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E’ morto da uomo libero il “cannibale di Kobe”

Nel 1981 Issei Sagawa aveva ucciso e divorato una studentessa ma, estradato in Giappone, non fu incarcerato. E non si sarebbe mai pentito

Nel 1981 invitò un’amica a casa, la uccise, ne stuprò il cadavere e poi la mangiò. Issei Sagawa, il “cannibale di Kobe”, è morto all’età di 73 anni, e nel corso della sua vita non ha trascorso che qualche giorno in carcere.

Sagawa, deceduto a causa di una polmonite, passò alla storia dell’orrore per i fatti accaduti a Parigi 41 anni fa, quando decise di mettere fine alla vita della studentessa olandese Renee Hartevelt con un colpo di fucile alle spalle. Fu arrestato mentre cercava di disseminarne i resti, dopo averne fatto pasto per tre giorni, nel parco Bois de Boulogne.

L’estradizione e la beffa

In Francia fu definito pazzo, e ne fu disposto il trasferimento in un istituto psichiatrico, ma il padre riuscì in seguito a farlo estradare in Giappone, dove fu dichiarato sano di mente. Le accuse messe in piedi in Francia erano cadute, e Sagawa ha potuto trascorrere la sua vita da uomo libero, impunito e mai pentito di ciò che fece. Anzi, trasse profitto finanziario da quel delitto scrivendo e vendendo libri in cui narra, tra l’altro, i passaggi atroci della fine della studentessa. Di recente aveva detto in un’intervista a Vice di essere “ossessionato dal cannibalismo”. “Il mio desiderio di mangiare una donna – aggiunse – è diventato imperativo”.

Issei Sagawa (in giapponese, 佐川一政, Sagawa Issei) (Kōbe26 aprile 1949 – 24 novembre 2022) è stato un criminale giapponese, divenuto famigerato per aver ucciso, violentato e poi mangiato una ragazza olandese di 25 anni durante la sua permanenza a Parigi.

Storia

Nel giugno 1981, Issei Sagawa, studente giapponese di Letteratura inglese all’università Sorbona di Parigi, invitò una sua compagna di studi per il ripasso di alcune poesie in vista dell’esame di fine ciclo. Sagawa dichiarò alla polizia che egli era attratto dalla compagna di classe, di nome Renée Hartevelt. Nel mezzo del loro studio la uccise con un colpo di fucile alla testa, violentò il cadavere della ragazza e poi la mangiò gradualmente, fino a un totale di 7 chili di carne asportati dal suo corpo.

Sagawa fu dichiarato inabile a sostenere un processo, e suo padre, Akira Sagawa, ottenne l’estradizione in Giappone, dove venne liberato dalla custodia in meno di quindici mesi. Sagawa era già diventato una celebrità in patria per il suo atteggiamento impenitente nei riguardi dell’intera faccenda. Da allora, ha scritto diversi best seller ed è apparso in almeno un film, un’opera drammatica intitolata Shisenjiyou no Aria (in inglese, The Bedroom), di Hisayasu Satō. Scrive una rubrica per una testata nazionale.

Nel 1983, Sagawa descrisse l’esperienza dell’omicidio che lo rese famoso.

Oltre a libri sul suo delitto, Sagawa ha scritto nel 1997 un libro di commento, Shonen A, sul serial killer di bambini di Kōbe del 1997, quando un quattordicenne chiamato “Sakakibara” o “Ragazzo A” (“Shonen A“) uccise un bambino decapitandolo.

Nel mese di giugno 2012, il canale YouTube della rivista VICE ha pubblicato un’intervista a Issei Sagawa. Nell’intervista, Sagawa ha affermato di aver in passato utilizzato la masturbazione per tenere a freno i propri istinti, che lo spingevano all’antropofagia. Ha tuttavia ammesso che, avendo raggiunto l’età di 61 anni, si trova ormai in uno stato di impotenza sessuale e che teme quindi per l’eventuale riaffiorarsi di tali tendenze. Ha dichiarato, sempre a VICE, di sentire di “dover morire”.

Curiosità

  • Sagawa dichiarò d’aver sognato fin da bambino di mangiare una persona. Questo morboso desiderio lo portò durante l’adolescenza a introdursi furtivamente nella stanza di una studentessa nel cuore della notte, con una maschera di Frankenstein, non con l’intento di ucciderla, ma con l’intento di darle un morso alle natiche. Tuttavia la ragazza si svegliò e cominciò a urlare, portandolo alla fuga. In quel caso il padre di Issei Sagawa, uomo molto potente, fece in modo di insabbiare l’accaduto.
  • In Francia, Sagawa venne chiamato dai media “il killer giapponese”, mentre in Giappone venne ribattezzato “il killer parigino”.
  • L’omicidio venne registrato su una cassetta audio da parte di Sagawa. Nella cassetta si sente Renée Hartevelt recitare una poesia poi un colpo di fucile e il corpo di una persona che cade a terra.
  • La notte dell’omicidio i vicini dichiararono alla polizia parigina che dall’appartamento di Issei Sagawa durante la notte si potevano udire le urla di felicità da parte del giapponese.
  • Dopo l’omicidio Sagawa fece alcune foto del cadavere e di ogni parte che asportava. La foto che fece al primo piatto da lui cucinato consisteva in un seno disposto su un piatto con contorno di piselli e patate.

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Pubblicato inCriminalità

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