Il 16 luglio 2025 si è spento a Torino Alberto Bolaffi, presidente onorario della storica Società Bolaffi e guida di Plurinvest, holding del gruppo. Nato nel 1936, Alberto ha incarnato per oltre sessant’anni l’immagine dell’esperto filatelico di caratura internazionale, dando visibilità globale a un’azienda che dal 1890 è sinonimo di rigore, passione e ricerca nel collezionismo di francobolli, monete e beni di pregio.
Le radici di una dinastia
Tutto ha inizio nel 1893, quando Alberto Bolaffi Senior abbandonò il negozio di biciclette di famiglia in via Cavour a Torino per dedicarsi ai francobolli. Con competenza artigianale e spirito imprenditoriale, creò un “emporio” in cui collezionisti italiani ed europei si recavano in cerca di pezzi rari e catalogazioni accurate. La sua bottega ne divenne rapidamente un vero e proprio punto di riferimento, grazie anche alla prima edizione del catalogo di quotazioni, che sancì la nascita di un marchio di garanzia.
L’espansione sotto Giulio Bolaffi
Alla guida subentrò il figlio Giulio Bolaffi, che tra gli anni Quaranta e Cinquanta consolidò il business filatelico e inaugurò la dimensione editoriale. Nel 1945 fondò la rivista Il Collezionista, portando in Italia il modello delle pubblicazioni specialistiche; negli anni Sessanta curò la redazione dei primi cataloghi d’arte moderna, vini e viaggi, ampliando l’offerta verso nuovi settori del collezionismo e gettando le basi per una filiera culturale integrata.
Alberto Bolaffi: formazione e visione internazionale
Cresciuto fra scaffali di esemplari e clienti da tutto il mondo, Alberto studiò economia all’università, ma fu nel laboratorio di famiglia che apprese l’arte dell’autenticazione. Fin dai primi anni Sessanta si distinse per la capacità di distinguere a colpo d’occhio un francobollo autentico da un falso e sviluppò rapporti con musei, case d’asta e collezionisti internazionali. Questa vocazione “cosmopolita” gli permise di negoziare alcune delle collezioni più prestigiose dell’epoca, rafforzando il posizionamento globale di Bolaffi.
Innovazione e diversificazione del business
Negli anni Settanta e Ottanta Alberto diede un forte impulso alla modernizzazione dell’azienda: trasformò Bolaffi in società per azioni e fondò Plurinvest come capogruppo, introdusse le vendite per corrispondenza, pubblicò cataloghi tematici curati direttamente da lui e lanciò – tra i primi in Italia – le aste online. Contestualmente, ampliò il catalogo inserendo memorabilia spaziali, manifesti storici, moda da collezione e vini pregiati, trasformando Bolaffi in un gruppo diversificato e all’avanguardia.
Il sodalizio con Mondadori e l’editoria d’arte
Giornalista pubblicista, Alberto volle elevare l’editoria specialistica: nel 1961 fondò la Giulio Bolaffi Editore e commissionò opere di Luigi Veronelli come il Catalogo Bolaffi dei Vini, prima guida critica ai prodotti enologici italiani. L’interesse di Arnoldo Mondadori portò nel 1970 alla joint venture Bolaffi Mondadori, che diede vita a testate di successo come Bolaffi Arte e Weekend. Anche dopo la cessione delle attività generaliste, la famiglia mantenne il controllo delle collane filateliche e numismatiche, preservando l’identità di nicchia dell’editore.
Il museo segreto e le collezioni uniche
Affezionato custode di tesori rari, Alberto allestì un museo privato nel quartier generale di via Cavour. Tra i pezzi esposti figuravano prime edizioni di classici della filosofia e della scienza – da Marx a Freud –, manoscritti autografi di Einstein e persino la tuta spaziale indossata da Jean-Loup Chrétien in orbita. La sua collezione di “cover” dell’Apollo 11 e di cosmogrammi vanta alcuni degli esemplari più ambiti al mondo, testimonianza della sua passione per l’avventura spaziale.
Riconoscimenti internazionali
La firma di Alberto Bolaffi divenne il sigillo di qualità sui cataloghi e sui certificati di autenticità più prestigiosi. Nel 1992, dopo il nonno e il padre, entrò nel Roll of Distinguished Philatelists, il massimo riconoscimento filatelico istituito nel 1921, mentre nel 1997 fu insignito della Medaglia Tilleard dalla Royal Philatelic Society London, unico non britannico a riceverla. Membro dell’Association Internationale des Experts Philatéliques e di numerose accademie europee, fu nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 1993.
Impegno civile e memoria partigiana
Alberto seppe coniugare il lavoro con la solidarietà: nel 1998 istituì il “Challenge Stellina”, una corsa in montagna in Valle di Susa che ripercorre il sentiero difeso dal padre Giulio durante la Resistenza, quando guidò la Divisione “Stellina”. La gara, oggi appuntamento sportivo e commemorativo, è il simbolo del legame tra Bolaffi e il territorio, nonché omaggio ai partigiani.
Il passaggio del testimone
Nel 2013 Alberto ha affidato le redini operative al figlio Giulio Filippo, che ha proseguito l’espansione nel digitale, sperimentato aste di arte contemporanea e consolidato la presenza nei mercati emergenti. Pur guardando alle novità tecnologiche, la Bolaffi mantiene intatta la “filosofia del dettaglio”: ogni pezzo passa ancora dallo sguardo esperto di un consulente che ne misura storia, condizione e valore.
Custodi del passato con lo sguardo al futuro
Con la scomparsa di Alberto Bolaffi si chiude un capitolo luminoso della storia del collezionismo italiano. La sua vita e il suo lavoro hanno trasformato un piccolo negozio di francobolli in un’istituzione globale, coniugando tradizione, rigore scientifico e coraggio imprenditoriale. La dinastia Bolaffi prosegue, forte di un’eredità fatta di cultura, passione e spirito innovativo, pronta a custodire la memoria del passato e a scrutare le sfide del futuro.

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