Era una serata come tante alla Festa dell’Unità di Napoli, fino a quando il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non ha trasformato il palco in un vivace teatro delle sue sdegnose esternazioni. Immaginate un fiume in piena di parole, ma con il carisma di un’acida commedia!
“Oh, cara compagnia dei ‘maleducati, imbecilli, pinguini’”, ha esordito con quella verve teatrale che solo lui sa mettere in campo. Le sue frecciatine velenose non erano destinate a tutti, ma ai “nuovi dirigenti” del Partito Democratico, in special modo alla segretaria Elly Schlein, che pare non sia disposta a concedergli un pass per il terzo mandato presidenziale. E De Luca, noto per il suo attaccamento non proprio discreto al seggio, non la sta prendendo bene, nemmeno un po’!
“Avremmo potuto essere il primo partito d’Europa se per ogni maleducato che è passato qui ci fosse stato un voto in più!” esclamò, e potete quasi immaginare gli sguardi basiti e le risatine tra il pubblico. Ma non si fermò lì, e quando De Luca ha la pista libera, oh, aspettatevi un varietà!
Con un pizzico di sarcasmo tra i baffi, ha poi rievocato l’accogliente (e apparentemente più educata) accoglienza ricevuta da Forza Italia, quasi a sottolineare, tra un ghigno e l’altro, come il suo stesso partito avrebbe potuto prendere appunti. Chissà se qualche esponente del Pd in platea ha tirato fuori il taccuino!
E quando l’ex direttore dell’Espresso, Luigi Vicinanza, ha provato a mettere un po’ d’ordine nelle colorite espressioni del presidente, chiedendogli dei nomi specifici, De Luca, navigato come sempre, ha glissato con l’arte della diplomazia che… be’, diciamolo, non è esattamente la sua arte!
“Non mi perderò a chiamare certi pinguini per nome!” ha quasi ringhiato tra le risate del pubblico. “Ma ricorderò a questi giovani maleducati del Pd che l’educazione non è un optional, bensì un biglietto d’ingresso obbligatorio. E comunque, non aspetto grazie da nessuno, ma, per l’amor del cielo, non rompete le scatole, almeno fatelo con stile!”
E così, mentre De Luca smentisce ogni desiderio di fondare una nuova corrente nel Pd, annuncia con fervore un tour nelle piazze italiane, perché, evidentemente, un “operazione verità” ha bisogno di un vero showman per girare l’Italia!
Mentre attacca il Nazareno con la schiuma alla bocca, il pubblico si chiede: riuscirà il nostro esuberante presidente a cambiare le cose dall’interno senza fondare una sua corrente o decidendo di non abbandonare il partito? E quando gli chiedono se soffre per non essere amato dai vertici del partito, lui, con il petto gonfio e l’aria di chi ha dormito benissimo la notte, risponde con un beffardo “Non me ne fotte niente!”
Ed ecco a voi, signore e signori, Vincenzo De Luca: l’uomo che non ha padroni, non ha correnti, e, possiamo aggiungere, non ha peli sulla lingua!
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