Eccoli, i soliti burocrati con il pallino dei piani faraonici. Questa volta si chiama ReArmEu: 800 miliardi di euro in quattro anni per potenziare gli arsenali europei. Ottocento miliardi, avete letto bene. Ma davvero qualcuno crede alla favola dell’Europa che si arma per difendersi? Oppure, più realisticamente, è l’ennesima fregatura ai danni dei cittadini, un regalo col fiocco agli amici delle lobby delle armi e un altro passo verso la cessione definitiva della sovranità nazionale?
L’Europa si sveglia… con il portafoglio aperto
Dopo decenni di pacifismo di facciata, in cui si cianciava di diplomazia e dialogo, all’improvviso l’Europa scopre che la guerra esiste. Ma guarda un po’. La scopre nel momento più conveniente per chi vuole spendere e spandere senza controlli, facendo pagare il conto ai contribuenti. E così, eccoci qui con il ReArmEu, un piano di riarmo che sulla carta dovrebbe garantire la sicurezza dell’Europa, ma che nella realtà dei fatti rischia di diventare l’ennesimo carrozzone mangiasoldi.
Ma chi si deve difendere e da chi?
La guerra in Ucraina ha acceso il dibattito, ma davvero qualcuno pensa che una Europa fiaccata, con un’età media di 45 anni e un welfare in affanno, possa reggere un conflitto su larga scala? Davvero qualcuno crede che questo piano serva a rendere più forte l’Europa? O serve piuttosto a qualcos’altro? Perché i soldi, tanti soldi, ci sono sempre quando si tratta di riarmare, mentre mancano magicamente quando si tratta di costruire scuole, ospedali o rilanciare l’industria europea?
L’America vuole un’Europa che paga
Gli Stati Uniti, che da sempre trattano l’Europa come un vassallo, non vogliono più una UE a carico. Vogliono che paghi la sua quota, vogliono che spenda di più in armi, preferibilmente acquistate da loro. E l’Europa obbedisce. Non solo, si indebita per farlo. E a pagare saranno i cittadini, mentre le aziende americane festeggeranno i nuovi contratti miliardari. E dove finiranno i soldi? Nel PIL degli Stati Uniti, ovviamente. Così, mentre gli Stati europei si indebitano fino al collo, Washington ingrassa.
Più potere a Bruxelles, meno sovranità agli Stati
E qui arriva la vera fregatura. Perché il debito contratto per il ReArmEu chi lo gestirà? La BCE, che diventerà ancora più potente, ancora più capace di imporre condizioni agli Stati nazionali. Cioè? Significa che per ripagare questi debiti, i governi europei dovranno accettare diktat sempre più rigidi, con meno margine di manovra economica e meno autonomia politica. In altre parole, ReArmEu è un colpo di mano per accentrare ancora più potere a Bruxelles, riducendo gli Stati a semplici esecutori.
Niente esercito unico, solo un grande spreco
E sia chiaro: non ci sarà nessun esercito europeo. Perché per avere un esercito nazionale serve una Nazione. E l’Unione Europea è tutto tranne che una Nazione. Qualche Stato magari ripristinerà la leva obbligatoria, giusto per dare un contentino e fare un po’ di pedagogia bellica, ma alla fine l’unico risultato certo sarà l’ennesimo spreco di risorse. Una montagna di debiti per un’Europa che resterà irrilevante sul piano internazionale. E una montagna di soldi nelle tasche dei pochi, soliti noti: vero Ursula?
La verità su ReArmEu
Non è un piano per la sicurezza. Non è un piano per difendere gli europei. È un piano per indebitare gli Stati, per trasferire miliardi di euro all’industria bellica (americana) e per dare ancora più potere a Bruxelles. Invece di riempire i magazzini di missili, l’Europa farebbe bene a investire in diplomazia, infrastrutture, istruzione e industria. Ma forse è chiedere troppo a chi pensa che la soluzione a tutti i problemi sia sempre una sola: spendere, intascare e poi far pagare il conto ai cittadini.

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