La grande sorpresa: i palestinesi che non amano Hamas
E chi l’avrebbe mai detto? Dopo anni di oppressione, guerra e fanatismo imposto con il pugno di ferro, ecco che anche a Gaza qualcuno ha deciso che forse, dico forse, Hamas non è proprio quell’organizzazione benefica che porta gioia e prosperità. Una scoperta epocale, quasi al livello della ruota o dell’acqua calda. Eppure, per anni, chiunque osasse anche solo suggerire che Hamas potesse non essere un’associazione di filantropi veniva tacciato di essere un servitore del sionismo, un traditore, un nemico del popolo. Ora, guarda caso, a dirlo sono proprio gli abitanti della Striscia. Ops.
Protestare a Gaza: un’attività rischiosa
Non siamo esattamente a Parigi, dove puoi scendere in piazza, bruciare qualche auto e poi tornare a casa con un croissant. No, a Gaza protestare contro Hamas è un’attività pericolosa, roba da eroi. Perché qui non parliamo di semplici manganellate e qualche lacrimogeno: qui, se ti va male, sparisci tu, la tua famiglia e pure il tuo cane. Eppure, incredibilmente, centinaia di persone sono scese in piazza, stufe della guerra infinita, della repressione, della miseria. E Hamas, come al solito, ha risposto nel suo stile inconfondibile: repressione, minacce, accuse di essere agenti del Mossad. Perché si sa, chiunque non sia d’accordo con loro dev’essere per forza un infiltrato sionista, non certo un cittadino normale che vuole semplicemente vivere.
Hamas: i paladini del popolo (a parole)
Diciamolo chiaramente: Hamas ha sempre venduto la favola di essere l’unico difensore del popolo palestinese. Peccato che negli ultimi anni i palestinesi siano morti più per le loro scelte scellerate che per qualsiasi altra cosa. Missili lanciati a caso, rappresaglie inutili, utilizzo della popolazione come scudo umano: il curriculum di Hamas è una lunga lista di disastri. E adesso, quando anche il popolo si ribella, che fanno? Urlano al complotto. Perché certo, deve esserci per forza un piano segreto orchestrato da Israele, dagli USA, dai marziani. L’idea che i palestinesi abbiano semplicemente aperto gli occhi è troppo difficile da accettare.
Il silenzio imbarazzante degli “amici di Hamas”
E ora, cosa diranno i soliti pacifinti da salotto, quelli che fino a ieri sventolavano bandiere di Hamas nelle piazze europee? Staranno ancora cercando di capire come giustificare il fatto che persino i palestinesi, quelli veri, quelli che vivono nella Striscia, ne abbiano abbastanza? Saranno ancora lì, a inventarsi nuove teorie su come tutto questo sia in realtà un grande complotto? Difficile dirlo, ma una cosa è certa: per loro dev’essere un bel colpo. Perché quando la tua narrazione si sgretola sotto il peso della realtà, diventa davvero complicato continuare a difendere l’indifendibile.
E adesso?
Cosa succederà ora? Hamas riuscirà a spegnere queste proteste con il solito mix di paura e violenza? Probabile. Ma il fatto stesso che siano esplose è già un segnale potente: la gente ha paura, ma ha anche fame, voglia di vivere, di lavorare, di crescere i figli senza il terrore di un drone o di una retata notturna. E forse, dico forse, siamo davanti all’inizio di qualcosa di nuovo. Sempre che il mondo si decida finalmente a guardare in faccia la realtà, invece di continuare a raccontare favole su Hamas il liberatore. Perché a Gaza, ormai, lo sanno tutti: il peggior nemico del popolo palestinese è già dentro casa.
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