C’è un’Italia che la notte del 31 ottobre non accende candele dentro zucche vuote, ma nelle chiese e negli oratori illumina i volti dei bambini con le aureole dei santi. È l’Italia di chi rifiuta di chiamare “festa” ciò che nasce dall’occulto e sceglie di celebrare la vita invece della morte. Sempre più parrocchie, infatti, organizzano “Holyween”, la festa della santità, per ricordare che il 31 ottobre non è la notte delle streghe, ma la vigilia di Ognissanti, giorno in cui la Chiesa loda Dio per la moltitudine dei suoi amici in Paradiso.
Dalle zucche ai santi: un cambio di segno
Mentre le vetrine dei negozi si riempiono di teschi, sangue finto e maschere sataniche, nelle comunità parrocchiali si prepara una festa diversa, limpida, piena di luce. Ragazzi vestiti da santi anziché da spettri, cori di canti, momenti di preghiera e riflessione, testimonianze di fede. È la risposta cristiana a un fenomeno che, come ricorda don Aldo Buonaiuto nel suo libro “Halloween, lo scherzetto del diavolo”, non è affatto innocente: “La notte del 31 ottobre è la data più importante del calendario satanista, in cui si moltiplicano riti blasfemi e pratiche esoteriche. Dietro l’apparente allegria c’è un mondo oscuro che non va sottovalutato”.
L’inganno del male travestito da gioco
Il sacerdote esorcista mette in guardia da una verità scomoda ma necessaria: “Il trucco più astuto del diavolo è far credere che non esista”. Ed ecco allora la festa “innocente” dei bambini che scherzano con la morte, che si travestono da demoni, che imparano a ridere di ciò che invece va temuto e respinto. L’Associazione Internazionale Esorcisti, con un recente video di sensibilizzazione, ha parlato chiaramente: Halloween è una trappola. Una finta allegria che abitua a giocare con il male, aprendo le porte a un immaginario satanico che normalizza l’orrore e svuota la fede.
Dalla paura alla gioia: la vera alternativa
Nelle parrocchie che hanno scelto Holyween, la musica è diversa. Non c’è spazio per pipistrelli o bare di cartone, ma per cori, rosari, fiaccolate e costumi ispirati ai santi: san Francesco, santa Chiara, santa Rita, san Giovanni Paolo II, Carlo Acutis, Madre Teresa. Non è un “contro-evento” ideologico, ma una testimonianza di bellezza e verità: perché il cristiano non teme il buio, lo vince con la luce.
Lo diceva anche don Oreste Benzi, il fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII: “Vuoi divertirti con i demoni o far festa con i santi, amici meravigliosi di Gesù?”. Domanda semplice, ma radicale. È la stessa che ogni genitore dovrebbe porsi quando accompagna i propri figli davanti a una vetrina piena di teschi.
Un messaggio per i genitori
Dal numero verde antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII continuano ad arrivare segnalazioni di genitori preoccupati per comportamenti strani dei propri figli dopo aver partecipato a feste di Halloween. “Non sottovalutate questi segnali”, avvertono gli esperti: il male ama travestirsi da gioco, ma lascia sempre il segno.
“Godi la vita, godi la luce. Godi Dio”
È questo l’appello che chiude il video degli esorcisti: una frase semplice, luminosa, che riassume il senso profondo di Holyween. Non una moraletta da bigotti, ma una scelta di campo. Perché la vita cristiana non è una fuga dalle feste, ma un inno alla gioia vera, quella che non ha bisogno di sangue finto per esistere.
La notte del 31 ottobre, dunque, si può scegliere: tra l’ombra e la luce, tra le zucche vuote e i cuori pieni, tra il “dolcetto o scherzetto” del mondo e l’abbraccio dei santi. E chi ha provato a vivere Holyween, anche solo una volta, sa bene che la luce di una candela davanti al Santissimo brilla molto più forte di qualsiasi zucca arancione.

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