Quante volte abbiamo sentito ripetere il sacrosanto principio che “la legge è uguale per tutti”? Questa frase, impressa nelle menti come un mantra, viene invocata come scudo di giustizia e parità. Tuttavia, per chi vive il quotidiano travaglio della giustizia italiana, questa può sembrare più una beffa che una realtà. E, come in una sceneggiatura di un film tragicomico, si assiste a un susseguirsi di episodi che potrebbero far vacillare anche il più ottimista degli idealisti.
La propaganda mediatica e la politica ideologizzata
Non c’è dubbio che la propaganda mediatica e la politica ideologizzata giochino un ruolo cruciale nell’interpretazione e nell’applicazione delle leggi. I media, spesso pilotati da fini politici, offrono una versione degli eventi che può indirizzare l’opinione pubblica e influenzare le decisioni giudiziarie. Si pensi, ad esempio, a come certi telegiornali trattano i politici a seconda del loro colore politico: chi è amico e chi è nemico, chi viene crocifisso al primo errore e chi viene redento nonostante scandali ben più gravi.
Le istituzioni al “servizio” delle istituzioni
Nel nostro bel Paese, dove il nepotismo e il favoritismo sembrano essere gli sport nazionali, non è raro che gli uomini e le donne al “servizio” delle istituzioni interpretino le leggi con una flessibilità degna del miglior contorsionista. L’ex ministro Speranza, per esempio, è stato recentemente al centro di un’inchiesta giornalistica che lo vedeva a conoscenza di gravi effetti avversi di un “farmaco” durante la campagna di vaccinazione Covid. Nonostante le ammissioni e le evidenze, tutto è stato magicamente archiviato.
La drammatica disparità di trattamento
La disparità di trattamento è così palpabile che potrebbe quasi essere tagliata con un coltello. Ci sono cittadini che vedono la loro vita rovinata da procedimenti giudiziari che si trascinano per anni, mentre altri, in giacca e cravatta, sfuggono a condanne grazie a cavilli legali o a scadenze processuali opportunamente calcolate. È questo il segnale di un sistema giuridico che funziona? O è piuttosto l’indizio di un sistema dove la bilancia della giustizia è tarata a seconda di chi si ha di fronte?
Gli effetti avversi della giustizia selettiva
Gli effetti di questa giustizia a geometria variabile sono devastanti non solo per i singoli ma per l’intera società. La fiducia nel sistema giudiziario vacilla e con essa la stessa coesione sociale. La percezione che esistano “intoccabili” che possono aggirare le leggi senza conseguenze mina il rispetto verso le istituzioni e alimenta un senso di rassegnazione e impotenza tra i cittadini.
La ricerca della verità
Nonostante il panorama fosco, vi sono ancora quegli eroici giornalisti e magistrati che, contro ogni ostacolo, cercano di portare alla luce la verità e di rendere giustizia. La loro lotta è una fonte di speranza in un mare di cinismo. La domanda però rimane: riusciranno a riportare equilibrio in un sistema così sbilanciato?
Un appello al cambiamento
È tempo di chiedersi se vogliamo veramente un paese dove “la legge è uguale per tutti” sia una realtà e non una semplice frase retorica. È un appello non solo ai legislatori ma a tutti i cittadini, perché il cambiamento richiede una volontà collettiva e una vigilanza costante. La giustizia non dovrebbe essere solo un ideale, ma una pratica quotidiana.
La legge NON è uguale per tutti?
Concludendo, si potrebbe quasi riflettere amaramente su quanto sia ironica la frase “la legge è uguale per tutti”. In Italia, forse, sarebbe più appropriato dire che “la legge è uguale per pochi”. Ma non disperiamo, cari lettori, perché se c’è una cosa che non manca in questo paese, è la capacità di sorprendere. Chissà, forse un giorno potremo davvero dire che la giustizia è cieca, nel senso migliore del termine.

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