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Scandalo: venduta all’asta una reliquia di Carlo Acutis!

Vergogna! Vergogna! Vergogna! Non ci sono altre parole per descrivere il mercimonio blasfemo che sta infangando la memoria di Carlo Acutis, il giovane beato che tra poche settimane verrà proclamato santo. Una ciocca dei suoi capelli venduta online per oltre 2.000 euro! Due-mila-euro per un pezzo di corpo di un ragazzo che ha dedicato la sua breve vita alla fede e alla purezza! E qualcuno si è permesso di metterlo all’asta come un cimelio da collezione! Ma dove siamo finiti?

La denuncia del vescovo: intervenga la Procura!

Fortunatamente, almeno un uomo di fede ha avuto il coraggio di dire basta: monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, ha presentato una denuncia contro ignoti. Sì, perché chi ha organizzato questo scempio è ancora nell’ombra, vigliacco e senza vergogna. Ma ora la Procura di Perugia, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, ha avviato le indagini. Perché qui non si tratta solo di una questione religiosa: questa è una questione di legalità, di moralità, di civiltà! Chi sono questi profanatori? Da dove hanno preso quella reliquia? Chi li protegge?

Il business della fede: una vergogna che indigna anche il Vaticano

Che ci sia chi cerca di speculare sulla fede non è una novità, ma questa volta si è superato ogni limite! La vendita di reliquie è vietata dal diritto canonico, e persino il Vaticano è intervenuto con preoccupazione. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha subito incaricato un legale per seguire da vicino la vicenda. Perché questo non è solo un atto di profonda mancanza di rispetto, ma un crimine contro la memoria di un ragazzo la cui santità è stata riconosciuta dalla Chiesa!

Carlo Acutis: il giovane santo che il mondo ama

Carlo Acutis non era un influencer qualunque, come troppi si ostinano a definirlo. No! Era un esempio di purezza, un faro per i giovani, un ragazzo che con la sua passione per la tecnologia ha portato il messaggio di Cristo nel web. Morto a soli 15 anni nel 2006 per una leucemia fulminante, la sua vita è stata un inno alla fede e alla carità. Il miracolo che gli ha aperto le porte della canonizzazione è avvenuto in Costa Rica, dove una ragazza colpita da un trauma cranico devastante è guarita in modo inspiegabile dopo che la madre aveva invocato l’intercessione di Carlo.

E ora? Ora, mentre il mondo lo attende come nuovo santo, mentre migliaia di fedeli si recano al Santuario della Spogliazione ad Assisi per pregare davanti al suo corpo incorrotto, qualche sciacallo ha pensato di farci sopra affari! Ma è così che si onora un santo? Vendendo pezzi della sua persona su internet come se fosse una figurina rara?

Bisogna dire basta!

Non possiamo restare a guardare! Non possiamo accettare che la fede venga ridotta a un business per collezionisti senza scrupoli! Il vescovo ha fatto bene a denunciare, e ora servono provvedimenti seri! Servono indagini approfondite, pene severe per chi ha osato macchiare il nome di Carlo Acutis con questa vergogna. La Chiesa deve essere inflessibile. Lo Stato deve intervenire. E noi dobbiamo indignarci, gridarlo forte: basta!

Carlo Acutis merita rispetto, non un’asta su internet. Chi ha venduto quella ciocca di capelli, chi l’ha comprata, chi ha permesso che tutto questo accadesse deve pagare! Perché la fede non è in vendita. Perché la santità non si compra. Perché la memoria di un giovane santo non può essere infangata così. Vergogna! Vergogna! Vergogna!

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Pubblicato inReligione

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