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Magistrati in-Degni nel fragoroso silenzio della sinistra

Il caso del magistrato Marcello Degni ha sollevato un polverone di critiche e polemiche, evidenziando una doppia morale insopportabile e una pericolosa indifferenza da parte della sinistra italiana. Sorprendentemente, o forse no, la sinistra si è avvolta in un silenzio tombale sulle controversie che riguardano Degni, mostrando una preoccupante indifferenza verso un argomento di così rilevante importanza pubblica. Questo atteggiamento è tanto più incomprensibile considerando la loro recente ossessione per un incidente isolato di Capodanno, che ha coinvolto un deputato di FdI per uno sparo accidentale. La loro scelta di ignorare il caso Degni dimostra una selezione di battaglie politiche che rasenta l’irresponsabilità, mettendo in evidenza una preoccupante mancanza di coerenza e di serietà.

L’Associazione dei Magistrati della Corte dei Conti, al contrario, ha dimostrato una reazione tempestiva e appropriata, prendendo seriamente le dichiarazioni di uno dei suoi membri. La decisione di deferire Degni ai probiviri per condotta in violazione del Codice deontologico è un passo nella giusta direzione, evidenziando la gravità delle sue azioni. È scandaloso che un magistrato nominato dal governo possa comportarsi in maniera così sprezzante e faziosa, compromettendo l’integrità e l’obiettività richieste dal suo ruolo all’interno della Corte dei Conti.

La situazione diventa ancora più grave alla luce del silenzio del Partito Democratico e di Giuseppe Conte. La loro mancanza di reazione al caso Degni è sconcertante, specialmente considerando che, a eccezione del senatore Sensi, nessun membro del PD ha pronunciato una sola parola su questo scandalo. Anche i grillini hanno scelto la via del silenzio, rivelando una complicità tacita che è tanto inquietante quanto inaccettabile.

Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha espresso con forza il malcontento e la preoccupazione del suo partito riguardo alle dichiarazioni di Degni. La ferma condanna di FdI verso le parole del magistrato mostra un chiaro contrasto con l’inerzia della sinistra, mettendo in evidenza una netta divisione tra chi sceglie di affrontare le questioni critiche e chi preferisce ignorarle. La decisione di FdI di presentare un’interrogazione su Degni è un atto di responsabilità, mirato a garantire la trasparenza e l’integrità nella gestione della giustizia.

Tuttavia, la vera questione qui è la doppia morale del PD e dei suoi alleati. Le loro costanti esaltazioni di figure controverse come Toni Negri, condannato per associazione sovversiva, e l’apologia del comunismo, sono in netto contrasto con la loro mancanza di reazione al caso Degni. È incomprensibile come possano continuare a supportare ideologie e figure che hanno chiaramente dimostrato di essere incompatibili con i valori democratici e di giustizia, mentre contemporaneamente ignorano un caso di palese violazione etica e professionale all’interno del sistema giudiziario.

Il silenzio della sinistra sul caso di Marcello Degni non è solo una dimostrazione di ipocrisia politica, ma anche un segnale allarmante della loro incapacità o riluttanza a confrontarsi con le questioni che minano l’integrità delle istituzioni italiane. Questa situazione solleva seri interrogativi sull’efficacia e sulla moralità delle loro politiche e delle loro leadership, mettendo in dubbio la loro capacità di agire nell’interesse del pubblico e della giustizia.

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Pubblicato inGiustiziaPolitica

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