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Il sacro non va più di moda: vandalismo senza limiti

Signore e signori, tenetevi forte, perché qui non stiamo parlando di una ragazzata da oratorio. No, no, qui siamo davanti all’ennesima, squallida dimostrazione di come il rispetto, il senso del sacro e persino il buon gusto siano ormai spariti dalla nostra civiltà. E dove? Nella Basilica di San Pietro, proprio sotto quel Baldacchino del Bernini che ci invidiano in tutto il mondo. Ma sì, cosa vuoi che sia qualche candelabro divelto a calci, un altare profanato, qualche migliaio di fedeli scandalizzati… oggi è tutto lecito, tanto nessuno paga mai!

Quando il vandalismo è libertà

Qualche giorno fa, tra pellegrini in preghiera e turisti in posa per i selfie, un uomo di nazionalità romena ha deciso di regalare un brivido di adrenalina alla giornata: si è lanciato come un toro impazzito sugli antichi candelabri del 1865, li ha scaraventati a terra e, già che c’era, ha pensato bene di saltare sull’altare. Così, per gradire. La Gendarmeria Vaticana è intervenuta e lo ha fermato, ma ormai il danno era fatto. Un gesto che ha lasciato tutti sotto shock, ma che purtroppo non stupisce più nessuno.

Già, perché questo non è un caso isolato. Sei anni fa, nel 2019, un altro genio aveva pensato di arrampicarsi sullo stesso altare per compiere la sua bravata. E allora la domanda sorge spontanea: ma il rispetto per il sacro è diventato opzionale? Forse tra i nuovi diritti umani c’è anche quello di devastare chiese? Forse tra le attività ricreative del fine settimana adesso c’è anche la “profanazione express”?

Se non rispettiamo il sacro, cosa ci resta

Un tempo, entrare in chiesa significava chinare il capo, togliersi il cappello, camminare in punta di piedi e magari sussurrare una preghiera. Oggi? Oggi si entra con il cappuccino in mano, il telefono all’orecchio e il rispetto chiuso a chiave nel cassetto di casa. Ma tanto, chi se ne importa?

La verità è che abbiamo completamente perso il senso del sacro. Un concetto che per secoli ha rappresentato la colonna portante della nostra civiltà, ma che ora è considerato un fastidioso retaggio medievale. E guai a chi osa parlarne! Perché la religione è vista come un’oppressione, mentre il vandalismo come un atto di libertà.

Ma non fermiamoci qui, perché la questione non riguarda solo il sacro. Il rispetto in generale è morto e sepolto, altrimenti non vedremmo l’arroganza dominare i social, le strade piene di insulti gratuiti, i rapporti umani ridotti a un calcolo di convenienza. E allora ecco la nuova regola della modernità: posso fare tutto ciò che voglio, perché la mia libertà vale più della tua fede, del tuo credo, dei tuoi simboli e persino della tua cultura.

E adesso che facciamo?

Ecco la domanda delle domande. Adesso che facciamo? Continuiamo a far finta di niente? Continuiamo a giustificare questi gesti con la solita retorica del “povero uomo disturbato”, “dobbiamo comprenderlo”, “è colpa della società”? O finalmente diciamo basta?

Forse è ora di rimettere qualche paletto. Forse è ora di insegnare che non tutto è lecito, che il sacro merita rispetto e che la libertà senza responsabilità diventa solo anarchia. Forse è ora di smettere di applaudire chi distrugge e tornare a valorizzare chi custodisce. Forse è ora di riscoprire quel rispetto che ci rende uomini e non semplici vandali con la licenza di distruggere.

Perché, cari signori, se non proteggiamo nemmeno il nostro sacro, allora non ci resta più niente. E a quel punto, chi spegnerà l’ultima candela rimasta in piedi?

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Pubblicato inReligione

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