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Bloomberg: la fine del mondo è vicina (di nuovo)

Quelle menti illuminate di Bloomberg ogni giorno ci ricordano che siamo a un passo dal baratro, anzi, siamo già in caduta libera, con la differenza che il crash sarà a gennaio 2025. Perché? Perché Trump – sì, lui – tornerà alla Casa Bianca. E come se non bastasse, pare che ci porterà direttamente l’Apocalisse. Insomma, se Nostradamus avesse avuto un abbonamento a Bloomberg, probabilmente avrebbe buttato giù qualche quartina in più.

I segni della fine

Cosa ci dice che il mondo sta per finire? Beh, è semplice: le nomine. E tra queste, quella che ha mandato Bloomberg e compagnia in iperventilazione è quella di Robert Kennedy Jr. al Dipartimento della Salute. Sì, Kennedy, quello della famosa dinastia politica. Ma non basta un cognome per salvarsi dalla gogna mediatica, soprattutto se osi dire cose controcorrente. Lui è un no vax, un complottista, un pericolo pubblico. E poco importa che abbia anche detto che le persone dovrebbero essere libere di scegliere sui vaccini. Perché, si sa, la libertà di scelta è pericolosa.

Libertà? No grazie!

Prendiamo la dichiarazione incriminata:

“Se i vaccini funzionano per qualcuno, non sarò io a proibirli. Le persone dovrebbero poter scegliere, e la scelta dovrebbe essere informata in base alle migliori informazioni.”

Sembrerebbe un’ovvietà, no? Libertà di scelta, informazione. Cose che dovrebbero far parte di una democrazia moderna. Ma non per Bloomberg e i suoi editorialisti, che preferirebbero probabilmente un sistema dove la libertà di scelta è opzionale, purché si scelga ciò che *loro* ritengono giusto.

Perché, diciamolo chiaramente: il problema non è Kennedy. Il problema è che qualcuno potrebbe pensare di poter scegliere. E no, cari lettori, non possiamo permetterlo. Non sia mai che la gente inizi a informarsi davvero e, orrore degli orrori, a prendere decisioni autonome. Meglio una bella guida, forte, autoritaria, che dica cosa fare e quando.

Effetto gregge o effetto mandria?

Il grande mantra è sempre quello: l’effetto gregge. Ci hanno bombardato con questa storia durante la pandemia: vaccini per tutti, nessuno escluso, perché altrimenti addio immunità collettiva. E chi non si adegua? Un paria sociale. Una persona che non può andare al ristorante, al lavoro, al cinema. In pratica, un non-cittadino.

E ora che qualcuno osa dire che forse, forse eh, la gente potrebbe decidere da sola? Panico. Perché, secondo Bloomberg, la libertà di scelta porta al caos. E nel caos, si sa, vincono i Kennedy Jr. e perdono i guru delle “verità certificate”.

La contraddizione della dittatura

Ma attenzione: quelli che oggi gridano alla fine del mondo perché Trump torna e porta con sé il “ministero della libertà di scelta” sono gli stessi che ieri imponevano restrizioni su tutto, dal vaccino al modo in cui respirare.

E adesso? Adesso tremano perché vedono in Trump e Kennedy Jr. l’avvento della dittatura. Ma, per favore. Il bello è che ci vogliono far credere di combattere per la democrazia, quando l’unica democrazia che accettano è quella in cui si fa ciò che dicono loro. Se non sei d’accordo, sei automaticamente un estremista, un complottista, uno da mettere al bando.

Il paradosso del politicamente corretto

Bloomberg e i suoi sodali rappresentano perfettamente l’apice del politicamente corretto distopico. Da una parte, si riempiono la bocca di parole come libertà, diritti, autodeterminazione. Dall’altra, ti ricordano che la libertà va bene solo se la usi per essere d’accordo con loro. Altrimenti, sei fuori.

E qui sta il vero paradosso: paventano l’arrivo della dittatura, ma si comportano come i suoi migliori promotori. Non tollerano opinioni diverse, demonizzano chiunque metta in dubbio il loro dogma e sono pronti a sacrificare ogni principio di libertà pur di mantenere il controllo.

Un futuro pieno di paure

Insomma, gennaio 2025 non è solo l’inizio del secondo mandato di Trump, ma anche l’inizio della fine del mondo. O almeno così ci vogliono far credere. Ma forse il vero problema non è Trump, né Kennedy Jr., né i vaccini. Forse il problema siamo noi, che continuiamo a tollerare una narrazione che ci tratta come bambini incapaci di pensare da soli.

Un mondo di sudditi

Per Bloomberg e simili, il mondo ideale non è fatto di cittadini informati, ma di sudditi obbedienti. Non importa quanto siano assurde le regole, l’importante è che vengano rispettate. Perché nel loro schema mentale, obbedienza equivale a salvezza.

E così, eccoci qui, a leggere articoli che dipingono Kennedy Jr. come il diavolo in persona perché osa parlare di libertà. A sentire che Trump è il nuovo Nerone, pronto a incendiare il mondo per il proprio piacere. E a osservare, con un misto di incredulità e rassegnazione, una narrativa che si contraddice da sola a ogni passo.

Il dramma dell’incoerenza

Cosa ci insegna questa storia? Che viviamo in un’epoca in cui le parole sono vuote e le idee sono strumenti di propaganda. Dove la libertà è una parola che va bene nei discorsi, ma non nella realtà. Dove ogni opinione diversa è un pericolo e ogni scelta autonoma è un rischio.

E mentre i profeti della fine del mondo continuano a straparlare, forse dovremmo fermarci un attimo e chiederci: chi sono i veri dittatori? Trump e Kennedy Jr., o chi vuole decidere al posto nostro anche cosa pensare?

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Pubblicato inPolitica

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