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Ucraina, la guerra che copre la corruzione

Non bastano le bombe, non bastano le sirene antiaeree, non bastano i miliardi di dollari e di euro che arrivano da mezzo mondo “per salvare la democrazia”. In Ucraina, sotto il manto della guerra e del patriottismo, continua a marcire una delle peggiori piaghe del Paese: la corruzione. Una malattia antica, cronica, che neanche le invasioni, i proclami europeisti o le promesse del presidente Volodymyr Zelensky riescono a debellare. Anzi, a volte sembra quasi che la guerra sia diventata la miglior copertura per gli affari sporchi del potere.

Le proteste e il finto dietrofront di Zelensky

Tutto è cominciato la scorsa estate, quando migliaia di ucraini sono tornati in piazza, le prime vere manifestazioni popolari dall’inizio dell’invasione russa del 2022. Il motivo? Un disegno di legge vergognoso, che avrebbe messo il guinzaglio alle due principali agenzie anti-corruzione del Paese: la NABU (National Anti-Corruption Bureau of Ukraine) e la SAPO (Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office), subordinandole al Procuratore Generale, nominato dal Parlamento e quindi controllato dal governo.

Tradotto: i controllori controllati dai controllati. Una presa in giro istituzionale.
Zelensky, in un primo momento, ha firmato la legge senza battere ciglio, come se fosse un dettaglio burocratico. Ma quando Bruxelles ha alzato il sopracciglio e la piazza ha cominciato a scaldarsi, ecco il “ripensamento”. Un passo indietro tattico, più di immagine che di sostanza. Il solito copione: finta autocritica, qualche dichiarazione di buone intenzioni e via con la propaganda.

Semjon Kriwonos e la NABU sotto assedio

A denunciare la farsa è stato Semen Kryvonos, capo della NABU, che il 24 settembre ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung:

«In ogni indagine contro parlamentari dobbiamo chiedere il permesso al Procuratore Generale. I nostri dipendenti vengono intimiditi, il nostro lavoro è sabotato, spesso con metodi illegali».

In pratica, le agenzie che dovrebbero stanare i corrotti devono chiedere il permesso proprio a chi dovrebbero indagare. È come se un ladro dovesse autorizzare la polizia a perquisire casa sua. Un paradosso che spiega meglio di qualsiasi discorso perché l’Ucraina è al 105° posto nell’indice di percezione della corruzione di Transparency International.

E qui sta il punto: la guerra non ha cancellato la corruzione, l’ha solo resa più redditizia. Tra fondi europei, armi, appalti e aiuti “umanitari”, il banchetto è ricchissimo. E chi siede al tavolo non ha certo intenzione di alzarsi.

Gli amici del Presidente: Minditsch e Tschernyschow

Ma la corruzione non è solo un problema di sistema. È una questione di nomi e cognomi. E i nomi, questa volta, toccano da vicino il cerchio magico di Zelensky.

C’è Oleksiy Chernyshov, ex vicepremier, finito sotto indagine per manipolazioni nelle vendite di terreni. Poi c’è Timur Minditsch, ex manager della società di intrattenimento “Kwartal 95” – la stessa da cui proviene Zelensky, quando faceva il comico in TV – e oggi influente nel settore energetico, tra i più corrotti del Paese. Minditsch è sospettato di aver coperto appropriazioni indebite di fondi destinati alle fortificazioni militari.

Una domanda la pone il giornalista Konrad Schuller sulla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung:

«Come si concilia un presidente “pulito” che tollera la corruzione?»
Domanda retorica. Perché la risposta è già scritta nei bilanci e nelle indagini che nessuno, a Kiev, ha il coraggio di portare fino in fondo.

Un baratro senza fondo

Il Berliner Zeitung lo dice senza giri di parole:

“Cittadini e contribuenti tedeschi potrebbero chiedersi se, in queste circostanze, i loro aiuti al popolo ucraino non stiano precipitando in un baratro senza fondo.”

E come dargli torto?
L’Ucraina riceve miliardi di euro in aiuti e finanziamenti internazionali, ma le strutture anticorruzione vengono sabotate, i funzionari onesti isolati, i giornalisti minacciati. Chi denuncia viene accusato di “filo-russismo”, la nuova etichetta comoda per zittire ogni voce scomoda.
Nel frattempo, le riforme che Bruxelles e Washington chiedono da anni restano lettera morta o, peggio, vengono usate come vetrina per ottenere nuovi fondi.

Transparency International e il crollo del punteggio

Nel 2023 Kiev aveva fatto registrare un lieve miglioramento nel Corruption Perception Index, ma nel 2024 è arrivato il contraccolpo: tre punti persi, 105° posto mondiale.
Il direttore esecutivo di Transparency International Ukraine, Andrii Borovyk, ha commentato così:

«Il calo può indicare una stagnazione nella lotta alla corruzione, nonostante le attive misure legislative».

E qui viene da sorridere amaramente. “Attive misure legislative” è il modo elegante per dire “leggi di facciata”.

In altre parole: l’Ucraina parla di trasparenza, ma pratica l’opposto.

Gli ucraini stessi non ci credono più

Come ha osservato Fulvio Scaglione su InsideOver, la maggioranza degli ucraini non crede più al governo.
Un sondaggio Gallup lo conferma: alla domanda su quale sia il problema più grave del Paese, il 50,5% degli intervistati ha risposto “la corruzione”, più delle distruzioni causate dalla guerra.
Seguono il crollo del livello di vita e, al quarto posto, “i metodi aggressivi con cui viene condotta la mobilitazione” (27,9%).
Significa che il popolo ucraino non teme solo i russi, ma anche i propri governanti.
Un dato che dovrebbe far riflettere, soprattutto chi, in Europa, continua a dipingere Zelensky come un novello Churchill e l’Ucraina come una culla di virtù democratiche.

La guerra dei furbi

Dunque sì, l’Ucraina combatte una guerra. Ma non solo contro la Russia.
C’è una guerra interna, silenziosa, che si consuma nei palazzi del potere, tra mazzette, appalti gonfiati, amicizie d’oro e procure compiacenti.
Una guerra dove i veri nemici non portano uniformi, ma cravatte.

E finché non sarà combattuta quella battaglia — quella contro la corruzione, la menzogna e l’impunità — l’Ucraina resterà sospesa tra due illusioni: quella di una vittoria militare e quella di una democrazia che non c’è.

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Pubblicato inGeopolitica

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