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Fondazione Don Gnocchi: dove l’innovazione incontra la fragilità

Con oltre 315 milioni di euro di fatturato, 360mila pazienti assistiti e più di due milioni di prestazioni sanitarie erogate nel 2024, la Fondazione Don Gnocchi conferma il suo ruolo cruciale nel sistema sanitario italiano. Ma dietro ai numeri c’è molto di più: c’è una visione. Quella di prendersi cura delle persone più fragili non solo con competenza, ma con umanità. È la “carità intelligente” di cui parlava il Beato Carlo Gnocchi, che oggi continua a ispirare l’azione quotidiana di migliaia di operatori, volontari e professionisti.

Una “baracca” che funziona

“Amis, ve racumandi la baracca”, diceva Don Gnocchi ai suoi collaboratori prima di morire. A distanza di decenni, quella “baracca” è diventata una delle reti più avanzate e capillari di assistenza, riabilitazione e cura in Italia. Venticinque centri principali in nove regioni, 28 ambulatori territoriali e una presenza in oltre 50 località: la Fondazione è un motore che unisce rigore gestionale e fedeltà alla missione originaria.

Il cuore pulsante resta la riabilitazione, con una particolare attenzione alle gravi cerebrolesioni (il cosiddetto “Codice 75”), dove la Don Gnocchi rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. Accanto a questo, l’assistenza agli anziani, alle persone con disabilità e lo sviluppo dei servizi domiciliari e ambulatoriali rendono l’ente una risposta concreta ai bisogni crescenti di salute.

Tecnologia e prossimità: una rete sempre più umana

Nel bilancio 2024 emerge una linea chiara: rafforzare il territorio. Come? Attraverso la tele-riabilitazione, l’uso della robotica, l’intelligenza artificiale, ma anche con l’espansione dell’assistenza domiciliare, dalle RSA aperte alle cure palliative. L’obiettivo non è solo aumentare l’efficienza, ma costruire percorsi di cura integrati, in cui la persona non sia mai lasciata sola.

“Una prestazione – spiega il presidente don Vincenzo Barbante – non è solo un atto sanitario. È una presa in carico. È stare accanto alla famiglia di un bambino autistico, è accogliere la storia di un malato, è condividere il peso della fragilità.”

Valori che fanno rete: lavoro, formazione e volontariato

Con oltre 6.200 collaboratori – di cui 4.000 dipendenti diretti – la Fondazione Don Gnocchi non solo garantisce servizi, ma anche stabilità occupazionale. Ogni anno c’è un significativo ricambio generazionale, accompagnato da una forte attenzione alla formazione professionale e valoriale. Perché chi lavora nella Fondazione non è chiamato solo a fare, ma a “esserci”, in modo autentico e consapevole.

Il volontariato, inoltre, rappresenta una delle anime più vitali. Oltre 120mila ore donate solo nel 2024 da cittadini, dipendenti aziendali in percorsi di solidarietà, giovani del Servizio Civile e persino persone inserite in programmi di giustizia riparativa. La Don Gnocchi diventa così luogo di incontro, di riflessione, di possibilità. Per tutti.

Sanità pubblica, no profit, privato: serve un’alleanza

Nel quadro di una sanità nazionale sempre più sotto pressione, la Fondazione rivendica il ruolo del Terzo Settore come gamba essenziale del sistema. La sanità non può reggersi solo sul pubblico. Servono collaborazioni, non contrapposizioni. Il privato sociale – come la Don Gnocchi – garantisce accesso alle cure a costi sostenibili, spesso più bassi del mercato, e integra il servizio pubblico laddove questo non arriva.

Una missione che guarda al futuro

Nel Sud Italia, la Fondazione sta intensificando investimenti e progettualità per portare cure di qualità anche nelle aree più fragili del Paese. Non si tratta solo di sanità, ma di giustizia sociale. Di prossimità vera. Di una presenza che non si limita a “curare”, ma vuole “accompagnare” le persone nel loro cammino di vita.

La Fondazione Don Gnocchi non è un ospedale, né solo un centro di riabilitazione. È un presidio di umanità. Dove la competenza si intreccia alla compassione. Dove ogni gesto, ogni terapia, ogni parola è parte di una cura più grande: quella di non lasciare mai sola una persona fragile.

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Pubblicato inSanità

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