C’è già una brezza nuova che soffia oltre l’Atlantico, e non porta l’odore dei pipistrelli e dei pangolini (tranquilli, ci è bastato per tre anni), ma un aroma diverso, più simile a quello di verità scomode che finalmente affiorano. E quando i veli cadono, o meglio, quando i birilli cominciano a rotolare giù, si scoprono scenari che farebbero inorridire perfino il più scettico degli osservatori.
Partiamo dalla notizia che dovrebbe campeggiare su ogni prima pagina, ma che invece viene accolta con un sussurro imbarazzato: la radiazione dell’EcoHealth Alliance e del suo presidente, il dottor Peter Daszak (nella foto), da parte dell’HHS, ovvero il dipartimento di Salute e servizi umani. L’uomo che per anni è stato il regista di una delle più straordinarie operazioni di “ricerca” della storia moderna. Perché sì, mentre noi ci scambiavamo ricette di pane fatto in casa durante il lockdown, qualcuno giocava a fare Dio nei laboratori di Wuhan con il generoso supporto di Fauci & Co.
Il teatro del virus: pipistrelli o burattini?
Ricordate quella famosa teoria dei pipistrelli che passavano il virus al pangolino, che poi lo portava al mercato di Wuhan? Bene, sembra sempre più il copione di una farsa male orchestrata. Grazie a e-mail emerse nel 2020, scopriamo che lo stesso Daszak aveva orchestrato una campagna per liquidare come “teorie del complotto” tutte le ipotesi che il Covid-19 fosse nato in laboratorio. Ha persino redatto un articolo per The Lancet firmato da 27 luminari della scienza (ma guarda caso, tutti molto legati al suo circolo). E chi c’era dietro a tutto questo? Naturalmente, il buon vecchio Fauci, che con la grazia di un illusionista ha diretto l’intera operazione.
Ora, chiariamoci: non è che Fauci si è svegliato una mattina e ha deciso di fare tutto da solo. C’era un sistema, un ingranaggio che ha macinato miliardi di dollari e che ha reso intoccabile qualsiasi discussione critica. Pipistrelli e pangolini erano solo gli attori secondari, buoni per un pubblico che chiedeva risposte semplici.
Big Pharma o Big Magna?
Non solo Big Pharma, ma anche Big Magna, come è stato soprannominato quel sistema che non si accontenta di venderci medicine, ma ci impone additivi cancerogeni nei cibi e nei cosmetici. Il caso del rosso 3, vietato nei cosmetici ma tollerato negli alimenti per decenni, è emblematico. Se è tossico per la pelle, perché non dovrebbe esserlo per lo stomaco? Semplice: perché eliminare il rosso 3 avrebbe danneggiato i profitti di chi produce quelle coloratissime merendine che sembrano uscite da un cartone animato.
Eppure, eccoci qui, nel 2025, a vedere finalmente la FDA bandire questa sostanza. Cosa è cambiato? Forse che qualche miliardario, magari il nuovo segretario della Salute e dei Servizi Umani, Robert F. Kennedy, ha deciso che “Make America Healthy Again” non era solo uno slogan? O forse il sistema, ormai troppo pieno di bugie, ha deciso di sacrificare qualche pedina per salvare la scacchiera?u
Il domino delle verità
Il punto è proprio questo: quando il peso delle bugie diventa insostenibile, anche il sistema più solido comincia a sgretolarsi. La radiazione di Daszak e lo smascheramento dell’EcoHealth Alliance non sono incidenti di percorso, ma segnali di un’operazione più grande. Qualcuno sta scaricando macigni per alleggerire la nave prima che affondi del tutto.
La domanda, però, è un’altra: quanto siamo disposti ad accettare che questa sia solo una questione di “errori”? Perché dietro ogni birillo che cade c’è una mano che lo ha spinto, un piano orchestrato, un profitto garantito. La cosiddetta “ricerca di funzione” – quella che manipola virus per renderli più pericolosi e poi la vende come scienza – non è nata ieri. È figlia di una visione cinica, che considera gli esseri umani pezzi sacrificabili su una scacchiera più grande.
E adesso?
Non illudiamoci: la verità non arriva mai tutta insieme, ma a pezzi, come un puzzle macabro. Ogni birillo che cade ci avvicina a una visione più chiara di ciò che è accaduto negli ultimi anni. Ma attenzione: il sistema ha ancora molte risorse, molti altri birilli pronti a cadere per distrarci dall’obiettivo finale.
E allora, come diceva qualcuno, chi controlla i controllori? O meglio: chi sarà il prossimo birillo? Perché la partita è tutt’altro che finita. Restate sintonizzati, il domino è appena cominciato.

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