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Farebbe concorrenza al gruppo Wagner di Yevgeny Prigozhin il nuovo battaglione di mercenari russi al fronte in Ucraina. Fonti del ministero della Difesa, infatti, fanno emergere la notizia della creazione del cosiddetto Battaglione degli Urali, finanziato dal magnate del rame Igor Altushkin. Una formazione della quale si conosce poco se non che a febbraio combatteva a Kreminna secondo un rapporto dell’emittente statale Rt. Le pesanti perdite e la necessità di rifornire e presidiare lunghe linee del fronte significano che la Russia ha affrontato una grave carenza di manodopera per gran parte della sua guerra in Ucraina, costringendo il Cremlino a fare affidamento su un mix di soldati a contratto, mobilitati e volontari, nonché mercenari.

L’emergere di figure imprenditoriali russe nella formazione di formazioni di volontari irregolari può suggerire che il Cremlino abbia affidato a queste figure questo sforzo per mancanza di fiducia negli organismi regionali e nel ministero della Difesa russo. Queste figure imprenditoriali potrebbero anche sostenere in modo indipendente questi sforzi per accrescere la propria posizione individuale presso il Cremlino.

Cosa sappiamo del Battaglione degli Urali

La nascita di nuovi gruppi è sintomo della faida di alto profilo tra il ministero della Difesa russo e il gruppo Wagner: presumibilmente la leadership militare russa inizia ad esigere una compagnia militare privata sostitutiva su cui avere un maggiore controllo. Yevgeny Primakov, nipote dell’ex premier e ministro degli Esteri omonimo, ha annunciato la creazione della compagnia al fine di proteggere i centri sensibili. Secondo Primakov, “la presenza di persone ben armate, robuste e motivate” negli uffici renderà “più visibile” il lavoro della Russia a livello umanitario e culturale.

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Sui canali ufficiali ci sono poche sparute tracce dell’unità. Vladimir Soloviev, giornalista e conduttore televisivo russo, considerato come molto vicino a Vladimir Putin, noto per essere dal 2005 il conduttore del programma Soloviev Live, che va in onda sul canale televisivo Rossija 1, è stato uno dei pochi a parlarne sui suoi canali social, lo scorso dicembre.

“Questo è il battaglione degli Urali, questi sono gli Urali. Tutta questa attrezzatura è stata acquistata da imprenditori russi. Non c’è un solo centesimo di denaro pubblico […] Uomini che si sono allenati brillantemente in uno dei migliori campi di allenamento, credo, non solo nel nostro paese, ma anche nel mondo. Sono venuti gli specialisti del magnifico centro di Gudermes, sono stati elogiati, rallegrati. Carri armati, veicoli corazzati, sia pesanti che leggeri. Pickup, sui quali c’è molto da lavorare. Tutto questo sta andando al fronte insieme a combattenti superbamente addestrati. Queste sono le persone che porteranno la pace in Ucraina e la liberazione dal vile regime nazista. Bello!”.

La richiesta di Putin agli uomini d’affari

Altushkin avrebbe iniziato a creare il battaglione dopo aver partecipato a un incontro a porte chiuse con Putin nel settembre 2022, durante il quale il presidente russo ha incaricato gli uomini d’affari russi di finanziare le formazioni di volontari. Il suo coinvolgimento nel battaglione degli Urali è stato confermato al Moscow Times da Viktor Yarkov, capo dello Special Forces Veterans Fund, un’organizzazione con sede nella città di Ekaterinburg che invia combattenti volontari in Ucraina dal 2014. Alla domanda su chi finanzia l’equipaggiamento militare, Yarkov, un ex soldato delle forze speciali, ha dichiarato: “Altushkin, la [sua] compagnia di rame, così come altri”. La compagnia tuttavia, incalzata dal Moscow Times nega: in una dichiarazione inviata via e-mail dichiara che “La Russian Copper Company e il suo management non sono e non sono mai stati coinvolti in alcun modo nella creazione e nel finanziamento di unità che partecipano all’operazione militare speciale”, ha affermato, usando il termine ufficiale per l’invasione russa dell’Ucraina.

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Ritratto di Igor Altushkin. Foto: Twitter.

Chi è Igor Altushkin

Altushkin (patrimonio stimato in 3,4 miliardi di dollari secondo Forbes), i cui recenti sforzi di reclutare uomini nelle prigioni sono stati bloccati dal veterano Prigozhin, ha iniziato la sua carriera come rottamatore di metalli, arrivando a fondare la Russian Copper Company nel 2004 a Ekaterinburg, oggi la terza produttrice di rame in Russia, con miniere e impianti in Russia e Kazakistan. Una vita da nababbo: non diversamente dalle famiglie di molti altri esponenti dell’establishment russo, la moglie e almeno uno dei figli ha un passaporto britannico. A Londra è proprietario, fra gli altri immobili, di una residenza del valore di 21 milioni di dollari già appartenente alla popstar Madonna. Lo scorso anno la società ha perso una quantità ingente di denaro a causa della crisi del settore provocata dalle sanzioni: oltre 5 miliardi di dollari sono stati cancellati dalla sua fortuna personale, poiché il settore metallurgico del Paese ha ceduto alle sanzioni occidentali imposte. Né Altushkin, i suoi affari, tantomeno nessuno nella sua famiglia sono stati sanzionati dall’Occidente.

I media lo definiscono “il miliardario ortodosso” per i finanziamenti assicurati alla costruzione, o al restauro, di chiese nella regione di Sverdlovsk e in Cecenia. Ha ospitato il patriarca Kirill sul suo aereo privato diretto a Ekaterinburg ed è considerato vicino al Cremlino, soprattutto dopo che ha donato fondi per il monumento ad Alessandro III inaugurato da Putin in Crimea nel 2017.

Il nome di Altuskin è uno dei dossier all’interno dei Panama Papers. Il suo nome è legato a doppio filo a quello di Ruslan Baisarov, imprenditore noto per i suoi contributi all’industria petrolifera russa. Baisarov è il proprietario della Tuva Energy Industrial Corporation ed è anche l’azionista di controllo di SK MOST Group of Companies, uno dei principali gruppi di costruzioni in Russia. Tra le altre società, possiede il Bamtonnelstroy-Most Group of Companies, una delle più grandi società di costruzioni in Russia specializzata in infrastrutture di trasporto. Pertanto, Baisarov è impegnato a sostenere il governo russo possedendo o controllando una società che opera in settori di importanza strategica, vale a dire i settori delle costruzioni e dei trasporti russi. Amico intimo di Ramzan Kadyrov, viene considerato da molti il suo “portafoglio”: singolare il fatto che, essendo legato a doppio filo ad Altuskin, è l’unico fra i due ad essere stato oggetto di sanzioni occidentali dal giugno dello scorso anno.

Francesca Salvatore

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