Ier l’altro mi ero permesso di condividere l’articolo-intervista alla psicologa Manuela Giuliani, pubblicato poco prima sul blog Mondo Today targato altervista.org. L’articolo, dai toni non proprio morbidi, criticava nza mezzi termini l’operato di Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute nella gestione dell’emergenza coronavirus. Ieri sera ho provato a riconnettermi al blog, ma – sorpresa delle sorprese – il blog non c’era più! Al suo posto soltanto questo laconico messaggio di alterVista:

Probabilmente l’intervista non è piaciuta al diretto interessato o a chi per lui, che ha chiesto, e ottenuto, la sospensione dell’account, “appellandosi al regolamento della comunità” di alterVista (Mondadori Media S.p.A.). Che all’articolo 4.8 recita: “L’Utente prende atto che Altervista si riserva il diritto di sospendere immediatamente, anche in via definitiva, i Servizi, qualora, anche su segnalazione di terzi, venga a conoscenza del fatto che il Contenuto immesso dall’Utente sul Sito Ospitato (o Blog) è di natura illecita o comunque in violazione di privative di terzi. L’Utente, riguardo ogni Contenuto dichiara, assumendosi ogni responsabilità di carattere civile e penale, che il Contenuto è lecito e non fa alcun riferimento diretto o indiretto, tra gli altri temi, a:… materiale offensivo o diffamatorio nei confronti di chicchessia, incluse espressioni di fanatismo, razzismo, odio, irriverenza o minaccia, notizie e/o opinioni politiche o religiose…”

Ovviamente e giustamente stizzito il titolare del blog: “Prima mi arriva una mail da Altervista che mi informa che il mio sito https://mondotoday.altervista.org/ è stato escluso dal circuito dei banner pubblicitari. Non mi viene fornita alcuna spiegazione razionale. Poi, poco dopo il mio account è stato addirittura sospeso. Un fatto assurdo, dato che il mio sito, dopo un paziente lavoro di promozione, era giunto ad una media di 60.000 visite al giorno. Cosa è successo? Pensavo che Altervista fosse una piattaforma seria. Ho già informato il nostro studio legale che sta valutando la possibilità di agire per danni”.

Non si tratta soltanto di un grave attacco alla libertà di stampa, ma è anche indicativo della paura del governo che un pubblico informato possa costituire una minaccia ai suoi intrallazzi e di conseguenza alla sua stabilità.

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