La cosa più straordinaria di quest’Europa, e che francamente non riesco a capire, è la questione legata a Viktor Orban. Come saprete, Orban è il presidente di turno del Consiglio Europeo, e quanto lo coinvolge è forse la risposta alla domanda che un po’ tutti ci facciamo sul perché l’Europa non conti un fico secco. Sì, perché sapete che cosa fanno i signori della Commissione Europea quando il signor Orban guida il semestre di turno? Non si presentano alle sue riunioni. Avete capito? La Commissione Europea, che non è eletta da nessuno, si permette di non partecipare alle riunioni che organizza il presidente di turno, che fino a prova contraria è stato eletto dagli ungheresi. Gli ungheresi saranno pure pochi in confronto alla popolazione europea, ma secondo il nostro statuto Orban è presidente di turno a tutti gli effetti.
La cosa che mi chiedo è la seguente: da cosa nasce questa arroganza dei commissari europei che li esonera dal presentarsi alle riunioni di Orban? Ma chi glielo dà questo diritto? Forse è proprio il fatto che non sono legati da nessuna logica elettorale a permettergli di snobbare così le riunioni del premier ungherese. Questo è l’ennesimo emblema di un’Europa governata da persone non elette. Orban può piacere o meno per le sue posizioni sovraniste, ma non è giustificabile questa scarsissima considerazione che suona quasi come un insulto da parte dei commissari. Possono trovarsi in disaccordo con le sue politiche, ma a differenza loro è stato eletto, proprio per quelle politiche proposte.
Insomma, mi sembra proprio roba da asilo. Voi vi rendete conto di che sistema politico è questo? Devo dire la verità: ognuno è infelice a modo suo. Basta guardare gli americani che fanno i fenomeni con i loro militari vestiti tutti di nero, con tanto di torce e fucili, ma poi si perdono un cecchino che avrebbe potuto uccidere l’unica persona che c’era da difendere. La differenza è che loro in quell’ambito sembrano dei giganti, ma si sono rivelati delle pippe, mentre noi pippe sembriamo e pippe siamo in ambito di politica europea.
L’Europa che ignora la democrazia
Ma torniamo al punto principale: la Commissione Europea. Questi signori, non eletti, che agiscono come se fossero al di sopra di tutto e di tutti. Quale autorità hanno per disertare le riunioni convocate da Orban? Quale giustificazione possono dare? Nessuna, perché non c’è nessuna giustificazione plausibile per un comportamento così arrogante e irrispettoso.
Il messaggio che la Commissione Europea manda è chiaro: se non ci piace chi guida il Consiglio Europeo, semplicemente lo ignoriamo. Non importa se è stato democraticamente eletto, non importa se rappresenta una nazione dell’Unione. Questa non è democrazia, è dittatura dei tecnocrati. Ed è questo tipo di atteggiamento che sta alienando sempre di più i cittadini europei dall’idea di un’Europa unita. Perché dovremmo fidarci di un’istituzione che ignora le scelte democratiche dei suoi membri?
L’ipocrisia delle élite europee
Eppure, la Commissione Europea non perde occasione per fare la morale a tutti gli altri. Parlano di valori europei, di democrazia, di diritti umani. Ma dove sono questi valori quando ignorano deliberatamente un leader eletto? Dove è la democrazia quando decidono di non presentarsi a riunioni ufficiali solo perché non è di loro gradimento chi le presiede?
Questa è l’ipocrisia delle élite europee. Pronti a predicare bene e a razzolare male. Pronti a puntare il dito contro chiunque non si allinei alla loro visione del mondo, ma altrettanto pronti a ignorare le regole quando queste non fanno comodo. Questo è il vero volto della Commissione Europea, e ogni cittadino dovrebbe esserne consapevole.
La democrazia non è a senso unico
C’è un punto fondamentale che spesso viene trascurato: la democrazia non è a senso unico. Non si può accettare la democrazia solo quando ci piace il risultato. Non si può decidere di partecipare solo quando il presidente di turno è qualcuno con cui siamo d’accordo. Questo atteggiamento è pericoloso e mina le basi stesse dell’Unione Europea.
Orban è stato eletto dagli ungheresi, e per quanto possiamo non essere d’accordo con le sue politiche, dobbiamo rispettare la volontà del popolo ungherese. Ignorarlo significa ignorare la democrazia stessa. Significa dire agli ungheresi che la loro voce non conta, che la loro scelta non ha valore. Questo è inaccettabile e dovrebbe preoccupare ogni cittadino europeo.
La necessità di una riforma
Quello che questa situazione mette in luce è la necessità di una profonda riforma delle istituzioni europee. Non possiamo continuare con un sistema in cui una manciata di tecnocrati non eletti ha il potere di ignorare i leader democraticamente eletti. Non possiamo permettere che l’arroganza e l’ipocrisia delle élite europee continuino a minare la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea.
Abbiamo bisogno di un’Europa più trasparente, più democratica, più rispettosa delle volontà dei suoi membri. Abbiamo bisogno di un’Europa che non sia governata da élite scollegate dalla realtà, ma da rappresentanti che siano realmente espressione della volontà popolare. Solo così potremo costruire un’Unione Europea che abbia veramente senso, che sia veramente unita e che sia veramente rispettosa dei suoi valori fondamentali.
Europea unita in pericolo
In conclusione, la questione Orban e la reazione della Commissione Europea sono emblematiche dei problemi profondi che affliggono l’Unione Europea. L’arroganza e l’ipocrisia delle élite europee stanno minando la fiducia dei cittadini nell’UE e stanno mettendo in pericolo il progetto stesso di un’Europa unita. Abbiamo bisogno di una riforma profonda delle istituzioni europee, una riforma che renda l’Europa più democratica, più trasparente e più rispettosa delle volontà dei suoi membri.
Se non affrontiamo questi problemi, l’Unione Europea continuerà a perdere rilevanza e legittimità agli occhi dei suoi cittadini. E questo, alla fine, potrebbe segnare la fine del sogno europeo.

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