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Ecco una cosa che dovete capire. Non ci è stata data alcuna opportunità di agire diversamente.” Vladimir Putin

Il piano di impegnare militarmente la Russia è una tacita ammissione che gli Stati Uniti non sono più in grado di mantenere il loro dominio globale solo con mezzi economici o politici. Dopo un’analisi e un dibattito approfonditi, le élite occidentali hanno scelto una linea d’azione volta a dividere il mondo in blocchi militarizzati allo scopo di portare avanti una guerra contro la Russia e la Cina. L’obiettivo strategico finale dell’attuale politica delle élite occidentali è quello di mantenere la presa sulle leve del potere globale e impedire la dissoluzione dell’”ordine internazionale basato sulle regole.” Ma, dopo 11 mesi di guerra continua in Ucraina, la coalizione occidentale sostenuta dagli Stati Uniti si trova in una posizione peggiore di prima. A parte il fatto che le sanzioni economiche hanno colpito duramente i più stretti alleati europei di Washington, il controllo dell’Ucraina da parte dell’Occidente ha fatto precipitare l’economia del Paese in un baratro, ha distrutto gran parte delle sue infrastrutture critiche e ha contribuito all’annientamento di una parte considerevole dell’esercito ucraino. Ma, soprattutto, le forze ucraine stanno subendo perdite insostenibili sul campo di battaglia, e questo getta le basi le basi per l’inevitabile frammentazione dello Stato. Qualunque sia l’esito del conflitto, una cosa è certa: l’Ucraina non esisterà più come Stato vitale, indipendente e confinante.

Una delle maggiori sorprese dell’attuale guerra è semplicemente la mancanza di preparazione da parte degli Stati Uniti. Si potrebbe supporre che, se i mandarini della politica estera avessero deciso di “fare a cornate” con la più grande superpotenza nucleare del mondo, avrebbero utilizzato tutta la pianificazione e la preparazione necessaria per garantire il successo. Chiaramente, ciò non è accaduto. I responsabili politici statunitensi sembrano sorpresi dal fatto che le sanzioni economiche si siano ritorte contro di loro, rafforzando di fatto la condizione economica della Russia. Inoltre, non hanno previsto che la stragrande maggioranza dei Paesi non solo avrebbe ignorato le sanzioni, ma avrebbe esplorato in modo proattivo le possibili opzioni per “abbandonare il dollaro” nelle loro transazioni commerciali e nella vendita di risorse critiche.

Vediamo la stessa incompetenza nella fornitura di armi letali all’Ucraina. Come si spiega il fatto che le nazioni della NATO stiano freneticamente raschiando il fondo del barile per trovare armi per l’Ucraina? I nostri leader hanno davvero iniziato una guerra con la Russia senza sapere se avevano scorte sufficienti di armi e munizioni per combattere il nemico? Sembrerebbe proprio di sì.

E i nostri leader erano così sicuri che il conflitto sarebbe stato un’insurrezione a bassa intensità che non hanno mai pianificato una vera e propria guerra terrestre ad armi combinate? Ancora una volta, questa sembra essere la verità.

Non si tratta di errori banali. Il livello di incompetenza nella pianificazione di questa guerra va oltre qualsiasi cosa mai vista prima. Sembra che tutta la preparazione si sia concentrata sul provocare un’invasione russa, non sugli sviluppi successivi. Ciò che è chiaro è che il Pentagono non ha mai “condotto simulazioni” su una guerra vera e propria o sul conflitto attualmente in corso. Altrimenti, come si spiegherebbero questi clamorosi errori di valutazione:

1. Non hanno mai pensato che le sanzioni si sarebbero ritorte contro di loro

2. Non hanno mai pensato che avrebbero finito le armi e le munizioni

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3. Non hanno mai pensato che le entrate petrolifere della Russia sarebbero schizzate alle stelle

4. Non hanno mai pensato che la maggior parte dei Paesi avrebbe mantenuto relazioni normali con la Russia.

5. Non hanno mai pensato di aver bisogno di una strategia militare coerente per combattere una guerra terrestre in Europa orientale.

C’è qualcosa che hanno azzeccato?

Niente che si possa vedere.

L’”Ordine basato sulle regole” in una foto. Da un Twitter di Ben Norton
 

Date un’occhiata a questo estratto di un’intervista con l’ex generale di brigata Erich Vad, che era stato consigliere politico di Angela Merkel dal 2006 al 2013:

Domanda – Anche lei è stato attaccato per aver chiesto dei negoziati.

Generale di Brigata Erich Vad – Sì, come l’Ispettore Generale delle Forze Armate tedesche, Generale Eberhard Zorn, che, come me, aveva messo in guardia dal sopravvalutare le offensive regionali limitate degli Ucraini nei mesi estivi. Gli esperti militari – che sanno cosa succede tra i servizi segreti, cosa c’è sul campo e cosa significa davvero la guerra – sono in gran parte esclusi dal discorso. Non rientrano nella formazione delle opinioni dei media. Stiamo assistendo ad una sincronizzazione dei media che non ho mai visto nella Repubblica Federale…

Le operazioni militari devono sempre essere accompagnate da tentativi di soluzioni politiche. La monodimensionalità dell’attuale politica estera è difficile da sopportare. È troppo concentrata sulle armi. Il compito principale della politica estera è e rimane la diplomazia, la riconciliazione degli interessi, la comprensione e la gestione dei conflitti. Questo mi manca. Sono felice che finalmente abbiamo un ministro degli Esteri in Germania, ma non basta usare la retorica di guerra e andare in giro a Kiev o nel Donbass con elmetto e giubbotto antiproiettile. Questo è troppo poco….

Poi c’è di nuovo la questione di cosa dovrebbe accadere con le consegne dei carri armati. Per conquistare la Crimea o il Donbass, i Marder e i Leopard non sono sufficienti. Nell’Ucraina orientale, nella zona di Bakhmut, i Russi stanno chiaramente avanzando. Probabilmente tra non molto avranno conquistato completamente il Donbass. Basta considerare la superiorità numerica dei Russi rispetto agli Ucraini. La Russia può mobilitare fino a due milioni di riservisti. L’Occidente può inviare 100 Marder e 100 Leopard, ma questo non cambierebbe nulla nella situazione militare generale. E la questione più importante è come porre fine a questo conflitto con una potenza nucleare sul piede di guerra – si badi bene, la più grande potenza nucleare del mondo! – e sopravvivere senza scatenare una Terza Guerra Mondiale….

Si può continuare a logorare i Russi, il che significa centinaia di migliaia di morti, ma da entrambe le parti. E significa un’ulteriore distruzione dell’Ucraina. Cosa resterà di questo Paese? Verrà raso al suolo. In realtà, questa non è più nemmeno un’opzione per l’Ucraina. La chiave per risolvere il conflitto non sta a Kiev, né a Berlino, Bruxelles o Parigi, ma a Washington e a Mosca. Un fronte più ampio per la pace deve essere costruito a Washington…. Altrimenti ci sveglieremo una mattina e ci troveremo nel bel mezzo della Terza Guerra Mondiale.” (“Erich Vad: “What are the War Aims,” Emma)

Riassumiamo:

1. I media stanno “sopravvalutando l’effetto delle offensive regionali limitate degli Ucraini.” In altre parole, gli Ucraini stanno perdendo la guerra.

2. I Russi stanno vincendo la guerra. (“I Russi stanno chiaramente avanzando. Probabilmente tra non molto avranno conquistato completamente il Donbass”).

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3. Le armi, da sole, non cambieranno l’esito della guerra. (“I Marder e i Leopard non sono sufficienti”).

4. Non ci sono prove che l’Occidente abbia obiettivi strategici chiaramente definiti. (“Volete ottenere una disponibilità a negoziare [mettendo sul piatto della bilancia] le consegne dei carri armati? Volete riconquistare il Donbass e la Crimea? O volete sconfiggere completamente la Russia? Non esiste una definizione realistica di stato finale. E, senza un concetto politico e strategico generale, le consegne di armi sono puro militarismo… Le operazioni belliche devono sempre essere accompagnate da tentativi di soluzioni politiche”).

Questa non è solo un’accusa al modo in cui viene condotta la guerra, ma anche agli obiettivi strategici che rimangono oscuri e mal definiti. La NATO è totalmente sotto il controllo di Washington, ma Washington non ha idea di cosa voglia ottenere. “Indebolire la Russia” non è una strategia militare coerente. Si tratta, infatti, di un fantasma aspirazionale alimentato da falchi neoconservatori che giocano a fare i generali in poltrona. Ma è proprio per questo che ci troviamo nella situazione attuale, perché la politica è nelle mani di fantasisti squilibrati. Qualcuno crede seriamente che l’esercito ucraino recupererà i territori dell’Ucraina orientale annessi dalla Russia?

No, nessuna persona seria crede una cosa del genere. Eppure, l’illusione che i “coraggiosi Ucraini stiano vincendo” persiste, anche se le vittime aumentano, la carneficina è sempre più orrenda e milioni di Ucraini fuggono dal Paese. È incredibile.

Ricordate la Dottrina Powell? “La Dottrina Powell stabilisce che, prima di intraprendere un’azione militare, gli Stati Uniti devono rispondere affermativamente ad un elenco di domande:

1. È minacciato un interesse vitale per la sicurezza nazionale?

2. Abbiamo un obiettivo chiaro e raggiungibile?

3. I rischi e i costi sono stati analizzati in modo completo e franco?

4. Sono stati esplorati tutti gli altri mezzi politici non violenti?

5. Esiste una strategia di uscita plausibile per evitare un coinvolgimento a lungo termine?

6. Sono state considerate appieno le conseguenze della nostra azione?

7. L’azione è sostenuta dal popolo americano?

8. Abbiamo un vero e ampio sostegno internazionale?

L’ex Segretario alla Difesa Colin Powell aveva sviluppato la sua Dottrina per evitare futuri Vietnam. E, sebbene l’amministrazione Biden non abbia ancora impegnato truppe da combattimento statunitensi in Ucraina, pensiamo che sia solo questione di tempo. Dopo tutto, i media stanno già facendo rullare i tamburi di guerra, demonizzando tutto ciò che rappresenta la Russia. Questo è tradizionalmente il modo in cui si prepara il pubblico alla guerra. (“La russofobia… consiste nel disumanizzare i propri avversari per rendere più accettabile le uccisioni (e distruggere) tutti i freni mentali che trattengono gli uomini dalla barbarie”). Gilbert Doctorow)

Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a rifornire l’Ucraina di armi, mentre il Pentagono ha iniziato ad addestrare i militari ucraini in Germania e in Oklahoma. Sembra che sia già stata presa la decisione di coinvolgere gli Stati Uniti in un altro conflitto per il quale non esiste un interesse vitale per la sicurezza nazionale né un chiaro percorso di vittoria. In altre parole, la Dottrina Powell è stata sciacquata via e sostituita con un altro folle piano neoconservatore volto a trascinare la Russia in un sanguinoso pantano “tipo Afghanistan,” che [nelle intenzioni dei pianificatori] dovrebbe prosciugare le sue risorse e renderla incapace di bloccare l’espansione statunitense in Asia centrale.

E come sta funzionando finora il piano dei Neoconservatori?

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Ecco cosa ha detto il colonnello Douglas MacGregor in una recente intervista:

“Ci sono ora 540.000 truppe russe dislocate intorno ai confini dell’Ucraina che si preparano a lanciare una grande offensiva che, secondo me, porrà probabilmente fine alla guerra in Ucraina. 540.000 soldati russi, 1.000 sistemi di artiglieria a razzo, 5.000 veicoli da combattimento corazzati, tra cui almeno 1.500 carri armati, centinaia e centinaia di missili balistici tattici. L’Ucraina sta per vivere una guerra di dimensioni mai viste dal 1945.”

E se questo non fosse abbastanza desolante, ecco un altro estratto da un video con Alexander Mercouris e Alex Christoforou:

Alex Christoforou – “C’è un panico diffuso che sta attanagliando l’esercito ucraino, la NATO e l’Occidente…. I Russi sono stati abili nel nascondere le loro forze di combattimento … quindi ci sono 500.000 soldati (truppe da combattimento) che aspettano dietro le quinte e l’Ucraina si chiede: “Cosa facciamo? Siamo impantanati qui, nella zona di Bakhmut-Soledar mentre queste 500.000 truppe russe potrebbero colpirci da qualsiasi direzione e non abbiamo idea da dove potrebbe arrivare l’attacco?

Alexander Mercouris – “Lei ha proprio ragione. I Russi hanno preso completamente l’iniziativa strategica. Stanno tenendo tutti sulle spine e, per aumentare ancora di più il senso di panico a Kiev, un generale russo Sulukov ha appena visitato il raggruppamento russo in Bielorussia, che sta crescendo sempre di più… Questo significa che i Russi stanno pianificando di avanzare verso sud dalla Bielorussia? In realtà non lo sappiamo…. Ma è in corso un enorme rafforzamento su ogni fronte, di un ordine di grandezza superiore a qualsiasi cosa mai vista prima. Non si tratta solo di centinaia di migliaia di uomini, ma di centinaia di carri armati… veicoli da combattimento per la fanteria, munizioni, pezzi di artiglieria… e si stanno accumulando in quantità enormi …. e i combattimenti nel Donbass nelle ultime due settimane sono stati portati avanti da due formazioni che non fanno parte dell’esercito regolare russo (il Gruppo Wagner e la Milizia del Donbass). La forza principale dell’esercito russo, che si sta accumulando con numeri straordinari, non è ancora stata impegnata nella battaglia in misura rilevante. Quindi, credo che tutti si aspettino un colpo grosso. Nessuno sa con certezza dove avverrà. Non lo so (ma) i Russi sono riusciti ancora una volta a fare tutto straordinariamente in segreto. … Nessuno sa cosa faranno, ma quello che possiamo vedere è un gran numero di forze che si stanno radunando intorno all’Ucraina, dove gli Ucraini sono ovviamente nel panico, perché tutto fa supporre che saranno colpiti duramente, anche se non so da dove arriverà il colpo.” (“Russia’s next move, keeps collective west guessing”, Alex Christoforou and Alexander Mercouris, You Tube, al minuto 15:25)

In conclusione: mentre Washington e i suoi alleati della NATO non hanno una strategia coerente per vincere la guerra in Ucraina, è chiaro che i Russi ce l’hanno. Nei quattro mesi trascorsi da quando Putin aveva ordinato la mobilitazione parziale, altri 300.000 riservisti sono stati incorporati nelle varie unità sul campo di battaglia o lungo il perimetro settentrionale dell’Ucraina. Il palcoscenico è ora pronto per una guerra di terra convenzionale che nessuno a Washington aveva mai previsto. Ci aspettiamo che l’esito di questo conflitto rimodelli l’obsoleta architettura di sicurezza dell’Europa e costringa ad un riallineamento che segnerà la fine dell’era unipolare.

Mike Whitney

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