Ve lo ricordate Donald Trump, quello che dicevano fosse pazzo, pericoloso, nemico dell’umanità? Sì, proprio lui. Quello che voleva costruire il muro con il Messico, quello che tutti criticavano e poi… sorpresa! Il Messico stesso ha deciso di mandare diecimila soldati al confine per bloccare i migranti illegali. Diecimila! Ma come? Non erano i muri a essere sbagliati? Non era Trump il cattivo? E allora perché adesso sono proprio i messicani a fare il lavoro sporco?
Il trucco dei dazi: Trump batte cassa e il Messico trema
Facciamola semplice: Trump ha alzato il telefono, ha minacciato dazi pesantissimi sui prodotti messicani e, come per magia, il governo di Claudia Sheinbaum ha schierato un esercito intero per proteggere i confini che prima dicevano di voler lasciare aperti. Ora i messicani non vogliono più che orde di clandestini attraversino il loro territorio per arrivare in America. Strano, no? Quando a chiedere il rispetto delle leggi è un repubblicano, i democratici e i giornaloni si indignano. Quando il lavoro lo fanno i messicani, allora tutto va bene.
Fentanyl e i cartelli: l’accordo che non piace ai buonisti
E non finisce qui. Perché nel pacchetto c’è anche la promessa americana di aumentare i controlli sulle armi che finiscono nelle mani dei cartelli messicani. Un’operazione che toglie il sonno ai trafficanti e che dimostra una cosa semplice: Trump aveva ragione. Il narcotraffico si combatte con il pugno duro, non con le chiacchiere. Il fentanyl sta distruggendo gli Stati Uniti, le mafie messicane si arricchiscono con il traffico di esseri umani e droga, e cosa fanno i progressisti? Parlano di inclusione e diritti. Trump invece agisce. E funziona.
Il doppio standard dei media
Adesso guardiamoci intorno. Immaginate se a siglare questo accordo fosse stato Joe Biden. Avremmo avuto paginate di giornali che parlano di “diplomazia illuminata”, di “accordo storico”, di “cooperazione internazionale”. Ma siccome l’artefice di tutto è Donald Trump, allora silenzio. Oppure peggio: critiche insensate.
E allora diciamolo chiaro: il tanto odiato Trump, il “cattivo”, è riuscito a fare quello che nessun democratico ha mai fatto. Ha costretto il Messico a fermare i migranti irregolari e ha imposto controlli sul traffico di droga e armi. Ha difeso il suo popolo senza sparare un colpo, senza costruire un muro di mattoni, ma alzando la voce e battendo i pugni sul tavolo.
E i risultati si vedono. Ma tranquilli: i radical chic continueranno a strillare contro di lui, mentre il mondo, poco a poco, si accorge che l’unico vero leader che sa come difendere il suo paese si chiama Donald J. Trump.

Sii il primo a commentare