Vai al contenuto

Ungheria, stop all’ideologia gender: prima i bambini

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno. Basta propaganda woke, basta imposizioni arcobaleno. In Ungheria si fa sul serio. Il Parlamento di Budapest ha approvato a larghissima maggioranza – 140 voti favorevoli contro solo 21 contrari – un emendamento alla Costituzione che rafforza il divieto della Pride March e mette un freno deciso all’ideologia gender. Sì, avete capito bene: un Paese che tutela la sua identità, i suoi valori, i suoi bambini.

Il provvedimento è stato voluto dal governo di Viktor Orbán – quello che i benpensanti europei chiamano “illiberale” solo perché non si piega alle loro mode – ed è una risposta forte e chiara a chi vorrebbe imporre l’ideologia LGBT come nuova religione di Stato.

Giù le mani dai nostri figli! Il nuovo emendamento dice una cosa sacrosanta: i diritti dei bambini – allo sviluppo morale, fisico e spirituale – vengono prima di tutto il resto, anche del “diritto” di sfilare seminudi in piazza. Non è più tempo di giochi: chi parteciperà a queste parate potrà essere tracciato e multato, anche grazie al riconoscimento facciale. Troppo? No, è il minimo.

E ancora: basta ambiguità sul sesso. Il testo costituzionale ora parla chiaro: il sesso è una caratteristica biologica, si nasce maschi o femmine, punto. Fine delle fiction ideologiche. Niente più riconoscimento legale per i transgender, niente più illusioni per chi pensa di poter riscrivere la realtà con un modulo burocratico.

Il portavoce del governo Zoltán Kovács è stato netto: questa modifica è una “salvaguardia costituzionale contro le influenze ideologiche” che minacciano i minori. E sapete che c’è? Ha ragione. In Europa ormai nessuno ha più il coraggio di dirlo, ma l’Ungheria sì.

E non è finita. Il nuovo testo mette anche dei paletti ai poteri straordinari del governo: lo stato di emergenza non potrà più essere un pretesto per aggirare il Parlamento. Anche qui, democrazia vera. Altro che quella finta, quella “democratica” che si usa a senso unico in Occidente.

Infine, una stretta sui doppi cittadini che vivono fuori dallo Spazio Economico Europeo: se rappresentano un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza nazionale, potranno vedersi revocata la cittadinanza ungherese. E cosa c’è di strano? È protezione. È buon senso. È sovranità.

L’Ungheria sceglie la realtà, non l’ideologia. Sceglie i bambini, non la propaganda. Sceglie il coraggio, non l’obbedienza cieca.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere le ultime notizie nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Ti è piaciuto questo post? Allora condividilo!
Pubblicato inSocietà

Sii il primo a commentare

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com