Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Nel giorno dopo della finale del Mondiale di Qatar 2022, l’attenzione sul paese degli sceicchi è anche per aspetti non calcistici. A fare molto discutere sono infatti le minacce (possiamo chiamarlo ricatto?) che i qatarioti hanno rivolto all’Europa. Le misure contro la corruzione adottate dall’Ue dopo lo scandalo (l’ennesimo) delle tangenti nell’Europarlamento dal Qatar avranno un “impatto negativo” anche sulla fornitura globale di gas ai Paesi della Ue. È questo l’avvertimento del paese del Golfo dopo il Qatargate contenuto in una nota diffusa da un diplomatico della missione qatariota presso la Ue, dove si sottolinea che Doha è un “importante fornitore” di gas naturale liquefatto al mondo. Tradotto: mettete a tacere lo scandalo e continuerete ad avere il nostro gas, di cui avete disperato bisogno in seguito alle sanzioni russe, oppure starete davvero al freddo.

Ma da dove nasce una reazione così dura? Il Parlamento europeo ha revocato al Qatar l’accesso all’assemblea: “La decisione di imporre una tale restrizione discriminatoria al Qatar, limitando il dialogo e la cooperazione prima della fine del procedimento giudiziario, avrà un effetto negativo sulla cooperazione in materia di sicurezza regionale e globale, nonché sulle discussioni in corso sulla crisi energetica globale e sulla sicurezza”, si legge nella nota. Dietro alla presa di posizione del Qatar – sottolinea Il Tempo – l’obiettivo del Paese degli emiri di diventare un grande fornitore di energia per l’Europa e non solo: la guerra della Russia in Ucraina ha scosso i mercati energetici globali, lasciando l’Ue a corto di gas naturale, aumentando i prezzi di tutti i combustibili fossili e minacciando una recessione globale. 

Leggi anche:  Serbia-Kosovo, tensione alle stelle

Ed ecco che entra in gioco il Qatar. Scrive Il Tempo: “Secondo molti esperti di energia, come rileva il New York Times, il Qatar sta diventando l’Arabia Saudita del gas, un fornitore di energia indispensabile con vaste riserve e costi molto bassi. Il Qatar tuttavia si sta anche avvicinando alla Cina, minando le speranze russe di dirottare verso l’Asia la maggior parte dell’energia che l’Europa non acquista più. Il Paese sarà in grado di vendere il gas naturale più a lungo e in modo più redditizio di altri grandi esportatori come l’Australia e la Russia, anche se il cambiamento climatico costringe molti Paesi a ridurre l’uso di combustibili fossili”. 

L’anno scorso il Paese ha avviato la costruzione di quattro nuovi giganteschi terminali di produzione ed esportazione, investimenti che aumenteranno la sua capacità di esportazione di oltre un terzo entro il 2026. I funzionari hanno annunciato l’intenzione di costruire altri due terminali nel corso del decennio. Complessivamente, la capacità del Paese di produrre gas naturale liquido crescerà di oltre il 60%, raggiungendo i 126 milioni di tonnellate all’anno nel corso del decennio.

Fonte:
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo:

Leave A Comment

Recommended Posts