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“La Procura europea (EPPO) conferma che c’è un’indagine in corso sull’acquisizione di vaccini COVID-19 nell’Unione europea. Questa eccezionale conferma arriva dopo l’altissimo interesse pubblico. Nessun ulteriore dettaglio sarà reso pubblico in questa fase”. Con questo annuncio pubblicato sulla sua pagina ufficiale la Procura europea ha lanciato una notizia potenzialmente bomba. La Commissione Ue si è affrettata a chiarire che “al momento” non risulta esserci alcuna “informazione su un coinvolgimento della presidente”. Ora però ci si aspetta che venga davvero fatta chiarezza, che venga fatta davvero giustizia. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, non potrà più nascondere lo scambio di sms con il capo di Pfizer e la stessa Pfizer non potrà più sottrarsi alle interrogazioni che il Parlamento Europeo vuole far loro da mesi. È l’ora dei fatti, delle prove e delle verità.

Con questa conferma della Procura europea si riaccende dunque a Bruxelles la polemica sui presunti sms tra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla già passata per gli uffici del difensore civico europeo, Emily O’Reilly. Sull’eventuale inclusione della presidente della Commissione Ue nell’indagine Eppo però non c’è ancora chiarezza: dagli uffici della Commissione affermano di “non aver ancora ricevuto alcuna informazione su questo argomento”. Ad aprile del 2021, il quotidiano americano New York Times rivelò infatti che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, avevano trattato tramite “chiamate ed sms” una fornitura di 1,8 miliardi di dosi di vaccino.

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L’indiscrezione spinse un giornalista, Alexander Fanta, a richiedere l’accesso pubblico ai messaggi di testo. La Commissione, rispondendo al cronista, non offrì alcun chiarimento sugli sms. Di qui l’intervento della mediatrice europea, Emily O’Reilly, che ha chiesto di avere accesso alle conversazioni confidenziali. Oggetto dell’indagine della Procura europea è dunque la gestione dei negoziati sui contratti di fornitura di vaccini anti-coronavirus da parte della Commissione europea; non è stato precisato per quale tipo di reato o per quale contratto nello specifico si siano attivati gli inquirenti Ue. Ma di certo questo è un notevole e importante passo avanti.

Nel rapporto speciale della Corte dei conti europea depositato a settembre 2022 – in cui già veniva messa “sotto indagine” la von der Leyen – si legge: “Il 16 settembre 2021 il Mediatore europeo ha aperto un fascicolo sul rifiuto della Commissione europea di concedere l’accesso del pubblico ai messaggi di testo scambiati tra la presidente della Commissione e l’amministratore delegato di Pfizer durante i negoziati preliminari. Nella relazione del 26 gennaio 2022, il Mediatore europeo ritiene che il modo in cui la Commissione ha trattato tale richiesta costituisca un caso di cattiva amministrazione e le raccomanda di ‘cercare nuovamente messaggi di testo pertinenti’ e di ‘valutare, conformemente al regolamento (CE) n. 1049/2001, se […] possa essere concesso l’accesso del pubblico a tali messaggi’”.

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