L’altra settimanal’esultanza per il vaccino anti-Covid-19 Pfizerieri il giubilo per quello di Moderna, che è anche meglio del primo, perché si mantiene a temperature molto più gestibili dalla logistica della distribuzione e perché efficace al 94%, anziché al 90%. Festeggia la Borsa e figuriamoci la politica. Non bastasse, nel fine settimana si ‘scopre’ pure che l’indice Rt, che indica la diffusione della pandemia, è sceso.

Sbaglierò – e non credo proprio -, ma mi pare sia partita la campagnaambiguaper convincere la gente che ormai il Covid-19 è alle spalle, non c’è quasi più. L’incubo è finito. Campagna ambigua, perché intanto c’è chi dice il contrario.
Vediamo.

Quei bei tomi del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli in testa, spiegano che l’indice Rt è diminuitosi è stabilizzato, che i contagiati aumentanoma sempre di meno. Certo si dovrà fare qualche altro piccolo sacrificio, ma in fondo, questo è il senso di quei discorsi, non è indispensabile. Non è un ‘liberi tutti’, ma ci è molto vicino. Ma appunto, poi arriva nientemeno che il Presidente dell’Accademia dei Lincei, che da un po’ ha scelto di intervenire spesso e non sempre a proposito, tal Giorgio Parisi, che spara lì, come per caso, che l’indice Rt non è affidabile: e allora? Locatelli ci sta imbrogliando?

Questo è l’unico senso che si possa attribuire a certe dichiarazioni, ma specialmente all’entusiasmo con il quale certi giornali si sono buttati sulla cosa.

Oddio, molti, non tutti. Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, dice che nola cosa non è finita affatto, che si deve stare attenti, anzi, attentissimi. E quindi non è tutto sulla via della fine?

Boh, Roberto Speranza tuona che no, assolutamente non è finito nullabisogna essere ancora più stringenti. In questo pasticcio, illuminante è il discorso della signora Vittoria Colizza, che poi è a capo delle faccende Covid in Francia, ma ne sa molto e sta sempre in TV in Italia, che dice tutto e il suo contrarioun confinamento moderato può allungare i tempi di uscita dall’epidemiama un’uscita dal confinamento troppo precoce avrebbe l’effetto di creare una terzo ondata … E sì che la signora è una scienziata e uno scienziato dovrebbe parlare semplice e chiaro: ma forse essendo francese è influenzata da Monsieur de la Palisse. Non so se anche in Francia parla così, ma qui, poi, se ne esce con un frase surreale: «Quello che succederà nei prossimi mesi … dipenderà dagli obiettivi dei governi per uscire da questi confinamenti». Come sarebbe ‘obiettivi’? Lei non spiega, ma io posso cercare di capire. Ci sta dicendo –sta facendo anche lei un legante scaricabarile– che tutto dipende dal Governo. E già, giusto quando il Governo sta dicendo che tutto dipende dai tecnici e dalle loro decisioni o proposte. E poi, tecnici a parte, uno dice una cosa e l’altro il contrario e noi cittadini, stiamo in mezzo e ci gira la testa e non solo.

Perché, appunto, sia pure con una frenata ogni tanto, il Governo, e Giuseppe Conte – pochette in particolare, sta cercando di lanciare un messaggio rassicurante, in un certo senso subliminale: ‘state tranquilli, ormai è finita, ma io devo ancora fare finta che vi siano pericoli’, perché devo cercare di salvare il Natalema c’è chi vuole mettere i bastoni fra le ruote. Cerchio, botte, barili, fate voi, è un supermercato!

Ma tant’è, ormai il guaio è fatto e abbiamo sotto gli occhi gli effetti. La moltiplicazione geografica dei contagi, causata anche dalla follia del ‘bonus vacanze’, che ha proiettato in giro per l’Italia migliaia e migliaia di persone, quando se se ne restavano a casa, magari con i soldi, era meglio, no? Questa è la cosa più grave, perché è quella che rende così difficile oggi controllare la situazione. Certamente meno grave, non occorre uno scienziato per vederlo, ma certamente molto più difficile da controllare. Se è vero, come è vero, che molti ammalati possono curarsi a casa, intanto vanno al pronto soccorso per vedere se è proprio così; e lì tutto si intasa, perché il numero è alto anche se altrettanto alto è il numero di quelli che non hanno bisogno di ricovero. Poi, naturalmente, per aggravare la confusione e pescare nel torbido, ci si mettono anche i politicanti a mettere zizzania, a attaccare questo e quello, una cosa vergognosa, disgustosa … e sapete di chi parlo. Certe volte, vi confesso, lo schifo mi assale irrefrenabile … riesco perfino a capire De Luca!

Dall’altra parte, c’è questo tentativomolto politicamente truffaldinodi cercare di coinvolgere i cosiddetti medici di base, di famiglia. Dimenticando non solo e non tanto che sono stati bistrattati per decenni e ora si chiede loro di fare cose che, magari saprebbero pure fare, ma non hanno le strutture per fare. Chiunque abbia visto il dr. Terzilli/Sordi incapace di agire con un bisturi in mano, può capire.

Mutatis mutandis e con tutte le cautele e il rispetto del caso, scaricare certe cose sulle spalle dei medici di base è solo uno scaricabarile: non tanto perché non saprebbero farlo, quanto perché non hanno gli strumenti per farlo.
Hanno, in genere, studi minuscoli e malamente o per nulla attrezzati, sono stati ridotti a poco più che burocrati, che prescrivono medicine … prescritte da altri. Spesso, poi, in Italia il surrealismo è di casa, accade anche che il medico della mutua prescriva le medicine indicate da un altro medico della mutua dal quale il malato va privatamente e … viceversa.
Ma lo sannoal Governocosa è la medicina di base in Italia? Credo proprio di no: lorsignori certo non vanno dal medico di base, altro che forse a farsi ‘scrivere’ le medicine prescritte da qualche luminare privato. Zangrillo docet.
Non dico, per carità, che è sempre così, ma che sia molto spesso così lo sappiamo tutti.

E allora, una volta di piùmi sembra che sia l’irresponsabilità quella che governa questo Governola fiera della irresponsabilità e del narcisismo. Ma anche, purtroppo, della completa radicale assoluta indifferenza al bene dei cittadini.

L’articolo Covid-19: Moderna irresponsabilità, radicale indifferenza proviene da L’Indro.