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Torniamo a festeggiare il Natale come eravamo abituati prima della follia della “pandemenza”

Quest’anno ci prepariamo a festeggiare il Natale tornando alle nostre abitudini e tradizioni. Si, perché spesso siamo portati a dimenticare in fretta ciò che è accaduto più o meno recentemente, ma alle volte è importante ricordarlo.

Durante il Natale 2020, in pieno periodo lockdown, ricordiamo che gli spostamenti in “zona rossa” ed in “zona arancione” erano limitati nei giorni festivi e prefestivi. Ci si poteva spostare una sola volta al giorno, per fare visita a parenti o amici, era consentito recarsi in altri comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa Regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone per auto. La persona o le due persone che si spostavano potevano portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti con loro conviventi. Nella zona rossa erano chiusi i centri estetici, i bar e i ristoranti, mentre erano invece aperti i supermercati, i negozi di alimentari e di prima necessità come farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri. Era consentito svolgere le attività motorie “individualmente” ed “in prossimità della propria abitazione” purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l’obbligo di utilizzo di “dispositivi di protezione”. Nei giorni prefestivi e festivi era possibile ricevere nella propria abitazione due persone (non compresi i minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti) oltre ai conviventi e lo spostamento era possibile solo una volta al giorno dalle 5 del mattino alle 22 di sera (poi c’era il coprifuoco).

A ripensarci oggi vengono ancora i brividi ma durante il Natale 2021 eravamo ancora sottoposti a restrizioni. Si parlava di zone bianche e zone gialle, e chi non era vaccinato o guarito non poteva sedersi all’interno di bar e ristoranti, o andare al cinema, teatri, concerti, stadi, discoteche, feste e cerimonie. Nelle zone gialle erano previste le mascherine anche all’aperto e molti eventi erano stati annullati. Tamponi e quarantene erano ancora necessari per chi effettuava spostamenti tra il nostro Paese ed uno straniero. Tutte queste limitazioni oggi ci sembrano lontane ed assurde, ma il vero paradosso è aver accettato tutto ciò senza mettere mai in discussione nulla anche quando si andava palesemente contro il buonsenso.

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Il panico diffuso nella popolazione ha fatto sì che le persone si sottoponessero alle predette restrizioni e ai precitati dispositivi di protezione che, come previsto, non avrebbero fatto altro che limitare le libertà delle persone senza avere una vera e propria utilità. Infatti, nonostante queste imposizioni, i numeri dimostrano che le misure adottate non sono servite a molto. Ma, come dicevamo oggi, tutto ci sembra lontano anni luce, come se non avessimo realmente vissuto quei momenti.

Forse abbiamo voluto rimuovere tutti questi brutti ricordi dalla memoria e quindi in questi giorni assistiamo ad un ritorno frenetico ai ritmi pre-covid. Nonostante vi sia oramai una buona parte della popolazione che ha deciso di non togliersi più le mascherine dal volto (forse se le sono tatuate) la gente partecipa a grandi feste, grandi eventi, è tornata a frequentare i luoghi pubblici, a parlare tra loro, anche tra più persone, addirittura a stringersi le mani, ad abbracciarsi, a baciarsi. Che orrore per quella banda di ipocondriaci che ancor oggi si saluta col gomito o con il pugnetto. Che gioia invece per tutti coloro che sono abituati ad un rapporto “‘all’italiana”.

Siamo tornati ad uscire dalle nostre abitazioni e ad andare alla ricerca dei regali di Natale.
Per quanto riguarda lo scambiarsi i doni a Natale, non ci si deve soffermare all’aspetto consumistico e commerciale. Guardiamo al valore affettivo del regalo: con il dono io non solo voglio dimostrare ad una persona che le voglio bene, che per me è importante, ma anche voglio renderla felice donandole la gioia. Il dono è principalmente una dimostrazione di affetto, non dobbiamo dimenticarlo.

Tutti abbiamo bisogno di un po’ di gioia e serenità, delle quali siamo stati privati nei momenti di dura prova degli ultimi due Natali trascorsi. Ebbene, prepariamoci a festeggiare la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, cerchiamo di vivere questi momenti con serenità e raccoglimento in famiglia e con i parenti, e ricordiamoci che chi ci sta accanto ha bisogno di sentire la nostra vicinanza con gesti concreti. Non priviamoli del nostro affetto e cerchiamo di non sprecare altro tempo ed altre occasioni. Buon Natale!

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