Riceviamo oggi una segnalazione da parte del Gruppo Uniti X il Futuro, composto da medici, ricercatori ed aavvocati che ci segnalano che sin dal principio del capitolo Covid il gruppo si concentrò su quello che poteva essere un salvavita per i pazienti in gravi complicazioni da Covid e iniziò a monitorare quello che succedeva nell’ospedale di Mantova dove il Dott. De Donno (nella foto), oggetto di varie ripercussioni stataliste, affrontava con successi del 90%,  i malati Covid gravi con plasmaferisi.

Anche Pavia in stretta collaborazione bidirezionale col Dott. De Donno applicò le stesse procedure ottenendo gli stessi risultati.

Questa terapia è stata in seguito osteggiata e castrata in tutti i meschini modi possibili e oggi guarda caso invece anche l’OMS, inizia a dare velate conferme di efficacia al fine ti tutelare questa terapia compassionevole e poterla rendere fruibile da tutti i cittadini.

A questo punto, questi coraggiosi professionisti attraverso l’Avvocato Cecilia Di Toma di Milano, hanno deciso di diffidare le Istituzione Nazionali e Regionali al fine di costituire banche plasma disponibili per tutti gli ospedali sul territorio, con l’invio di circa 76 pec a Regioni ed Assessori, al Ministero della Salute e al Commissario Straordinario Arcuri.

Solo quattro Regioni hanno risposto a questa diffida facendo così emergere non solo la “mala gestio” del problema ma anche una incredibile negligenza e connivenza rispetto all’Operazione Corona in atto ormai in tutto il Mondo

Il Gruppo “UNITI X IL FUTURO” quindi ci fa sapere oggi che, attraverso i loro legali e sulla base delle diffide correttamente notificate, procederanno nei prossimi giorni con atti successivi per far emergere le gravi responsabilità di un sistema che dovrebbe garantire la salute e la sicurezza dei cittadini, anziché escludere qualsiasi tipo di prevenzione e cura in attesa di un Vaccino che sappiamo non avere alcuna valenza terapeutica.

Di seguito i punti essenziali contenuti nelle pec notificate il 21 Maggio 2020 :

“Stando a quanto sperimentato a Pavia, da un paziente guarito si possono recuperare circa 600 cc di plasma: quantità sufficiente a salvare due vite.

Non solo: il plasma può essere conservato per sei mesi quindi potrebbe essere utile anche nel caso di una recrudescenza del contagio;· la plasmoterapia è necessaria per curare ammalati gravi che hanno contratto il COVID19 e che hanno il 2% di mortalità soprattutto nei soggetti dai 60 agli 80 anni.

La fase 2 di apertura delle attività commerciali, teatri, cinema e il venir meno delle misure del distanziamento sociale rende necessaria la disponibilità di una potente arma terapeutica per scongiurare un’ulteriore mortalità;

E’ necessario a tal fine costituire su tutto il territorio nazionale e quindi in ogni Regione con  il protocollo sperimentato da Pavia e Mantova delle banche del plasma, proprio adesso che sono disponibili in convalescenza centinaia di migliaia di pazienti che hanno contratto il COVID19 e sono guariti, come potenziali “donatori”

La costituzione di queste banche del plasma consente di disporre di un antidoto assolutamente importante in caso di riaccensione di nuove infezioni ossia in caso di una seconda ondata che potrebbe verificarsi da qui in autunno;·

In data 19.5 è stata presentata una interrogazione parlamentare su tale tema chiedendo se il Governo abbia ipotizzato di dare avvio alla creazione di una «banca del plasma» nazionale, al fine di garantire eventuali cure su tutto il territorio, se il Governo intenda, con il più ampio consenso possibile, proporre nelle competenti sedi europee la creazione di una centrale del plasma europea, ridando così credibilità allo spirito dell’Unione che in questo periodo di lockdown è venuto a mancare e per quale motivo il Governo non abbia garantito la continuità delle sperimentazioni sul plasma agli ospedali di Mantova e Pavia e per quali motivazioni l’Istituto superiore di sanità e l’Aifa abbiano scelto come Centro di sperimentazione Pisa.

E’ necessaria anche l’emanazione di protocolli per gli stati lievi della malattia con farmaci come il Plaquenil ( Idrossiclorochina), lo Zitromax e altri presìdi terapeutici che consentano una minore ospedalizzazione dei pazienti, e l’emanazione di protocolli terapeutici anche per il trattamento in rianimazione con l’eparina, farmaci antiaggreganti e anticorpi monoclonali e cortisone.”

Vi siete chiesti perché sia i protocolli per la prevenzione che quelli terapeutici sono così ostracizzati dal Governo Italiano e dal Partito Unico del Covid ( Maggioranza e Opposizione )?

Vi siete chiesti perché le sperimentazioni sul plasma siano state spostate da Mantova a Pisa?

Vi siete chiesti perché l’Idrossiclorochina, un farmaco che costa 6 euro a scatola, è così demonizzato dalla Comunità medica e scientifica istituzionale, e dai medici curanti da loro indottrinati?

Ma davvero ancora pensate che tutta questa situazione dipenda dal Virus?

AFORISMA DELLA SETTIMANA :“Un giorno un Iniziato vicino alla Corte Francese, parlò con i regnanti avvertendoli della situazione disperata in cui verteva il Popolo, ma non fu ascoltato.Non scoraggiandosi, spiegò le implicazioni che ci sarebbero state nel perpetrare certe politiche scellerate, ma non fu creduto.Arrivò quindi il giorno in cui i regnanti furono decapitati dal popolo affamato e decimato.

Esiste una legge divina a cui nessuno può sfuggire, un principio eterno che ci spiega che l’arroganza è l’anticamera del fallimento. L’arroganza invece, unita al despotismo, decreta la certezza di una condanna ben peggiore del fallimento stesso e come in ogni legge universale, la variabile è solo il Tempo…”

L’articolo LE CURE ESISTENTI OSTACOLATE DAL GOVERNO. LA DENUNICA DI “UNITI X IL FUTURO” proviene da Database Italia.

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