Negli ospedali italiani il Reiki entra come pratica complementare (offerta su base volontaria con il consenso del paziente) per accompagnare i malati, soprattutto nei reparti di cure palliative e oncologia. Ma proprio mentre questa disciplina orientale trova spazio in alcune strutture sanitarie, arriva una dura presa di posizione dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti (AIE), che invita i fedeli cattolici a tenersene lontani e definisce questa pratica un potenziale pericolo spirituale. La polemica è esplosa dopo il caso dell’ospedale di Pesaro, dove la direzione sanitaria ha deciso di sospendere il progetto dedicato al Reiki in seguito alle numerose contestazioni.
Il caso dell’ospedale di Pesaro
A riportare la vicenda è stato il settimanale Il Timone nell’articolo “Gli esorcisti contro il Reiki e l’ospedale blocca l’attività“, riprendendo il documento pubblicato dall’Associazione Internazionale degli Esorcisti.
Nel reparto di oncologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord era stato inaugurato uno spazio dedicato alle cosiddette “terapie complementari”, tra le quali figurava anche il Reiki. L’iniziativa era stata presentata come un supporto psicologico e relazionale ai pazienti, senza alcuna pretesa di sostituire le cure mediche tradizionali.
La reazione degli esorcisti è stata però immediata. Secondo l’AIE il Reiki non può essere considerato una semplice tecnica di rilassamento, poiché nasce da una precisa concezione religiosa e spirituale incompatibile con la fede cristiana. Dopo la diffusione del documento e il dibattito che ne è seguito, l’azienda ospedaliera ha deciso di sospendere l’attività in attesa di ulteriori valutazioni.
Che cos’è il Reiki
Il Reiki nasce in Giappone all’inizio del Novecento grazie a Mikao Usui. Il termine significa, secondo la tradizione, “energia vitale universale”. Chi lo pratica sostiene che questa energia possa essere trasmessa attraverso l’imposizione delle mani, favorendo benessere, rilassamento ed equilibrio interiore.
Negli anni il Reiki si è diffuso in tutto il mondo, trovando spazio anche in alcune strutture ospedaliere come tecnica complementare destinata soprattutto ad alleviare stress, ansia e sofferenza emotiva dei pazienti. Tuttavia, la comunità scientifica rileva che non esistono prove solide della sua efficacia terapeutica oltre il possibile effetto placebo, motivo per cui non è riconosciuto come trattamento medico.
Perché gli esorcisti lo respingono
Il documento dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti non si concentra sull’efficacia clinica del Reiki, bensì sul suo significato spirituale.
Secondo gli esorcisti, il Reiki si fonda su concetti come l’energia cosmica, i canali energetici e l’iniziazione dell’operatore, elementi che appartengono a una visione religiosa estranea al cristianesimo. Per questo motivo, sostengono, il fedele rischia di aderire inconsapevolmente a una concezione incompatibile con la dottrina cattolica.
L’AIE afferma inoltre che il Reiki rientra nell’ambito delle pratiche esoteriche e che il suo utilizzo può costituire una forma di superstizione, esponendo spiritualmente la persona a esperienze che la tradizione della Chiesa invita a evitare. (aieinternational.it)
La posizione della Chiesa
La prudenza della Chiesa cattolica sul Reiki non nasce oggi.
Già nel 2009 il Comitato Dottrinale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti aveva pubblicato un documento nel quale si affermava che il Reiki è privo di basi scientifiche e incompatibile con la fede cattolica quando viene presentato come pratica spirituale o terapeutica.
Anche numerosi esorcisti, tra cui il compianto don Gabriele Amorth e l’attuale vicepresidente dell’AIE padre Francesco Bamonte, hanno più volte invitato i fedeli a evitare discipline che promettono guarigioni attraverso presunte energie sconosciute o forze spirituali non riconducibili alla tradizione cristiana.
Una polemica destinata a continuare
La vicenda di Pesaro riaccende una discussione destinata probabilmente a proseguire. Da una parte vi sono medici e operatori che considerano il Reiki uno strumento di accompagnamento psicologico privo di effetti farmacologici; dall’altra la Chiesa richiama l’attenzione sul fatto che nessuna pratica può essere valutata soltanto per gli eventuali benefici percepiti, ma anche per il contesto culturale e religioso dal quale proviene.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la medicina, ma investe il rapporto tra fede, spiritualità e salute. Per gli esorcisti cattolici il discernimento rimane essenziale: ogni pratica che richiami energie occulte, poteri impersonali o percorsi iniziatici estranei al cristianesimo deve essere affrontata con grande prudenza, soprattutto quando viene proposta a persone fragili come i malati.

Sii il primo a commentare