dagli altri da un compito speciale e da un grado di eccellenza e di grazia che gli è proprio, ma in modo tale comunque, che la bellezza, le perfezioni e i doni dei Cori inferiori si ritrovano a un grado eminente nei Cori superiori. I Serafini sono al primo posto e possiedono in modo più importante tutte le qualità e le virtù degli Angeli inferiori, sono caratterizzati dall’ardente amore di cui essi bruciano per Dio, ed è per questo che sono chiamati Serafini, da una parola ebraica che significa “brucianti”. Nei Cherubini invece brilla la scienza e la conoscenza soprannaturale delle cose divine, da ciò deriva il nome di Cherubini, pienezza di scienza. Il nome del terzo Coro della prima Gerarchia, Troni, significa che Dio abita e riposa in essi in maniera speciale, come su un trono dove siede nella sua maestà serena e pacifica, per rendere i Suoi editti e pronunciare i Suoi giudizi: i Beati Spiriti che compongono questo Coro hanno come caratteristica particolare della loro virtù la sottomissione più perfetta, e l’assoggettamento più intero nei confronti di Dio.

La seconda gerarchia?

Le Dominazioni compongono il Coro angelico che rappresenta il sovrano dominio di Dio su tutta la Creazione: sono animati da uno zelo immenso per l’estensione del Regno di Dio. Le Virtù dal canto loro sono la personificazione vivente della potenza infinita dell’Altissimo e gli servono da ministri e da esecutori nelle opere più difficili e nei miracoli più straordinari. Infine, le Potenze sono destinate a controbilanciare la potenza naturale lasciata ai Demoni, di cui essi sorvegliano l’esercizio.

La terza?

I Principati rappresentano la preminenza dell’Onnipotente sui re, sui principi, i monarchi e i Capi del mondo, ed è a questi Spiriti che è affidata la custodia dei regni, degli imperi e, in generale, delle moltitudini. Poi ci sono gli Arcangeli, di cui parleremo meglio più avanti, che sono i messaggeri, perché Dio si serve di essi per eseguire i messaggi più importanti di quelli che Egli confida agli Angeli dell’ultimo ordine della terza Gerarchia. Gli Arcangeli sono impiegati nella custodia di quelli che governano, così come delle anime destinate a pervenire a un alto grado di santità e di perfezione. L’ultimo Coro, infine, comprende gli Angeli propriamente detti, o “messaggeri ordinari”, ai quali sono confidati gli impieghi inferiori, la cura delle anime comuni degli uomini e la carica di presiedere a tutte le cose inferiori all’uomo.

Quali doni hanno ricevuto da Dio?

Dio ha dato loro la grazia per prepararli alla felicità suprema: la visione beatifica. Gli Angeli hanno un’immensa intelligenza, e una volontà senza debolezza. Ma anche la libertà. Tutto è programmato per la loro eterna felicità.

Che significa “immensa intelligenza”?

Per conoscere, gli Angeli non hanno bisogno di quei contatti che ci sono indispensabili, i sensi: la conoscenza è per loro interamente di ordine spirituale. Questa conoscenza spirituale perfetta, unita alla loro santità, li fa adatti, fin dall’istante della loro creazione, a conoscere la verità e ad amare il bene, in proporzioni che nessun uomo può immaginare.

Quindi non possono sbagliare?

Tanto per cominciare gli Angeli non esitano mai, poiché sanno sempre esattamente quello che fanno e quello che vogliono, senza alcun rischio di sbagliarsi. La loro intelligenza è retta, la loro logica di un implacabile rigore. Lo spirito umano si stanca e si affatica, esige riposo, quello dell’Angelo è instancabile e infaticabile essendo libero dalle pesantezze della materia. La memoria umana è capricciosa, quella dell’Angelo è incapace della minima dimenticanza; quello che Egli sa, lo sa definitivamente e perfettamente.

Questo vale anche per Demoni?

Dio non privò gli Angeli ribelli dell’intelligenza naturale che ha dato loro creandoli: benché ammaccata, questa intelligenza permane e sorpassa infinitamente la nostra. Tuttavia, il più piccolo degli Angeli fedeli, illuminato dall’intelligenza divina, sorpassa in saggezza il Principe degli Inferi.

Gli Angeli conoscono il futuro?

Sì, per quanto Dio lo vuole e lo permette e se ne hanno bisogno per portare a buon fine le missioni a loro affidate. Quanto al passato, non essendo ubiqui, gli Angeli non possono conoscerlo nella sua integrità, ma possono istruirsi vicendevolmente degli eventi di cui sono stati attori o testimoni.

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