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Roberto Speranza patetico: “Tachipirina e vigile attesa l’avete inventato voi!”

L’ex ministro della Salute Roberto Speranza ha recentemente superato ogni limite di decenza umana con una dichiarazione che ha scatenato indignazione e incredulità. Durante un’intervista, ha affermato: “Il famoso protocollo Tachipirina e vigile attesa è stato inventato da voi, è l’invenzione dei no-vax”. Un’affermazione che, oltre ad essere storicamente falsa, rappresenta un tentativo di riscrivere la storia della gestione pandemica in Italia.

QUI L’INTERVISTA-FARSA DI CUI SOPRA

Un protocollo ufficiale, non un’invenzione

Le linee guida del Ministero della Salute per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19, emanate proprio sotto la guida di Speranza, hanno indicato per mesi la famosa “Tachipirina e vigile attesa” come principale strategia terapeutica per chi contraeva il virus senza sintomi gravi. Questo approccio, che prevedeva l’uso di paracetamolo e il monitoraggio passivo dell’evoluzione della malattia, si è rivelato perlomeno drammaticamente inefficace nel prevenire il peggioramento delle condizioni dei pazienti, contribuendo probabilmente all’aggravarsi di molti casi che avrebbero potuto essere trattati in modo più tempestivo e adeguato.

Negare l’evidenza: un’abitudine consolidata

Affermare oggi che quel protocollo sia un’invenzione dei “no-vax” è un insulto all’intelligenza di chiunque abbia seguito gli sviluppi della pandemia. I documenti ufficiali del Ministero della Salute e le linee guida dell’AIFA dimostrano chiaramente che l’approccio della “vigile attesa” è stato adottato e raccomandato dalle autorità sanitarie, ignorando per mesi le evidenze scientifiche che suggerivano trattamenti più precoci e mirati.

Questo tentativo di manipolazione storica non è nuovo: durante tutta la gestione della pandemia, la comunicazione istituzionale ha spesso minimizzato le proprie responsabilità, spostando l’attenzione su presunti nemici ideologici. Chiunque abbia espresso perplessità o critiche nei confronti delle misure adottate è stato bollato come “negazionista” o “complottista”, evitando così un confronto scientifico e razionale.

Un fallimento politico e sanitario

Sotto la gestione di Roberto Speranza, l’Italia ha adottato alcune delle misure più restrittive d’Europa, senza però ottenere risultati migliori in termini di contenimento della pandemia o riduzione della mortalità. Le scelte del governo hanno spesso seguito un approccio ideologico piuttosto che scientifico, con lockdown prolungati, green pass obbligatori e una gestione autoritaria delle misure sanitarie.

Il rifiuto di ammettere gli errori, accompagnato da dichiarazioni come quella recente, dimostra un disprezzo preoccupante per la verità e per la memoria collettiva. La scienza e la politica sanitaria dovrebbero basarsi su dati e fatti, non su revisionismi opportunistici che mirano a riscrivere la storia per convenienza personale.

Insulto di una politica distante dalla realtà

La gestione della pandemia in Italia è stata segnata da errori gravi, molti dei quali evitabili. Il protocollo “Tachipirina e vigile attesa” è stato una scelta ufficiale, non una fantasia dei “no-vax”. Chi oggi tenta di negarlo non solo insulta, non solo l’intelligenza degli italiani tutti, ma soprattutto le vittime di una gestione sanitaria discutibile, ma dimostra ancora una volta quanto la politica possa essere distante dalla realtà.

Speranza ha il diritto di difendere le proprie scelte, ma non ha il diritto di riscrivere la storia. Gli italiani meritano trasparenza, non mistificazioni. Vergogna!

PER GLI SMEMORATI, ECCO LA CIRCOLARE N. 24970 DEL 30 NOVEMBRE 2020 DEL MINISTERO DELLA SALUTE CHE IL BUON (?) SPERANZA TENTA SFACCIATAMENTE DI MISCONOSCERE

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Pubblicato inPandemia

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