Ecco, ci risiamo. Arriva ottobre e la solita invasione di zucche, scheletri e fantasmini ci travolge inarrestabile, come un’epidemia di coriandoli fuori stagione. Halloween, quella sfilata di costumi da “diavoletti simpatici” e “vampirelli kawaii,” bussa alla porta e, come ogni anno, ci chiede: dolcetto o scherzetto? No, niente dolcetti qui: siamo qui per lo scherzetto, per svelare l’assurdo teatrino in cui stiamo tutti recitando. Sì, perché Halloween è ormai diventata una delle più grandi e insensate celebrazioni dell’anno. E mentre le strade si riempiono di ragnetti di plastica e ragnatele sintetiche, è il momento di chiedersi: ma tutto questo, cosa ha a che fare con noi? E, più importante, cosa ha a che fare con i valori su cui dovremmo costruire le nostre vite?
La festa dell’oscurità in offerta speciale
Partiamo da un presupposto: Halloween non è una festa innocente. Non è neanche una festa italiana. E, secondo chi ne sa qualcosa, non è neanche una festa cristiana. È la festa del “tutto fa brodo,” un grande minestrone di paganesimo, stregoneria e folklore americano servito in salsa horror-pop. Originariamente, Halloween era una celebrazione pagana celtica, il “Samhain,” che segnava l’inizio dell’inverno e il ritorno delle anime dei defunti nel mondo dei vivi. Una celebrazione di paura e inquietudine, insomma, che con la festa di Tutti i Santi, quella vera, non ha niente a che fare.
Eppure, la domanda è: perché? Perché ogni anno siamo ossessionati dal rivivere questo “compleanno di Satana,” come qualcuno l’ha definito? Cosa ci spinge a travestire i nostri bambini da creature dell’oltretomba, a decorare le nostre case come fossero uscite da un film dell’orrore di serie B, e a gridare “dolcetto o scherzetto” mentre ci barcameniamo tra vampiri e zombie?
Stiamo allevando piccoli pagani
Immaginatevi la scena: un bambino con il viso pitturato di rosso, due corna finte e un sorriso diabolicamente innocente. Un diavoletto alto un metro, che salta da una porta all’altra chiedendo dolcetti. Tutto normale? Ma certo, in fondo è solo un gioco! Ma ci siamo mai fermati a riflettere su cosa significhi veramente travestire i bambini da mostri, demoni o streghe? “Oh, ma è tutto per scherzo!” dicono molti. Sì, certo, proprio come chi si sporge sull’orlo di un precipizio “per scherzo.” Ma quel precipizio è reale, e di cadere giù, anche se solo “per gioco,” non ci pensa nessuno.
E non è solo questione di buon gusto o di rispetto per le tradizioni. Halloween è il veicolo perfetto per un’intera mentalità di disprezzo per il sacro, un’introduzione al mondo dell’occulto e dell’esoterismo spacciata come “innocente” e “divertente.” Halloween è un biglietto di sola andata per un mondo fatto di simboli oscuri, di misticismo e di ritualità che, diciamocelo, non appartiene a nessun cristiano, né a nessun cattolico. Ma allora, perché ci caschiamo ogni anno? E soprattutto, perché ci facciamo trascinare in questa festa di morte?
Un’invasione commerciale travestita da tradizione
Ecco la verità: Halloween non è altro che un’astuta macchina commerciale. Perché nessuno si offenda, ma l’obiettivo delle grandi catene non è promuovere la cultura, l’arte o la creatività. No, l’obiettivo è semplice: far soldi, e tanti. In un’epoca in cui ogni occasione è buona per vendere, Halloween è la gallina dalle uova d’oro per il mercato globale: un business che non conosce confini. È un gigantesco supermercato delle tenebre dove si vendono idee da strapazzo a peso d’oro.
Ogni ottobre, gli scaffali dei negozi si riempiono di pipistrelli finti, maschere di cartapesta, costumi di dubbio gusto e zucche di plastica. I bambini vengono incoraggiati a comprarsi il costume del mostro più spaventoso, e gli adulti organizzano feste a tema con candele, scheletri e invocazioni a chissà quale spauracchio. Perché la verità è che, sotto il mantello di questa “tradizione” esotica, c’è solo un grande baule pieno di spazzatura colorata. Halloween non è altro che un’illusione, una tradizione finta, importata dall’America e spacciata come folklore.
Diavoli a sconto, Santo subito!
E mentre noi ci abbandoniamo a questa frenesia consumistica, cosa succede alle nostre vere radici? Cosa succede ai nostri valori? Abbiamo un patrimonio di santi, beati, martiri, di uomini e donne che hanno davvero fatto la differenza nel mondo, ma preferiamo lasciare tutto ciò da parte e abbracciare… la notte delle streghe. E quando qualcuno propone di festeggiare i santi, magari organizzando una “festa alternativa” in cui i bambini si travestano da figure luminose (nella foto), da personaggi che hanno incarnato il bene e il sacrificio, ecco che la folla si scatena: “Ma che noia!” “Che palle!” “Che bigotti!”
Eppure, ci si dimentica facilmente che dietro ogni Santo c’è una storia di vita, di coraggio, di resistenza. Ma soprattutto, c’è un messaggio di speranza, di bellezza e di vita eterna. Altro che spiriti e fantasmi! Il messaggio cristiano è un messaggio di luce, di amore, di risurrezione. E allora perché non invitiamo i nostri figli a guardare alla vita, a ciò che costruisce e non a ciò che distrugge? I santi sono eroi veri, non le creature d’ombra che affollano Halloween.
È solo un gioco? Occhio agli inganni
E ora, arriviamo al punto più inquietante di tutti. Halloween si presenta come un evento ludico, innocuo, ma i suoi significati e simboli raccontano un’altra storia. Non sono parole mie, ma lo stesso fondatore della Chiesa di Satana, Anton LaVey, ha dichiarato con disarmante franchezza: “Sono contento che i genitori cristiani permettano ai loro figli di adorare il diavolo almeno una notte all’anno.” Un dettaglio trascurabile? Un semplice scherzo? No, miei cari, è un campanello d’allarme.
Se perfino un satanista ringrazia per l’adorazione tributata al male, forse dovremmo fermarci a riflettere. Non basta liquidare tutto come “gioco.” Forse bisognerebbe ammettere che Halloween non è innocente come vorremmo credere. È una porta aperta su un mondo di simboli, di pratiche e di significati che non appartengono a noi, che non dovrebbero appartenerci.
Halloween: Spaventoso? No, solo triste
In fondo, cos’è Halloween, se non la festa della banalità? Una caricatura di cultura, una sfilata di macabro senza significato, uno spettacolo di mostri senza mostruosità. È la celebrazione della morte finta, del terrore addomesticato, dell’occulto da salotto. Niente di autentico, niente di vero. Solo una rappresentazione grottesca di ciò che un tempo aveva un significato.
Halloween è la festa del nulla mascherato. È il tributo al consumismo, alla superficialità, alla perdita del senso autentico della vita. E se continuiamo a celebrare il vuoto, a vestirci da morti e da diavoli, non ci accorgiamo che alla fine, il vero scherzetto ce lo stiamo facendo da soli.
Risvegliarsi per tornare alla vita
Quindi, che fare? La risposta, forse, è più semplice di quanto sembri. Halloween è una festa che non ci appartiene e non ci serve. E forse, per una volta, potremmo fare lo “scherzetto” più grande di tutti: ignorarla. O meglio, contrapporle un’alternativa vera, che celebri la vita e la speranza. Organizzare una festa in cui i nostri bambini si travestano da santi, da figure eroiche, da uomini e donne che hanno cambiato il mondo con la forza dell’amore, non della paura.
Smettiamo di correre dietro ai fantasmi e torniamo a guardarci negli occhi. Forse, nel rivedere il volto dei nostri figli, scopriremo che c’è molto più coraggio, forza e bellezza nella vita che nella morte, nel bene che nel male. E Halloween, alla fine, potrà restare solo un piccolo spettacolo che ci ha sfiorato, senza mai toccarci davvero.

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