Vai al contenuto

Campo largo: la farsa della coalizione tuttofare

Eccoci qui, a parlare del “campo largo”. Già il nome evoca immagini idilliache di distese verdi, alberi rigogliosi e uccellini che cinguettano. Ma non lasciamoci ingannare dai suoni dolci delle parole. Il “campo largo” italiano sembra più un campo minato, dove ogni passo falso può far saltare per aria quel che resta dell’opposizione.

Un’idea alla francese che fa acqua da tutte le parti

Tanto per cominciare, diciamolo chiaro e tondo: questo “campo largo” è nato dalla disperazione. E quando dico disperazione, non sto esagerando. I nostri aspiranti statisti, ispirati dal Nouveau Front Populaire francese, hanno pensato bene di creare un’accozzaglia di partiti, movimenti e idee per contrastare lo strapotere del centrodestra. Sì, avete capito bene, una specie di “tutti dentro”, uniti non dall’amore per il Paese, ma dall’odio comune verso il governo Meloni.

Ah, la Francia! Che bella idea, direte voi. Ma c’è un piccolo problema: qui non siamo in Francia, e i nostri protagonisti non hanno esattamente la stoffa dei politici d’oltralpe. Infatti, mentre in Francia sono riusciti a fermare l’avanzata della destra con un colpo di mano (se non proprio di stato), in Italia questi signori sembrano più interessati a scannarsi tra loro che a combattere un nemico comune.

Giustizia? Ma quale giustizia?

Uno dei primi scenari di questo mattatoio è la giustizia. E che giustizia! Da una parte abbiamo i centristi, che sognano la separazione delle carriere e una riforma del CSM che possa sembrare almeno vagamente sensata. Dall’altra, abbiamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra che, su queste stesse questioni, sembrano essere divisi su tutto, tranne che sulla loro capacità di non andare d’accordo su nulla.

E qui sorge spontanea una domanda: ma se non riescono nemmeno a mettersi d’accordo sulla giustizia, cosa sperano di fare insieme? Forse pensano che litigare sia un modo efficace per fare politica, ma qualcuno dovrebbe spiegare loro che, in realtà, è solo un ottimo modo per perdere le elezioni.

Ucraina e Medio Oriente: tutti contro tutti

E poi arriviamo alla politica estera, il vero campo di battaglia di questa ammucchiata. Ucraina? Medio Oriente? Figuriamoci! Se pensavate che la giustizia fosse una questione divisiva, aspettate di vedere cosa succede quando si parla di politica estera.

Renzi e Calenda, con il loro atlantismo da manuale, da una parte; Conte e i suoi amichetti pacifisti, che sembrano avere nostalgia del vecchio “neutralismo”, dall’altra. In mezzo, un Partito Democratico logorato, che cerca disperatamente di tenere insieme i cocci, ma che finisce sempre per scontentare qualcuno.

E poi ci sono i veti. Oh, i veti! Conte che non vuole Renzi, Avs e Azione che non vogliono nessuno, ma che se proprio devono scegliere, preferiscono Calenda (ma non troppo). Il risultato? Un bel niente di fatto.

Elly Schlein: la tappabuchi di un’improbabile coalizione

E nel mezzo di tutto questo caos, chi troviamo? Elly Schlein, che cerca disperatamente di mettere insieme i pezzi di questa armata Brancaleone. La Schlein vorrebbe essere la federatrice, il collante che tiene insieme centristi, verdi e pentastellati. Ma più che una federatrice, sembra una tappabuchi, costretta a mettere da parte ideali e antipatie per cercare di far quadrare il cerchio.

Ma non fatevi illusioni. Conte, il leader del M5S, non ci pensa nemmeno a lasciare il posto di comando. Per lui, le elezioni europee non contano nulla, e non è affatto disposto a farsi da parte per lasciare il posto a Schlein. Il risultato? Una guerra intestina che rischia di far implodere la coalizione prima ancora che questa riesca a muovere i primi passi.

Da campo largo a campo minato: un epilogo già scritto

In conclusione, cosa ci insegna tutta questa storia? Che il “campo largo” è solo una chimera, un’illusione di unità che nasconde un caos totale. Le differenze tra i vari attori sono troppo profonde, le antipatie troppo radicate, e la mancanza di un vero leader troppo evidente.

Il risultato? Un campo che è tutto fuorché largo. Anzi, è un campo minato, dove ogni passo falso può essere l’ultimo. E in tutto questo, chi ci perde davvero? I cittadini, costretti ad assistere a questo triste spettacolo mentre i problemi reali del Paese rimangono irrisolti.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere le ultime notizie nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Ti è piaciuto questo post? Allora condividilo!
Pubblicato inPolitica

Sii il primo a commentare

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com