Gli scenari globali sono cambiati a velocità supersonica: ciò che una volta era materia da film post-apocalittico oggi entra nelle agende dei governi come «opzione plausibile». Alluvioni, blackout climatici e, udite udite, persino una guerra mondiale di terza generazione non sono più fantasie da fumetto, bensì rischi da prepararsi ad affrontare. Una popolazione informata, dicono a Downing Street, è una popolazione che… resiste. E resiste meglio, consentendo al governo di gestire l’emergenza senza trasformare l’intero paese in un gigantesco campo di patate ammuffite.
Prepare: il sito che suona l’allarme
Il governo britannico ha risposto a questo allarme lanciando la piattaforma “Prepare”. Lì, tra cookie essenziali e qualche immagine rassicurante, si trovano consigli pensati per guidarvi prima, durante e dopo l’emergenza: dall’iscrizione ai servizi prioritari dei fornitori d’acqua, luce e gas fino al piano d’evacuazione famigliare.
Quando la guerra bussa alla porta
Per la prima volta in molti anni, il Regno Unito ammette apertamente che la possibilità di “trovare il suolo britannico direttamente sotto tiro” non è più fantascienza. E chi l’avrebbe mai detto, a forza di gettare benzina sul fuoco? Nel documento “National Security Strategy 2025” si legge che avversari strategici stanno già gettando le basi per attacchi alle reti energetiche e ai rifornimenti di cibo, puntando a far capitolare la Terra d’Albione… o almeno a far spegnere la PlayStation in modo permanente.
Il gran kit dell’Armageddon
Quando la crisi bussa alla porta, meglio non rispondere a mani vuote. Il sito Prepare consiglia di radunare in casa un vero e proprio arsenale domestico: una torcia a batterie o a carica manuale, perché le candele, sì, fanno atmosfera, ma anche incendio.
A contorno, un power bank portatile per non perdere il filo con i meme di GattoFabio92 e, soprattutto, una radio a batteria o a manovella: l’unico mezzo di comunicazione che resiste a blackout e bufere, purché non decidiate di mettervi al volante in piena tempesta per ascoltarla.
Non mancano ovviamente scorte d’acqua in bottiglia (almeno 2,5‐3 litri a persona al giorno), cibo in scatola (con apriscatole manuale d’ordinanza) e, per chi ha pargoli in casa, pannolini e latte pronto all’uso. E se proprio volete fare gli spettacolari, aggiungete un kit di primo soccorso con cerotti, garze e disinfettante: una pozza di sangue non fa molto chic sul tappeto liberty.
Un pizzico di buon senso e un’àncora spirituale
Tutto questo non vuole creare un esercito di Catoniani dell’Apocalisse, ma ricordare che, in ultima analisi, la salvezza di ogni nazione passa anche dalla coesione sociale, dal mutuo soccorso e, per i più tradizionalisti, da una preghiera al Sacro Cuore in una pausa tra un carico di scatolame e l’altro. Meglio prevedere una Bibbia in borsa, magari un rosario “un po’ perché non si sa mai”, e un gruppo WhatsApp di quartiere in cui scambiarsi non solo istruzioni per il lockdown, ma anche una dose quotidiana di speranza cristiana.
In fondo, se nei secoli passati i nostri avi si affidavano alle torce e ai cannoni, oggi possiamo unire un pizzico di fede a un power bank ben carico, certi che, con un buon piano e un briciolo di intraprendenza all’italiana, anche la Terza Guerra Mondiale diventerà… un’aneddoto da bar.

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