L’approvazione formale delle nuove misure da parte del Parlamento è prevista per martedì prossimo. La denuncia di Amnesty International: la Lituania di fatto legalizza i respingimenti nei confronti dei richiedenti asilo
Il Parlamento lituano ha approvato il 20 aprile alcuni emendamenti alla legge sul confine di Stato e alla sua protezione che consentono a volontari provenienti da tutta Europa di unirsi alla guardia di frontiera nazionale, dando loro il diritto di usare la violenza contro i richiedenti asilo e i migranti in arrivo dalla Bielorussia. L’approvazione formale finale da parte del Parlamento lituano è prevista per martedì prossimo ma già si levano voci preoccupate per una norma che non rispetta il diritto internazionale.
Con le nuove misure, denuncia Amnesty International, di fatto la Lituania legalizza i respingimenti al confine nei confronti dei richiedenti asilo. Per Nils Muižnieks, direttore di Amnesty International per l’Europa, «approvando questa legge, la Lituania si è posta in rotta di collisione con il diritto dell’Ue e con la Corte di giustizia dell’Ue, che ha già censurato lo Stato sulla legislazione precedente. La Lituania non può pretendere di essere un Paese rispettoso dei diritti quando elude lo stato di diritto».
Emilija Švobaitė, avvocata e attivista per i diritti di Sienos Grupė, una Ong lituana, ha spiegato al sito EuObserver che non c’è alcuna restrizione per le persone provenienti dall’estero e che la legge di Vilnius consentirebbe ai gruppi tedeschi della destra radicale di pattugliare i confini insieme alle guardie di frontiera nazionali. Una ricerca di Amnesty International del giugno 2022 ha rilevato che le guardie di frontiera lituane hanno sottoposto i rifugiati e i migranti non europei in arrivo dalla Bielorussia a migliaia di violenti respingimenti, nonostante il rischio di maltrattamenti e detenzione arbitraria da parte delle autorità di Minsk.
Rispetto a un anno fa, i numeri della rotta orientale sono diminuiti, in controtendenza rispetto alle altre rotte. Secondo Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, nei primi tre mesi del 2023, il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere segnalati dalle autorità nazionali è salito a 54 mila, il 26% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le rotte del Mediterraneo centrale e dei Balcani occidentali rimangono le più attive. A marzo sono stati rilevati oltre 22.500 attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue, il 60% in più rispetto a un anno fa. Ma se si guarda la rotta orientale, ci sono stati 1.181 ingressi irregolari, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Nel 2021 i Paesi Baltici e la Polonia sono stati messi sotto pressione dal dittatore bielorusso Alexander Lukashenko che deliberatamente spingeva i migranti al confine con l’obiettivo di destabilizzare l’Unione europea.
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