C’erano una volta due statisti, o almeno così si autoproclamavano. Uno faceva di nome Emmanuel Macron, l’altro Olaf Scholz. Insieme formavano una coppia degna di Collodi: il gatto e la volpe. Auspicavano una nuova Europa sovrana, forte, capace di reggere il confronto con le grandi potenze mondiali. Ma la realtà era ben diversa.
Mentre i loro paesi crollano sotto il peso delle loro incapacità, ecco che Macron e Scholz si aggrappano alla solita litania: rafforzare l’Unione Europea! Un mantra che ripetono ogni volta che qualcuno li mette davanti al fallimento delle loro politiche. Ultima trovata? L’elezione di Donald Trump.
Trump e il risveglio della realtà
Eh sì, perché Trump ha fatto di nuovo l’impensabile: ha rispolverato il buon senso. Ha detto basta alle bandiere woke, basta ai simbolismi vuoti e agli slogan di inclusività da supermercato. Ha ricordato agli americani cosa significa essere una nazione. E questo, ovviamente, fa paura al Gatto e alla Volpe.
Perché? Perché loro vivono di slogan. Macron, il presidente della République che non riesce a gestire neanche le proteste sotto casa sua, e Scholz, il cancelliere che guida una Germania in pieno declino economico e politico. Invece di occuparsi dei loro paesi, puntano il dito su Trump e predicano una “UE più forte e sovrana”.
Un’Europa sovrana… ma su cosa?
La domanda sorge spontanea: sovrana su cosa, esattamente? Sulla produzione industriale che la Germania sta delocalizzando? Sulle periferie francesi in fiamme? O forse sulla politica energetica, che li ha resi dipendenti dal gas altrui? Macron e Scholz sognano un’Europa forte, ma la realtà è che non riescono a governare neanche le proprie nazioni.
E allora il loro piano è semplice: delegare tutto all’Unione Europea. Le responsabilità, le decisioni, i problemi. Perché così è più facile dare la colpa a qualcun altro quando le cose non funzionano.
Il Gatto, la Volpe e il sogno woke europeo
Nel frattempo, però, questi due maestri di retorica continuano a vendere il loro sogno woke. L’Europa deve essere inclusiva, progressista, sostenibile – tutte belle parole, peccato che poi non si traducano mai in risultati concreti.
Macron predica la sostenibilità mentre la Francia si spacca in due, tra le élite parigine e le banlieue dimenticate. Scholz parla di solidarietà europea mentre la Germania impone regole e vincoli che soffocano gli altri Stati membri.
Ma attenzione: se qualcuno, come Trump, osa risvegliare il patriottismo o ripristinare il buon senso, allora diventa immediatamente il nemico pubblico numero uno. Perché la loro Europa non vuole cittadini orgogliosi delle loro nazioni. Vuole sudditi confusi, pronti a seguire ogni nuovo slogan imposto da Bruxelles.
Trump contro il politicamente corretto globale
E qui sta il punto: Trump rappresenta tutto ciò che Macron e Scholz temono. Non solo per quello che dice, ma per quello che simboleggia. Un leader che mette il suo paese al primo posto, che rifiuta di piegarsi alle mode ideologiche e che osa sfidare il politicamente corretto.
Macron e Scholz, invece, sono gli alfieri del conformismo globale. Parlano di sovranità europea, ma si inchinano a ogni diktat della globalizzazione. Predicano l’unità, ma sono i primi a dividere l’Europa con i loro egoismi nazionali.
E noi, pecore al seguito?
Il vero problema, però, siamo noi. Perché continuiamo a farci abbindolare da questi due illusionisti? Continuiamo a credere che Macron e Scholz possano salvare l’Europa, quando non riescono nemmeno a salvare se stessi.
Forse è ora di seguire l’esempio di Trump. Di riscoprire il buon senso, il patriottismo, i valori autentici. Di smettere di credere alle favole del Gatto e della Volpe e di pretendere leader che abbiano il coraggio di dire le cose come stanno.
Perché, diciamocelo chiaramente, l’Europa non ha bisogno di una sovranità astratta. Ha bisogno di leader veri, che sappiano rappresentare i propri cittadini. E finché continueremo a dar retta a Macron e Scholz, il Gatto e la Volpe della politica europea, saremo sempre più sudditi e sempre meno sovrani.

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