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L’Unione Europea ci prepara alla catastrofe

Sì, avete capito bene: l’Unione Europea ha deciso che dobbiamo essere pronti per la catastrofe! Sì, perché tra una Commissione e l’altra, tra un convegno sul riscaldamento globale e una stretta sugli agricoltori, i burocrati di Bruxelles hanno avuto un lampo di genio, l’ennesimo: ogni cittadino europeo deve avere un bel kit di sopravvivenza per affrontare i primi tre giorni di un’ipotetica crisi.

Dov’erano durante il Covid?

Pensateci bene: acqua, cibo, documenti importanti, torce, batterie, medicinali. No, non è il programma di una gita scout, è l’ultimo regalo della premiata ditta Ursula & Co., dopo aver appena scoperto che il mondo potrebbe avere delle emergenze! Un’iniziativa che arriva con una solerzia sospetta, proprio mentre in tutto il mondo si lavora per la pace, mentre Trump e Putin fanno finta di parlarsi e la Cina si muove come uno spettro tra l’Ucraina e Taiwan.

Ma una domanda sorge spontanea: dov’erano questi illuminati burocrati quando il Covid esplodeva e le mascherine venivano vendute al mercato nero a peso d’oro? Dov’era questa incredibile organizzazione quando mancavano bombole d’ossigeno e medici in corsia? Dov’erano quando anziani e malati venivano abbandonati a morire nei reparti blindati?

Ah già, erano impegnati a spiegarci che “andava tutto bene”, che “eravamo uniti”, mentre si bisticciavano sui vaccini (ma tutti ben allineati e coperti nel sottoscrivere contratti faraonici per riempire le tasche proprie e di Big Pharma), imponevano lockdown assurdi e bloccavano voli a caso. Ma adesso, adesso sì che hanno trovato la soluzione: un bel kit di emergenza per sentirsi al sicuro!

Controllo o sicurezza?

E guai a chi ride, perché qui si fa sul serio! La Francia già prevede una lista dettagliata di cosa tenere in casa: cibo, acqua, medicinali, una radio portatile, una torcia elettrica, batterie di ricambio, caricabatterie, contanti, copie di documenti importanti, comprese le prescrizioni mediche, chiavi di riserva, vestiti caldi e strumenti di base come coltelli multiuso. E la Commissione UE vuole estendere il modello a tutti i 27 Stati membri, inserendoci magari una bella maschera antigas e, perché no, qualche bustina di cordiale assieme alle mitiche tavolette di cioccolato fondente extra strong. E voi, italiani sprovveduti, cosa avete in casa? Una bottiglia d’acqua e due pacchi di pasta? Imperdonabile! Presto Bruxelles manderà i suoi solerti ispettori a verificare se siete davvero preparati a tre giorni di crisi… Perché, diciamocelo, se il mondo va a rotoli, è fondamentale avere una torcia elettrica e batterie di riserva, giusto?

Ma attenzione, perché questo è solo l’inizio! Nel piano c’è anche l’aumento delle scorte di vaccini e medicinali (ettepareva, tanto per non perdere il vizietto), perché non sia mai che l’industria farmaceutica rimanga a bocca asciutta. Si prevede anche un rafforzamento della cooperazione civile-militare, perché si sa, l’UE adora le esercitazioni e le simulazioni di emergenza. E guai a voi se pensate che tutto questo sia una scusa per aumentare il controllo sulle nostre vite: è solo “per la vostra sicurezza”. Non è fantastico?

Il vero scopo dell’UE

E così, mentre ci vendono l’ennesima trovata paternalistica, mentre ci preparano psicologicamente all’idea che il disastro sia imminente, la grande macchina dell’Unione Europea continua a girare con la sua burocrazia pachidermica, i suoi regolamenti infiniti, le sue dichiarazioni roboanti. Perché ormai l’UE è questo: un’azienda del terrore preventivo. Prima ci terrorizzano con il clima, poi con le pandemie, ora con le guerre e i blackout. E noi? Noi dobbiamo stare buoni, obbedienti, con la nostra torcia in mano e a portata la nostra radio a manovella.

La verità, cari lettori, è che questa UE non lavora per il nostro bene. Lavora per il suo potere. E chi pensa che questi signori vogliano davvero il nostro bene dovrebbe chiedersi perché, quando serviva davvero, non si è mossa con la stessa solerzia con cui oggi ci propina il kit di sopravvivenza. Ma tranquilli: ci penseranno loro a dirvi cosa fare, quando farlo e come sopravvivere. Sempre che non decidano, un domani, di confiscarvi pure il kit, perché, chissà, potrebbe essere discriminatorio verso chi non ce l’ha!

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere…

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