Dalla Ferrari alla Juve, le partite di Elkann dopo Stellantis

Il closing dell’operazione Stellantis (previsto per sabato 16 gennaio) consentirà a John Elkann di dedicarsi maggiormente alle altre partite che coinvolgono le controllate di Exor, la holding finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli:

  • Cnh Industrial
  • il gruppo editoriale Gedi (che pubblica le testate La Repubblica e La Stampa),
  • la Ferrari
  • la Juventus

E’ quanto scrive Milano Finanza spiegando che il nipote dell’avvocato Giovanni Agnelli sarà il presidente del nuovo gruppo automobilistico che sorgerà dall’aggregazione a guida francese tra Psa e Fca e non mancheranno per lui compiti nella gestione di quello che sarà il quarto costruttore al mondo per numero di veicoli immatricolati.

Tuttavia, il peso dello sviluppo di Stellantis sarà principalmente sulle spalle di Carlos Tavares, l’amministratore delegato che sarà il ceo della nuova società. Per questo Elkann, in qualità di presidente e ad di Exor, si potrà occupare maggiormente delle altre partite sul tavolo.

Partecipazioni famiglia Agnelli Elkann – Ferrari

La questione più delicata concerne Ferrari. Dopo le improvvise dimissioni (legate anche al Covid) dell’ex ceo Louis Camilleri sul finire del 2020, Elkann, che del Cavallino è presidente, ha assunto ad interim anche la carica di amministratore delegato.

Il rampollo di Casa Agnelli si è dato tempo per sceglier il candidato ideale per la successione a Maranello. In particolare, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le ipotesi sul campo sarebbero due. L’idea di fondo è quella di sfruttare al meglio le potenzialità del marchio Ferrari, che si esplicano soprattutto su due canali:

  • quello del luxury e della forza del brand
  • quello di una società che deve essere sempre all’avanguardia della tecnologia in una sorta di circolo virtuoso per poi alimentare la potenza del proprio marchio.

In questo senso l’idea è quella di riproporre un ticket fatto da un uomo di grande capacità di relazione un manager di altissime abilità industriale, come era stato negli anni scorso il duo Luca Cordero di Montezemolo (presidente) e Amedeo Felisa (amministratore delegato) oppure Sergio Marchionne (in qualità di presidente) con lo stesso Felisa.

Le opzioni sono due. John Elkann ha ovviamente tutti crismi per svolgere da presidente i compiti dell’uomo di relazione. Basti pensare al 2013 quando Exor vendette per 2 miliardi la controllata Sgs alla holding belga Group Bruxelles Lambert con una transazione lampo.

Nel caso si assumesse anche questa responsabilità allora la scelta per completare la governance del Cavallino si ridurrebbe alla ricerca del sostituto di Camilleri come ceo. Qualora invece ci si rendesse conto che la cosa non possa essere fattibile – anche per questioni di tempo –, allora le figure da cercare sarebbero due.

I settori in cui si sta cercando non sono solo quelli industriali e automotive ma anche quello del lusso, proprio in considerazione dello standing del brand Ferrari. “Certamente però una figura tecnologica sarebbe importante anche per restare sempre all’avanguardia di un settore, come quello della mobilità, che è sempre più in rapida evoluzione”, spiega una fonte da Maranello.

Partecipazioni famiglia Agnelli Elkann – Cnh Industrial

Un’altra partita importante, per altro con riscontri immediati, è quella Cnh Industrial, visto che da questa settimana la controllata del Lingotto è ripartita la trattativa con Faw per la cessione di Iveco al gruppo cinese. Strategicamente (al netto delle lecite preoccupazioni occupazionali nelle fabbriche italiane) si tratterebbe di un’operazione molto significativa visto che era da un po’ di tempo che la Cnh stava cercando di razionalizzare meglio il brand dei camion.

L’eventuale vendita potrebbe essere un’alternativa al piano presentato da Cnh Industrial a settembre del 2019. L’idea era quella di dividersi in due e costituire una società autonoma, quotata in Borsa, degli autobus e dei veicoli commerciali Iveco e dei motori Fpt.

Partecipazioni famiglia Agnelli Elkann – Gedi

Prettamente più italiane sono invece le partite che riguardano Gedi e la Juventus. Il gruppo editoriale (che comprende anche La Repubblica e La Stampa) è stato tolto dal listino di borsa nel 2020 dopo l’acquisizione da parte di Exor e si appresta a entrare in una fase di profonda evoluzione. Anche perché si ritiene che la flessibilità che consente il fatto di essere uscito dalla borsa possa essere un vantaggio in un comparto che si sta muovendo sempre più verso le nuove tecnologie.

Partecipazioni famiglia Agnelli Elkann – Juventus

Infine, la Juventus, dove il presidente Andrea Agnelli ha appena varato una significativa ristrutturazione societaria con la creazione alle spalle della sua figura apicale della posizione di responsabile della divisione football (occupata da Fabio Paratici) e di quella di responsabile dell’area business (Stefano Bertola).

Inoltre, va segnalato come la Juventus nel 2019 abbia adottato la normativa sul voto maggiorato e che Exor al 31 dicembre 2019 ha conseguito questo beneficio per la propria quota pari 63,76% del capitale della Juventus. Va detto che la possibilità di esercitare il voto maggiorato alla Juventus scatta dopo due anni che un socio (che ne ha diritto) ne ha fatto richiesta.

Quindi, nel caso di Exor che ha presentato domanda nell’ultimo giorno del 2019, questa opzione scatterà a inizio 2022. Ciò significa però che la holding della famiglia Agnelli, che già detiene la maggioranza assoluta del club con una quota del 63,76%, tra poco più di un anno avrà un margine ancora maggiore per cedere quote di capitale senza perdere il diritto di gestire la società in piena libertà.

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