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San Valentino: amore, business e ipocrisia a tinte rosse

San Valentino! Oggi è il giorno in cui orde di fidanzatini si riversano nei negozi per comprare peluche a forma di cuore, mazzi di rose a prezzi triplicati e cioccolatini con dentro più zucchero che sentimento. Tutti a celebrare l’amore, ma con la carta di credito in mano. Che romanticismo! Ma qualcuno si ricorda che questa festa ha anche un aspetto religioso? O San Valentino ormai è solo il testimonial non ufficiale delle multinazionali della cioccolata?

Un santo vero, non un influencer

Perché, udite udite, San Valentino non è un’invenzione del marketing, ma un santo vero, con tanto di storia, martirio e fede. Valentino era un vescovo cristiano vissuto nel III secolo d.C., che non regalava cuoricini di peluche ma sposava giovani coppie cristiane in segreto, sfidando l’imperatore Claudio II, che preferiva i soldati scapoli e senza legami. Risultato? Arrestato, torturato e decapitato. Ecco il vero amore: sacrificio, dedizione, coraggio. Altro che cene a lume di candela e filtri Instagram con le stelline.

Dal martirio ai Baci Perugina: un declino annunciato

Come siamo passati dal San Valentino martire al San Valentino business? Facile: i soldi fanno girare il mondo. Per secoli la festa ha avuto un significato religioso e comunitario, poi gli esperti del marketing hanno pensato bene di trasformarlo in un’occasione per svuotare i portafogli. E il popolo? Tutti felici a scialacquare per una cena che in un giorno normale costerebbe la metà! E guai a presentarsi a mani vuote: se non compri almeno un fiore, sei un insensibile senza cuore. Eh giusto, perché l’amore si misura in base allo scontrino fiscale!

L’ipocrisia di chi festeggia una volta all’anno

Il bello di San Valentino è che molti lo festeggiano solo perché lo fanno tutti gli altri. Per 364 giorni l’anno, coppie che si ignorano reciprocamente o che litigano pure sul colore delle piastrelle del bagno, improvvisamente riscoprono il romanticismo. Cenette, regali, promesse d’amore eterne (salvo poi tornare a farsi il muso lungo il 15 febbraio). Ma chi ve lo fa fare? L’amore è tutti i giorni, non un evento comandato!

Tornare al vero amore

E allora, volete festeggiare davvero San Valentino? Fatelo con sincerità. Ricordate il vero significato della festa, quello di un amore che non è consumismo ma sacrificio, dedizione e condivisione. Non serve il regalo da centinaia di euro, basta un gesto semplice, una parola autentica, magari una preghiera insieme per chi, di vero amore, ne ha tanto bisogno.

San Valentino non è solo il santo degli innamorati, è il simbolo di un amore che non ha bisogno di packaging luccicanti per essere vero. Quindi, meno peluche e più cuore. Meno finti gesti d’amore e più sostanza. Altrimenti, tanto vale fare festa anche a Ferragosto: almeno fa caldo e ci si mangia un gelato senza sentirsi obbligati a fare i romantici a comando!

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Pubblicato inRicorrenze

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