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Un francobollo per Berlusconi: il Cavaliere continua a far discutere anche da lassù!

Eccoci qua, ci risiamo. È bastato un francobollo per far saltare di nuovo i nervi a mezza Italia. Sì, perché il Cavaliere – che piaccia o no – è come quelle serie TV che continuano a fare ascolti anche quando il protagonista se n’è andato. E così, per festeggiare quello che sarebbe stato l’88esimo compleanno di Silvio Berlusconi, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pensato bene di dedicargli un francobollo. Un francobollo, signori! Un misero rettangolino di carta da 1,25 euro, con il ritratto di Silvio in giacca nera, lo sfondo dell’Italia e dell’Unione Europea, e le date “1936-2023”. E cosa succede? Apriti cielo!

La sinistra, quella che ancora si aggrappa alle bandiere rosse stinte e alle canzoni di Gaber, non ce l’ha fatta. “Un francobollo per Berlusconi? Ma scherziamo?” – tuonano, quasi che su quel pezzo di carta fosse stampato il ritratto di qualche dittatore. “Un francobollo per il Cavaliere nero”, scrivono dall’alto delle loro torri d’avorio, perché chiamarlo “Cavaliere” va bene solo se poi ci si aggiunge un bel “nero” davanti. Insomma, ci risiamo. Il copione è sempre lo stesso: Berlusconi viene celebrato e loro rispondono con la solita litania di accuse, processi, mafia e quant’altro. D’altronde, cosa aspettarsi da chi, come il Fatto Quotidiano, si nutre quotidianamente di antiberlusconismo? Per loro Berlusconi non è mai stato un uomo, un politico o un imprenditore. È un bersaglio. E pazienza se è morto da più di un anno, non importa. Lo si attacca lo stesso.

Ma sentiamo cosa dicono. “Dopo Libia, Niger e Liberia, anche l’Italia ha il suo francobollo dedicato a Berlusconi” scrive il  con la consueta eleganza. Come se paragonare l’Italia alla Liberia fosse la mossa vincente in questo scacchiere di insulti mascherati da satira. Poi la frecciata velenosa: “Un francobollo non basta a coprire la storia di un politico pregiudicato”. Beh, a quanto pare, non basta neanche a coprire la loro invidia! Perché, diciamocelo, Berlusconi da lassù continua a disturbare i sogni della sinistra come faceva quando governava. È un incubo senza fine. Loro, che avrebbero voluto chiudere il capitolo Berlusconi, si trovano costretti a convivere con la sua immagine, persino su una busta da lettere!

E mentre la sinistra si contorce, Forza Italia festeggia. Matteo Salvini, col solito tempismo social, ci tiene a ricordare al mondo che “Si ostinano vergognosamente a infangare la sua memoria, noi lo ricordiamo come la maggioranza degli italiani che gli ha voluto bene”. Maurizio Gasparri, sempre elegante, ringrazia Poste Italiane per questo “bellissimo francobollo” e parla di un ricordo che si rafforza giorno dopo giorno. Insomma, la famiglia politica di Berlusconi – e non solo quella di sangue – si stringe attorno al suo nome, mentre dall’altra parte del campo continuano a lanciare frecciatine da un arco ormai logoro.

Ma attenzione, non è finita qui. Perché un francobollo, da solo, non bastava. No, no, Poste Italiane ha pensato bene di creare una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, con tanto di quartina di francobolli, una cartolina annullata e affrancata, una busta primo giorno di emissione e pure un bollettino illustrativo! Perché quando si parla del Cavaliere, niente è mai banale. Ed è giusto così, perché Silvio non era un uomo qualunque. Era un’istituzione. E ora, grazie a questo francobollo, potrà arrivare direttamente nelle case degli italiani, infilato tra una bolletta e una cartolina. Una presenza che, piaccia o meno, non si può ignorare.

E allora, che dire? Forse, un francobollo non sarà abbastanza per coprire la storia di Berlusconi, come dicono i suoi detrattori, ma di certo basta per riaccendere le polemiche e far parlare ancora di lui. E chissà, magari un giorno lo vedremo anche sulle banconote. Perché, che lo si voglia o no, Silvio Berlusconi è stato, è, e sarà sempre parte della storia d’Italia. Anche se la sinistra non riesce proprio a farsene una ragione.

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Pubblicato inPolitica

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