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Covid, Finanza al ministero della Salute: indagini per falso ed epidemia colposa

L’ipotesi di reato è falso ed epidemia colposa: per questo alle 9.30 di giovedì, la Guardia di Finanza si è presentata nelle sedi romane del ministero della Salute, su mandato della procura di Bergamo, oltre che negli uffici dell’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) di Bergamo, dell’Iss (Istituto superiore di sanità), dell’Ats (Agenzia di tutela della salute) di Milano, dell’assessorato al Welfare della Regione Lombardia e di Claudio D’Amario, oggi al dipartimento Sanità abruzzese ma direttore della Prevenzione nazionale a inizio epidemia. Le acquisizioni riguardano documenti e atti relativi al piano pandemico nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo e riguardano tutta la documentazione dal 2006 a oggi. La Procurs ipotizza che il piano pandemico

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Ma quanto ci costano i ministri del governo Conte?

Il 2020 è stato un anno segnato dalla crisi sanitaria, ma anche lavorativa ed economica. A guidare il Paese, il governo Conte: quanto hanno guadagnato lui e i suoi ministri? Chi ha guadagnato meno è stato Enzo Amendola, responsabile degli Affari europei, con un reddito dichiarato di 33.375 euro. Tra coloro che hanno guadagnato di meno c’è uno dei ministri che ha lavorato di più: Roberto Speranza. Il ministro della Salute ha guadagnato 80.542 euro: più di Elena Bonetti (ministra per le politiche per la famiglia, 70.374 euro), Federico D’Incà (ministro per i rapporti con il Parlamento, 77.173 euro) e

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Clamoroso: il Covid non esiste più!

Addio pandemia, fobocrazia, infodemia e spazio al gioco delle sedie. Alzi la mano chi, in gioventù, non ha mai partecipato a quel gioco di gruppo in cui le sedie vengono disposte in modo da formare un cerchio, i partecipanti – il cui numero è uguale a quello delle sedie più uno – ci girano attorno, ballando e saltellando, finché all’improvviso viene interrotta la musica e chi non riesce ad occupare una sedia viene eliminato dal gioco. E’ il passatempo preferito, ancora oggi, dai nostri sempreverdi politici, cui ora non sembra vero di potersi finalmente dedicare anima e corpo, dopo aver profuso tutte le

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Coronavirus: i rischi e le opportunità di una “democrazia a distanza”

In questi mesi il Covid-19 ha messo a dura prova le democrazie occidentali. Nei principali paesi europei, infatti, gli spazi per il confronto, specie in parlamento, si sono sensibilmente ridotti. Da questo punto di vista le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità da cogliere. L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha imposto agli stati di tutto il mondo l’adozione di misure straordinarie. Tra queste anche la limitazione di alcuni diritti fondamentali dei cittadini, come la libertà di spostamento o di riunirsi liberamente. Inoltre la necessità di agire rapidamente per fronteggiare l’avanzata del virus ha comportato una concentrazione dei poteri nelle mani di poche persone, con i

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Un paese chiamato Furbistan

Chi vuol fare il lucertolone in un mondo di caimani generalmente finisce sbranato. E’ la fine già scritta per il signor Frattanto, azzimato avvocatuccio che dall’Urbe, passando per Sassari, era andato letteralmente a dettar legge in quel di Firenze. Proprio nel regno del livoroso Pinocchio, che ha avuto l’invidiabile costanza di sedere sulla sponda dell’Arno aspettando il momento opportuno per rientrare dalla finestra dopo che era stato sbattuto fuori a calci dalla porta. E quel momento tanto atteso sembra ormai arrivato. La scusa non importa, i giochetti politici non ci appartengono: lui è lì, pronto a riprendersi – a qualsiasi

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#ioapro, così i ristoratori arrabbiati sfidano Conte e i suoi Dpcm

La protesta, partita dalla Sardegna, ha l’obiettivo di sensibilizzare sul momento durissimo che stanno attraversando i locali, ma anche di ‘sfidare’ il governo facendo accomodare le persone al tavolo dopo le 18. Il settore della ristorazione è uno dei più colpiti dal coronavirus, costretto a chiusure prolungate, ordinate dal governo per contenere i contagi ed evitare il tracollo del sistema sanitario. Da una parte la salute dei cittadini, dall’altra la sopravvivenza economica. Tanti ristoranti, stremati da mesi di chiusure, hanno quindi deciso di protestare. Si sono riuniti sotto l’hashtag #ioapro: il 15 gennaio, data non casuale, daranno vita a una protesta. Chi è l’ideatore della

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