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Pregare è reato: benvenuti nella “democrazia” del pensiero criminale!

Ma sì, diciamolo pure: nella Gran Bretagna del 2024 si può pregare… ma solo se nessuno ti vede! Perché, attenzione, se qualcuno dovesse scoprire che ti sei azzardato a chiudere gli occhi e pensare a Dio, allora è un crimine. Non ci credete? Chiedetelo ad Adam Smith-Connor, veterano dell’esercito e padre di due figli, che ha avuto l’ardire di pregare in silenzio. Non gridare, non protestare, non sventolare cartelli. No, semplicemente pensare. E questo, cari lettori, in un’aula di tribunale inglese è bastato per condannarlo. Reato di pensiero. Orwell? No, Regno Unito, 2024.

La scena sembra surreale. Un uomo, nascosto dietro un albero, con la testa china e le mani giunte. Potrebbe sembrare uno scenario poetico, una di quelle immagini che ispirano tranquillità. E invece no, per il giudice Orla Austin, è una minaccia: Smith-Connor stava pregando per suo figlio Jacob, morto in un aborto 22 anni fa. Lo faceva silenziosamente, senza disturbare nessuno, ma il semplice fatto che i suoi pensieri fossero rivolti a Dio lo ha reso colpevole. E sapete qual è la cosa più straordinaria? Che questa “pericolosa” attività mentale gli è costata una condanna e 9.000 sterline di spese legali. Sì, avete capito bene: per aver pensato, ora deve pagare.

E dire che la libertà di espressione e di pensiero era il vanto della Gran Bretagna. Un Paese che ha esportato nel mondo il concetto di democrazia e diritti umani. Ma evidentemente questi diritti valgono solo se non osi usarli in certe zone “protette”, come quella intorno alla clinica abortista di Bournemouth, la Dean Park Clinic in Ophir Road, dove aveva trovato la morte il figlio di Adam Smith-Connor. Eh già, perché lì, in quella ridente località inglese, procurare aborti è ben trista routine e pregare è considerato una forma di protesta. Silenziosa, certo, ma comunque protesta. E allora via, scatta la denuncia del Comune ed ecco la condanna: due anni di libertà condizionata. Come se Smith-Connor fosse un pericoloso delinquente da tenere d’occhio.

È incredibile come un gesto così intimo e personale come la preghiera possa diventare un atto di sovversione. Ma in fondo, cosa possiamo aspettarci da un Paese che ormai pare aver adottato una vera e propria “polizia del pensiero”? Chiedete alla povera Isabel Vaughan-Spruce, arrestata anche lei per aver osato pregare, silenziosamente, vicino a una clinica abortista. Il suo reato? Avere in testa pensieri sbagliati. Siamo a questo punto, signore e signori. Siamo a tal punto che persino le nostre menti sono sorvegliate, scandagliate, e se trovate colpevoli… zac, arriva la condanna!

Ma non finisce qui, perché la sentenza contro Smith-Connor ha aperto un baratro giuridico. Se pregare è un reato, cos’altro ci aspetta? Potrebbe arrivare il giorno in cui ci verranno messe le manette per aver pensato qualcosa di “scomodo”? Chi sarà il prossimo a cadere sotto la scure di questa follia legislativa? E soprattutto, dove sono finiti quei tanto decantati diritti umani che dovrebbero proteggere la libertà di pensiero e di coscienza? Forse, nel Regno Unito, i diritti valgono solo se pensi le cose giuste, se ti allinei al pensiero dominante, se ti pieghi alla dittatura del politically correct.

E intanto il povero Adam Smith-Connor paga, in tutti i sensi. Paga le sue rate da 250 sterline al mese per i prossimi tre anni. E, nel frattempo, spera. Spera che il suo caso svegli qualcuno. Spera che il suo verdetto scuota quelle menti addormentate che ancora credono di vivere in un Paese libero. Ma c’è da chiedersi: quanti avranno il coraggio di prendere posizione? Quanti si alzeranno in difesa del diritto di pregare, di pensare liberamente, di credere in qualcosa senza essere trattati come criminali?

Perché, parliamoci chiaro: oggi è Smith-Connor, domani potrebbe essere chiunque. Oggi si punisce la preghiera, domani chissà. Forse la prossima vittima sarà chi avrà il coraggio di non uniformarsi al pensiero unico, chi avrà l’ardire di dissentire anche solo in silenzio. E allora sì, saremo davvero tutti prigionieri. Prigionieri di un mondo che ha scambiato la libertà per una nuova forma di oppressione, quella del pensiero autorizzato. Svegliamoci, finché siamo in tempo.

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Pubblicato inReligione

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