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Mattarella e la Terza guerra mondiale

Ah, la saggezza del Quirinale! Ogni volta che il nostro Sergio Mattarella esce dal suo silenzioso sarcofago dorato per proferir parola, ci regala perle di inestimabile valore. E questa volta, direttamente da Marsiglia, ha deciso di illuminarci con un’analogia che più scellerata non si può: Putin come Hitler. Già, avete capito bene. Siamo passati dall’analisi politica alla barzelletta, con una leggerezza degna del miglior cabaret.

Il gioco pericoloso del Quirinale

Ora, caro Mattarella, se paragonare Putin a Hitler vuol dire che ogni politica di pacificazione è sbagliata, significa che per il Quirinale la soluzione è la guerra. Ma guerra contro chi, esattamente? La Russia, una potenza nucleare? Un conflitto globale per soddisfare l’ego di qualche burocrate europeo che si crede Churchill? Complimenti per il coraggio, o meglio, per l’irresponsabilità.

Donald Trump, quello che tutti gli illuminati progressisti amano odiare, ha un piano decisamente più sensato: un cessate il fuoco già a febbraio e un accordo di pace entro Pasqua. Perché, vedete, tra i sermoni moralisti e la politica pragmatica c’è una differenza sostanziale: uno serve a fare bella figura ai convegni, l’altro a evitare di trasformare l’Europa in un cumulo di macerie radioattive.

Zelensky, campione della democrazia o autocrate?

E a proposito di libertà e democrazia: c’era una volta un leader ucraino di nome Zelensky, celebrato in Occidente come paladino dei valori liberali. Peccato che, a ben guardare, il suo curriculum parli chiaro:

  • Elezioni cancellate sine die.
  • Partiti di opposizione banditi.
  • Leader rivali arrestati e scomparsi nel nulla.
  • Stampa libera? Cancellata. Rimane solo quella controllata dal governo.

Ora, ditemi voi: se un leader arresta i suoi avversari politici, cancella il pluralismo e sospende le elezioni, si chiama ancora democratico? Oppure è un autocrate con il bollino occidentale, giustificato solo perché fa comodo alla narrazione ufficiale?

La verità che non si può dire

E quando qualcuno osa dire queste cose, ecco che arrivano i soloni del giornalismo al servizio del potere per puntare il dito: “Sono veline del Cremlino!”. Ah sì? E allora come mai queste stesse informazioni sono state pubblicate dall’Espresso, da altre testate occidentali e da vari organismi internazionali? Forse la realtà non è così bianco e nero come vogliono farci credere.

Usate il cervello!

Mattarella, con le sue dichiarazioni, sta spingendo l’Italia e l’Europa su una china pericolosissima, proprio mentre Trump e altri leader stanno cercando di trovare una soluzione diplomatica. Prima di farci travolgere da una propaganda bellicista degna degli anni ‘40, forse dovremmo fermarci un attimo a ragionare. Perché se pensare è ancora un diritto, non sprechiamolo per ripetere a pappagallo la solita narrativa di regime.

Usate il cervello. Finché ve lo lasciano usare.

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Pubblicato inGuerra

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