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Firenze, ucciso dalle BR l’ex sindaco massone

Il 10 febbraio 1986 Lando Conti, politico italiano e ex sindaco di Firenze, è stato ucciso in un agguato delle BR. Nato a Firenze il 1º novembre 1933, Conti aveva legami familiari con la politica locale, essendo nipote di Menotti Riccioli, ex vicesindaco della città. Dopo aver studiato al liceo classico Galileo di Firenze, si è laureato in Giurisprudenza a Siena. Da giovane, si iscrisse al Partito Repubblicano Italiano e ad associazioni come l’Associazione Mazziniana Italiana e la Fratellanza Artigiana d’Italia, oltre a entrare nella Massoneria.

La sua attività massonica iniziò con l’iniziazione nella Loggia “Mazzoni N. 62” di Prato, e la sua dedizione a tale comunità continuò con il trasferimento alla loggia “La Concordia” e la fondazione della loggia “Costantino Nigra” a Firenze. Fu anche membro della loggia “Abramo Lincoln”, successivamente intitolata a lui. Nel 1974, Conti divenne Gran Cappellano dell’Arco Reale e fu proclamato Gran Maestro Onorario alla memoria nel 2006. Dal matrimonio ebbe quattro figli.

Il giorno della sua morte, Conti si dirigeva a una sessione del consiglio comunale quando la sua auto fu affiancata da un veicolo da cui furono esplosi undici colpi di arma da fuoco, provocandone la morte immediata. Sul luogo fu trovato un volantino con la rivendicazione delle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente, gruppo che aveva già rivendicato altri omicidi. Gli attacchi furono motivati dal ruolo di Conti come collaboratore di un membro del ministro Giovanni Spadolini e per la sua partecipazione in un’azienda familiare di sistemi radar. Le indagini stabilirono che l’arma utilizzata era la stessa impiegata un anno prima nell’omicidio del professor Ezio Tarantelli. Si concluse che l’attentato era stato pianificato e eseguito da membri del gruppo terroristico, anche se non tutti gli autori furono identificati. Conti riposa al Cimitero di Trespiano.

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Pubblicato inTerrorismo

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