Oggi, domenica 7 settembre 2025, entrerà nella storia della Chiesa cattolica come il giorno in cui due giovani laici, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, sono stati proclamati santi in una celebrazione solenne in Piazza San Pietro. Una canonizzazione doppia, attesa da anni, che segna una svolta profonda nel modo in cui la santità viene raccontata, vissuta e testimoniata nel XXI secolo. Papa Leone XIV, alla sua prima canonizzazione da Pontefice, ha raccolto l’eredità spirituale di Papa Francesco, che nel novembre 2024 aveva annunciato ufficialmente l’intenzione di iscrivere questi due beati nel novero dei santi. Migliaia di persone, in particolare giovani e studenti, affollano la piazza, simbolo concreto di una fede che non appartiene solo al passato, ma sa parlare il linguaggio del presente.
Un santo tra i poveri e le vette: la testimonianza di Pier Giorgio Frassati
Nato a Torino nel 1901, Pier Giorgio Frassati ha vissuto solo ventiquattro anni, ma ha lasciato un’impronta incancellabile nella coscienza di chi cerca una fede viva e concreta. Figlio dell’editore Alfredo Frassati, fondatore del quotidiano La Stampa, e appartenente a una famiglia dell’alta borghesia torinese, Pier Giorgio avrebbe potuto scegliere una vita comoda e distaccata. Invece, fin da giovanissimo, si è immerso in una dimensione profondamente evangelica: la vicinanza ai poveri, agli emarginati, agli ultimi.
Studente di ingegneria, appassionato di montagna, fervente cattolico e terziario domenicano, Frassati ha vissuto la fede non come rifugio spirituale ma come strumento per cambiare il mondo. Membro attivo dell’Azione Cattolica e della Società San Vincenzo de’ Paoli, si distingueva per una carità silenziosa e quotidiana, capace di penetrare dove nessun’altra parola arrivava. La sua morte, causata da una poliomielite fulminante contratta durante una visita a una famiglia povera, fu improvvisa e straziante.
Il miracolo che ha portato alla sua beatificazione fu la guarigione inspiegabile di Domenico Sellan, un giovane friulano colpito da una grave forma di tubercolosi ossea negli anni Trenta. Più recentemente, un secondo miracolo – la guarigione improvvisa di un seminarista statunitense da un grave infortunio – ha aperto la strada alla sua canonizzazione. A Torino, in questi giorni, il Politecnico ha allestito una mostra a lui dedicata, con documenti inediti che rivelano nuovi aspetti del suo impegno civile e spirituale. Frassati oggi parla a chi cerca una fede incarnata, vissuta tra i marciapiedi delle città e le creste delle montagne.
Carlo Acutis, il santo del web e della quotidianità
Se Frassati rappresenta il santo della carità concreta, Carlo Acutis è il volto nuovo della santità digitale. Nato nel 1991 e morto nel 2006 per una leucemia fulminante, Carlo ha vissuto solo 15 anni. Ma quei pochi anni sono bastati per costruire un’eredità spirituale sorprendente. Appassionato di informatica, devoto all’Eucaristia, geniale nella semplicità, Carlo ha saputo intrecciare il Vangelo con la rete. È noto in tutto il mondo per la creazione della mostra digitale sui miracoli eucaristici, tradotta in decine di lingue e ospitata in centinaia di parrocchie e scuole.
Nel suo sito non c’era nulla di retorico o artefatto: solo fede sincera, competenza tecnica e un desiderio profondo di portare gli altri a conoscere Gesù. “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo” diceva. E questa frase, stampata su migliaia di magliette e poster, è diventata la sintesi della sua spiritualità.
Due miracoli riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa hanno portato alla sua canonizzazione: il primo riguarda Matheus, un bambino brasiliano affetto da una grave malformazione congenita al pancreas, guarito dopo il contatto con una reliquia del giovane beato; il secondo è quello di Valeria Valverde, studentessa costaricana ripresasi in modo inspiegabile da un trauma cranico gravissimo, dopo che la madre aveva pregato sulla tomba di Carlo ad Assisi. Anche il suo corpo, riesumato anni fa, ha suscitato grande attenzione per le sue condizioni apparentemente intatte. Il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, ha però precisato che al momento dell’esumazione, avvenuta il 23 gennaio 2019 in occasione della sua beatificazione, si trovava in stato di normale trasformazione cadaverica, ma il suo aspetto generale è stato ritenuto “quasi intatto” perché è stata applicata una maschera di silicone sul volto per la sua esposizione al pubblico.
Una santità nuova per un mondo che cambia
La canonizzazione congiunta di Frassati e Acutis non è solo una celebrazione liturgica. È un messaggio forte e diretto lanciato alla Chiesa e al mondo. Due giovani, due laici, due vite normali vissute in modo straordinario. Uno immerso nelle contraddizioni sociali del primo Novecento, l’altro figlio del mondo digitale, entrambi uniti da una fede senza compromessi e da una straordinaria capacità di testimonianza.
La decisione di Papa Leone XIV di aprire il suo pontificato con questa canonizzazione doppia è significativa: non si tratta di eroi lontani o mistici irraggiungibili, ma di ragazzi che hanno saputo vivere il Vangelo con autenticità, nella scuola, nella famiglia, nella rete, tra i monti o per le strade. Oggi la santità non è più riservata a figure ecclesiastiche o a mistici eccezionali, ma si fa carne nelle vite di chi sceglie ogni giorno la via del bene con radicalità.
Anche la filatelia ha voluto rendere omaggio a questo momento: sono stati emessi due francobolli commemorativi, con i volti dei nuovi santi, validi per la posta europea. Un piccolo segno, ma carico di significato: la santità viaggia, si condivide, si scrive e si spedisce, come una buona notizia che ha bisogno di arrivare ovunque.

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