Un silenzio assordante
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si rifiuta di rispondere alle domande della commissione Covid. Strano, vero? Eppure, quelli che gridavano alla trasparenza, quelli che volevano la scienza in Parlamento, quelli che parlavano di audizioni “indispensabili” ora tacciono. Perché? Forse perché la verità farebbe male a troppi. A partire da quelli che, per mesi e mesi, hanno imposto misure draconiane, chiuso il paese, imbavagliato la gente e rovinato l’economia in nome di una narrazione costruita a tavolino.
Le domande che l’OMS non vuole sentire
L’origine del virus è ancora avvolta nella nebbia della censura. Tre distinti organismi di intelligence (USA, Regno Unito e un istituto tedesco che, guarda caso, ha deciso di non pubblicare lo studio per intero) puntano il dito su una fuga dal laboratorio di Wuhan. Ma all’OMS, evidentemente, questo argomento non interessa. Meglio lasciare il dubbio, anzi, meglio non parlarne proprio.
E allora proviamo noi a fare qualche domanda. Ad esempio: perché l’OMS ha ritardato fino al 31 dicembre 2019 l’allarme sul Covid, quando già da settimane circolavano notizie su focolai a Wuhan? Come mai il matematico Stefano Merler studiava il virus prima di Natale 2019 se l’allarme ufficiale è arrivato solo a fine anno? Quali pressioni ha esercitato la Cina per tenere tutto nascosto?
La Cina ordina, l’OMS esegue
In Gran Bretagna, l’ex consigliere scientifico Lord Patrick Vallance è accusato di aver insabbiato il report del governo di Boris Johnson sulla fuga del virus da Wuhan. Motivo? Non “offendere” Pechino. In Germania, lo scienziato Christian Drosten ha realizzato uno studio che conferma la stessa tesi, ma stranamente il governo tedesco ha deciso di “omissarlo”. Sarà un caso? No, è solo l’ennesima dimostrazione che il governo cinese ha tenuto per la collottola i vertici sanitari e politici occidentali.
E in Italia? La procura di Bergamo ha raccolto la testimonianza del matematico della Fondazione Bruno Kessler, Stefano Merler, il quale ha dichiarato di aver già studiato il virus prima di Natale 2019. Ma se l’allerta OMS è arrivata solo il 31 dicembre, da chi prendeva informazioni Merler? Dagli stessi canali che informavano Roberto Speranza e il suo governo?
La farsa delle mascherine e delle cure negate
Ricordate quando Luigi Di Maio, a favore di telecamere, spediva mascherine in Cina mentre in Italia i medici morivano senza DPI? Ecco, ora sappiamo che mentre l’OMS blaterava di “trasparenza”, dietro le quinte c’era chi ordinava il silenzio.
Non solo: la gestione della pandemia in Italia è stata definita “caotica e creativa” in un report scritto dal ricercatore Francesco Zambon nel maggio 2020. Un documento fatto sparire, poi ritrovato. Perché? Forse perché rivelava ciò che non si poteva dire: l’OMS non era così imparziale come voleva far credere. E, guarda caso, un funzionario dell’OMS ha fatto pressioni su un altro per farlo sparire. Chissà chi lo aveva ordinato davvero.
La SARS, il Covid e i misteri del passato che ritornano
Nel 2003, il ministro della Sanità cinese Zhang Wenkang fu rimosso per aver nascosto l’epidemia di SARS. Oggi Zhang è in affari con la Silk Road Cities Alliance, un’organizzazione che controlla una società da cui la Protezione Civile italiana ha acquistato ventilatori nel marzo 2020. Ventilatori che poi si sono rivelati inutilizzabili. Coincidenze? Forse. Ma nella stessa fondazione c’era anche Massimo D’Alema. E quando D’Alema è in mezzo a qualche affare, la puzza di bruciato si sente lontano un miglio.
La grande bugia: “Il Covid non è SARS”
E arriviamo alla chicca finale. Nel primo report ufficiale, l’OMS scriveva: “Il Covid-19 non è SARS, è un nuovo virus con proprie caratteristiche”. Una frase che sembra innocua, ma che in realtà ha permesso ai governi di ignorare il piano pandemico del 2006, nato proprio per combattere una nuova SARS.
Ora sappiamo che il Covid è un Sarbecovirus, come la SARS. Se fosse stato trattato come tale fin dall’inizio, forse ci saremmo risparmiati lockdown inutili, mascherine obbligatorie, terrore mediatico e sperimentazioni di massa. Ma per farlo bisognava riconoscere il fallimento delle autorità sanitarie mondiali. E questo, ovviamente, non si poteva dire.
L’OMS ha qualcosa da nascondere?
Se l’OMS fosse davvero un’istituzione trasparente, avrebbe risposto senza problemi alle domande della commissione Covid. E invece ha scelto il silenzio. Perché? Forse perché la verità svelerebbe un castello di bugie costruito con l’aiuto di governi compiacenti e media asserviti.
E allora no, non possiamo chiederlo all’OMS. Ma possiamo continuare a fare domande, a scavare, a cercare la verità. Perché l’unica cosa peggiore di una pandemia è una menzogna globale travestita da scienza.

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