In questo capitolo esilarante della saga senza fine del PD, dove la confusione regna sovrana e le crisi di identità sono all’ordine del giorno come i cornetti al bar la mattina, emerge una figura quasi mitologica: Elly Schlein, l’incarnazione vivente della strategia dell'”acchiappafascisti”. Sì, avete capito bene, nel grande libro delle strategie politiche, quella pagina è stata sfogliata così tante volte da essere diventata trasparente.
La magica ricetta dell’antifascismo
Ah, l’antifascismo, quell’ingrediente che non manca mai nella dispensa del PD, come il sale in cucina. Elly Schlein, con la bacchetta magica della segreteria in mano, ha deciso di condire le liste delle elezioni europee con una generosa spolverata di “acchiappafascisti”. E chi sono gli eletti per questa crociata? Personalità esterne, giornalisti, opinionisti, insomma, chiunque abbia dimostrato un’inclinazione per la caccia al fascista con la stessa passione di un bambino in cerca di Pokémon.
Berizzi, il cavaliere dell’antifascismo
Ecco spuntare dal cilindro il nome di Paolo Berizzi, l’incarnazione del giornalista-eroe, sempre pronto a cavalcare l’onda nera, armato di penna e taccuino. Non è un caso che sia stato avvistato in prima linea nella manifestazione del PD, pronto a sfidare i mulini a vento del fascismo moderno.
Un minestrone politico tra sogni e speranze
Ma il calderone del PD bolle di altri ingredienti: Cecilia Strada, Marco Tarquinio (che, tra parentesi, sembra avere qualche riserva sul saltare nel calderone), Chiara Valerio e la sua spada affilata contro il patriarcato, e poi Sandro Ruotolo, l’uomo che porta la torcia dell’antifascismo nel profondo sud.
E non dimentichiamoci dell’armata di amministratori, quella brigata di fedelissimi pronti a seguire la Schlein nell’ardua battaglia elettorale. Tra questi, spiccano nomi come Bonaccini, Nardella e Decaro, pronti a tuffarsi nell’arena, armati di buone intenzioni e speranze di rinnovo.
Colpo di scena: Marino con Santoro
Ma ecco che il sipario si alza su un colpo di scena degno di un finale di stagione di una serie TV: Ignazio Marino, l’ex sindaco di Roma, esce dal nulla come un fantasma del passato, pronto a correre sotto la bandiera di Michele Santoro. “Pace, terra e dignità”, proclama la loro insegna, in una mossa che sa tanto di scacco matto al PD e al M5S.
Il teatro dell’assurdo
In questo teatro dell’assurdo che è la politica italiana, il PD tenta di navigare nelle acque tumultuose delle elezioni europee con una bussola che sembra puntare sempre e solo verso l’antifascismo. Tra strategie discutibili, alleanze improbabili e candidature sorprendenti, il partito sembra più un circo itinerante che una macchina elettorale oliata. E mentre gli acchiappafascisti si preparano alla battaglia, il pubblico attende con impazienza il prossimo atto di questa commedia infinita.

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