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I bulli della NATO e il grande bluff: Francia e Regno Unito in Ucraina?

Eccoli lì, i bulli di quartiere del pianeta. Con una baguette sotto l’ascella e un tè nella porcellana, Macron e Starmer rispolverano vecchi elmi e uniformi coloniali, pronti a “salvare” il mondo. E questa volta, il palcoscenico è l’Ucraina. Ma ci crediamo davvero? O siamo di fronte all’ennesima puntata della tragicommedia geopolitica occidentale?

La folle idea di mandare truppe: genio o disperazione?

Francia e Regno Unito, evidentemente poco soddisfatti del loro ruolo storico di spettatori in un conflitto che coinvolge due superpotenze, stanno considerando l’impensabile: mandare truppe in Ucraina. “Ma chi gliel’ha chiesto?”, verrebbe da dire. O meglio: chi ci crede davvero che queste dichiarazioni non siano solo fumo negli occhi?

Facciamo due conti. Mandare truppe NATO – sì, non parliamo di addestratori o consiglieri, ma soldati veri, con la baionetta in mano – significherebbe dichiarare guerra alla Russia. Una guerra vera, mica una scaramuccia diplomatica a colpi di sanzioni e dichiarazioni al vetriolo. E se c’è una cosa che abbiamo capito negli ultimi decenni è che i bulli della NATO sanno benissimo come “fare la guerra”… ma solo quando si trovano di fronte avversari più deboli.

Russia debole? Nemmeno per sogno. Ma allora, perché bluffare così platealmente?

Francia e Regno Unito: i Don Chisciotte della NATO

Parigi e Londra, i nuovi Don Chisciotte e Sancho Panza della NATO. Da una parte abbiamo Emmanuel Macron, con il suo ego grande quanto la Tour Eiffel, pronto a parlare di “grandeur” ogni volta che si accende un microfono. Dall’altra, Keir Starmer, che si muove come un prestigiatore maldestro in un circo politico già abbastanza caotico.

Eccoli, i due paladini della libertà, che non riescono a gestire le proteste sotto casa ma pensano di poter risolvere la questione ucraina con un colpo di spada (o di missile). Sarebbe comico, se non fosse tragico.

La NATO: “portatori di pace” con le mani sporche

Dicono che la NATO sia un’alleanza difensiva. Beh, diciamocelo chiaramente: è un po’ come dire che i lupi sono vegetariani perché ogni tanto annusano un’insalata. Dal 1949, l’Alleanza si è distinta per “portare la democrazia” a suon di bombardamenti: Iraq, Afghanistan, Libia… un curriculum di tutto rispetto.

Ora, con la Russia, la retorica della “difesa” si fa sempre più ridicola. L’ammiraglio Rob Bauer, che guida il Comitato militare della NATO, ha addirittura dichiarato che bisogna “anticipare” gli attacchi russi. Traduzione: colpire per primi. È come se un pugile entrasse sul ring e dichiarasse: “Se mi guardi male, ti stendo”. Strategia brillante, davvero.

E intanto, mentre quel che resta del governo Biden mena la danza, Francia e Regno Unito sgomitano per un posto al centro della scena. Non importa se l’orchestra stona, purché il pubblico applauda.

Il rischio nucleare: un gioco che non si può vincere

Sì, perché dietro tutta questa retorica bellicista c’è un piccolo dettaglio che tutti fingono di ignorare: la Russia non è né l’Iraq né la Libia. Ha armi nucleari. Tante. E le sue dottrine militari non prevedono di stare a guardare mentre i carri NATO passeggiano per le steppe ucraine.

La Russia ha già lanciato segnali chiari. Il missile Orešnik, con la sua capacità di penetrare bunker e obiettivi strategici in pochi minuti, è solo un assaggio di ciò che potrebbe accadere se qualcuno decidesse di superare certe “linee rosse”. Ma sembra che a Londra e Parigi, tra un tè e una baguette, nessuno legga i bollettini militari.

La posta in gioco: Ucraina o Occidente stesso?

Certo, la propaganda occidentale parla di “difendere l’Ucraina”. Ma guardiamo ai fatti: il vero obiettivo non è salvare Kiev, ma dimostrare al mondo che l’Occidente comanda ancora il gioco. Ecco perché Francia e Regno Unito si sentono in dovere di sbraitare, anche se è chiaro che un conflitto diretto con la Russia sarebbe un disastro senza precedenti.

E mentre i leader occidentali giocano al poker con Putin, chi paga il conto? Gli ucraini, ovviamente. E, presto o tardi, anche i cittadini europei, che si ritroveranno a fare i conti con le conseguenze di una politica estera che sembra scritta da un adolescente esaltato davanti a un videogioco di guerra.

Un bluff destinato a fallire?

La verità è che tutta questa retorica sembra più un bluff che una strategia reale. Mandare truppe in Ucraina significherebbe scatenare una guerra che nessuno può vincere. Eppure, i leader occidentali continuano a giocare con il fuoco, sperando che la Russia si arrenda prima che le cose si facciano davvero serie.

Ma c’è un problema: la Russia non è disposta a piegarsi. Ogni escalation, ogni provocazione, ogni missile inviato a Kiev non fa che rafforzare la sua determinazione. E nel frattempo, l’Europa si avvia verso un inverno politico, economico e sociale che potrebbe rivelarsi il più rigido degli ultimi decenni.

La tragicommedia continua

E così, mentre Francia e Regno Unito giocano a fare i salvatori del mondo, il resto del pianeta guarda con una combinazione di incredulità e cinismo. Perché alla fine, è sempre la stessa storia: i bulli della NATO fanno la voce grossa, ma quando arriva il momento di agire, si scopre che la loro forza non è altro che un castello di carte costruito su promesse vuote e ambizioni irrealistiche.

Quindi, Francia e Regno Unito, andate pure avanti. Mandate le vostre truppe, se ne avete il coraggio. Ma non sorprendetevi se, alla fine, il bluff viene chiamato e vi ritrovate con un conto che non potete permettervi di pagare.

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Pubblicato inGuerra

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