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A questo punto,  probabilmente saprete già che c’è in giro una nuova variante COVID, che dicono sia “la più trasmissibile” di quelle apparse fino ad ora. Giusto per colpire la giusta nota emotiva, quella in cui la propaganda diventa efficace, la nuova variante, XBB.1.5, è stata rapidamente soprannominata “Kraken,” un nomignolo che si riferisce ad un leggendario mostro marino che non può essere sconfitto. Come riportato dalla NBC Chicago [1]:

Una variante “ricombinante” altamente contagiosa, composta da due diversi ceppi BA.2, la variante “Kraken” è diventata rapidamente la forma dominante di COVID negli Stati Uniti e continua a diffondersi a livello nazionale. Conosciuta anche come XBB.1.5, questa variante è salita rapidamente alla ribalta perché, secondo gli esperti, è più contagiosa di molte altre precedenti.

È passata dal 4% delle sequenze al 40% in poche settimane,” ha twittato la scorsa settimana il dottor Ashish Jha, lo zar per la COVID della Casa Bianca. È un aumento sbalorditivo.” Jha ha aggiunto che la variante è probabilmente più evasiva dal punto di vista immunitario, anche ‘più di altre varianti omicron.’

Non c’è nulla di particolarmente degno di nota, e certamente nulla di spaventoso, in questa nuova variante. Nonostante il clamore all’inizio dell’articolo, la NBC lo spiega chiaramente in un paragrafo successivo, in cui cita il commissario del Dipartimento di salute pubblica di Chicago, il dottor Allison Arwady [2]:

Arwady ha notato che, con la nuova variante, i sintomi non sono cambiati, anche se ha visto che i sintomi simili a quelli dell’influenza sono meno comuni… ‘La COVID si sta presentando più o meno come aveva già fatto in precedenza. Penso che, se non altro, stiamo assistendo ad una minore probabilità di avere i sintomi più gravi,” ha detto Arwady.

Sicuramente alcune persone continuano ad avere sintomi più gravi… Ma ora vediamo più spesso persone… che hanno solo sintomi simili al raffreddore, con meno probabilità di avere sintomi simili all’influenza, di sentirsi davvero male, di avere febbre alta.

“L’arrivo del Kraken” è una campagna di paura senza senso

In altre parole, si tratta di una campagna di paura del tutto infondata. La principale “novità” del terribile Kraken è che provoca sintomi più lievi di quelli già lievi di Omicron e delle sue varianti.

Questo è del tutto logico, dato che XBB.1.5 è una ricombinazione di due ceppi Omicron e, come ha dichiarato alla NBC Chicago il dottor Dennis Cunningham, direttore medico del controllo e della prevenzione delle infezioni presso l’Henry Ford Health di Detroit [3]:

I sintomi dell’omicron erano abbastanza severi. [Con la variante attuale] c’è una minore incidenza di persone che perdono il senso del gusto e dell’olfatto. Per molti versi, si tratta di un brutto raffreddore, con molti sintomi respiratori, naso chiuso, tosse, dolori e affaticamento… Non ho visto nulla che suggerisca che questa nuova sottovariante [XBB.1.5] stia chiaramente facendo ammalare di più le persone.

Il naso che cola era stato il sintomo più comune delle sottovarianti BA.2 (Omicron), quelle che costituiscono il “Kraken.” Quindi, si tratta di molto rumore per nulla. Ma potevamo aspettarci qualcosa di meno? Gli scienziati che studiano il comportamento sanno da tempo che la paura del contagio rende le persone intolleranti verso gli altri e compiacenti nei confronti dell’autorità.

Come tale, la paura è un indispensabile strumento di ingegneria sociale e sappiamo già che i promotori del Grande Reset hanno bisogno che il discorso della pandemia continui ad andare avanti, altrimenti i loro piani saranno seriamente ostacolati.

Anche Big Pharma ha bisogno che le persone rimangano nella paura per mantenere alte le vendite delle sue inutili iniezioni COVID. Ironia della sorte (anche se forse era stato pianificato in questo modo), più vaccinazioni COVID si fanno, maggiore è il rischio di infezione [4]. Quindi, i vaccini sono letteralmente diventati il motore fondamentale della pandemia.

Un maggior numero di vaccinazioni comporta un maggior numero di infezioni

Nel video qui sopra, pubblicato il 4 gennaio 2023, l’ex educatore infermieristico John Campbell, Ph.D., esamina alcune delle prove più recenti che dimostrano che più ci si sottopone ad iniezioni di mRNA COVID, più è probabile che si venga infettati. Lo studio [5,6] in questione è stato condotto dalla Cleveland Clinic, che ha valutato i risultati dei suoi 51.011 dipendenti.

In sintesi, è emerso che, rispetto ai non vaccinati, i lavoratori che avevano ricevuto una dose avevano una probabilità 1,7 volte maggiore di risultare positivi alla COVID durante i tre mesi di durata dello studio. Quelli con due dosi avevano 2,63 volte più probabilità di risultare positivi, quelli con tre dosi avevano un rischio 3,1 volte maggiore e quelli con quattro o più dosi avevano 3,8 volte più probabilità di essere infettati.

Quindi, non è un’esagerazione dire che queste iniezioni sono “inutili.” In realtà sono meno che inutili, visto che hanno un’efficacia negativa. Il grafico sottostante, tratto dallo studio, illustra chiaramente come il rischio di infezione aumenti di pari passo ad ogni dose successiva.

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La linea nera in basso rappresenta il rischio di fondo (il rischio della popolazione non vaccinata), mentre le linee colorate mostrano il numero di infezioni relative al numero di dosi ricevute.

I richiami sono efficaci solo al 30% nonostante la corrispondenza del ceppo

Complessivamente, lo studio della Cleveland Clinic [7] ha concluso che i richiami bivalenti erano stati efficaci solo per il 30% nel proteggere dall’infezione da SARS-CoV-2. Come riferimento, l’89% dei dipendenti aveva ricevuto il vaccino di Pfizer e il resto quello di Moderna. Non erano state utilizzate altre marche.

Il dettaglio forse più importante è che l’mRNA dei richiami bivalenti corrispondeva ai ceppi Omicron in circolazione, quindi le iniezioni non erano sbagliate (come spesso accade con il vaccino antinfluenzale). Tuttavia, nonostante la perfetta corrispondenza con i ceppi responsabili delle infezioni, i richiami avevano avuto un’efficacia solo del 30%.

Per estensione, ciò significa che la loro efficacia sarà probabilmente ancora più bassa quando i ceppi circolanti cambieranno, come è già successo. Alla fine di dicembre 2022, la variante XBB.1.5 rappresentava già il 40,5% di tutte le nuove infezioni, seguita da BQ.1.1, responsabile del 26,9% delle nuove infezioni, e dalla variante BQ.1 con il 18,3%.8 Considerando l’aumentata trasmissibilità di XBB.1.5, è improbabile che i richiami, ora non più corrispondenti al ceppo, offrano una grande protezione.

Come aveva osservato Campbell, all’inizio della pandemia l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiedeva che qualsiasi “vaccino” qualificante avesse un’efficacia di almeno il 50%, ma ora tutti sono perfettamente soddisfatti di richiami che hanno un’efficacia di appena il 30%, oltre ad aumentare il rischio di infezione ad ogni dose somministrata.

L’infezione naturale offre ancora la migliore protezione

Cos’è che offre una [vera] protezione? L’infezione naturale. La Cleveland Clinic ha riscontrato che l’immunità naturale diminuisce nel corso del tempo, con l’affermarsi di nuove varianti in grado di evadere l’immunità, ma le infezioni naturali recenti offrono una buona protezione. Il grafico seguente mostra la probabilità di contrarre l’infezione a seconda di se o di quando si era già stati infettati dalla COVID.

 

I soggetti senza precedenti di infezione COVID erano quelli che avevano avuto il rischio più elevato di infezione durante il periodo di studio. Il giorno zero era stato il 12 settembre 2022, data in cui ai dipendenti della Cleveland Clinic era stato offerto il richiamo bivalente.

I soggetti che erano stati precedentemente infettati durante le fasi pre-delta e delta della pandemia erano al secondo posto nella scala del rischio. I soggetti con il rischio di infezione più basso (ovvero con la massima protezione) erano quelli che erano stati infettati in precedenza durante l’ondata di Omicron BA.4/BA.5 (l’ondata più recente), seguiti da quelli che si erano ammalati durante l’ondata precedente,  BA.1/BA.2.

L’eccesso di decessi e la vaccinazione COVID

In una notizia correlata, Sally Beck, scrivendo per il sito web britannico The Conservative Woman (TCW), ha recentemente evidenziato il lavoro di Edward Dowd sulle statistiche dei decessi in eccesso, raccolte e pubblicate nel libro “Cause Unknown: The Epidemic of Sudden Deaths in 2021 and 2022“. la Beck scrive [9]:

L’ex dirigente di Wall Street Edward Dowd… ha analizzato le statistiche sulla mortalità in eccesso registrate dall’inizio della pandemia COVID, tre anni fa. Ha analizzato e rianalizzato i dati e ha concluso che i tassi di mortalità in eccesso, nei soggetti di età compresa tra i 26 e i 41 anni, sono strettamente correlati alla somministrazione delle vaccinazioni COVID.

“Da febbraio 2021 a marzo 2022, i millennial hanno vissuto l’equivalente di una guerra del Vietnam, con più di 60.000 morti in eccesso,” ha dichiarato. “La guerra del Vietnam aveva richiesto 12 anni per uccidere lo stesso numero di giovani sani che abbiamo visto morire in appena 12 mesi.”

Questo periodo di 12 mesi copre il lancio della vaccinazione COVID per questa fascia di età, quindi, in teoria, ci saremmo aspettati di vedere una diminuzione della mortalità in eccesso, non un aumento…

Il confronto con gli anni normali è stato fondamentale. La mortalità per tutte le cause rimane relativamente costante e nel 2017, 2018 e 2019 erano morti circa 2,8 milioni di Americani. Le cifre erano aumentate nel 2020 (COVID), anche se meno di quanto si potesse immaginare, ma nel 2021, le statistiche erano andate fuori scala.

I giovani americani muoiono con numeri da record

In una conferenza stampa del gennaio 2022, Scott Davidson, amministratore delegato della compagnia di assicurazioni sulla vita OneAmerica, aveva scioccato il mondo annunciando che il tasso di mortalità tra gli Americani in età lavorativa nel terzo trimestre del 2021 era stato del 40% più alto rispetto ai livelli pre-pandemici e che questi decessi non erano dovuti all’infezione COVID [10].

Dowd l’aveva definita “una statistica far tremare la terra,” poiché un aumento del 10% sarebbe un evento che si verifica una volta su 200 anni. Anche Davidson aveva sottolineato la natura senza precedenti dell’aumento, affermando che “un 40% è semplicemente inaudito” [11]. Da allora in poi, la situazione è solo peggiorata.

La ricerca di Dowd mostra che, nella seconda metà del 2021, l’eccesso di mortalità tra i millennials era stato dell’84% superiore al valore di riferimento [12]. Oggi gli adolescenti muoiono persino nel sonno e almeno due di questi decessi sono stati confermati come dovuti alla miocardite indotta dal vaccino COVID [13] e, come riportato da The Conservative Woman [14]:

Il 17 agosto 2022, l’Istituto di ricerca della Società degli Attuari (SOA) aveva pubblicato un rapporto sulla mortalità da COVID-19. [La SOA] gestisce circa l’80% delle entrate del settore delle assicurazioni di gruppo sulla vita di tutti gli Stati Uniti.

Una delle loro tabelle mostrava chiaramente che l’eccesso di mortalità era del 78% per la fascia d’età 25-34 anni e del 100% per la fascia d’età 35-44 anni, proprio nello stesso trimestre in cui Biden aveva introdotto l’obbligo dei vaccini e le aziende americane si erano adeguate.

Un’altra fonte indipendente ha mostrato gli stessi dati inquietanti. Il Johns Hopkins Coronavirus Resource Centre (CRC) e il Johns Hopkins Centre for Systems Science and Engineering (CSSE) hanno monitorato e analizzato i dati COVID a livello mondiale.

Hanno detto che il 68% della popolazione mondiale è stato vaccinato e che sono state somministrate 13 miliardi di dosi. Se fossero state sicure ed efficaci, come si spiegherebbe che il tasso di mortalità più alto si è verificato dopo la vaccinazione di massa?

I decessi tra gli atleti sono aumentati di quasi il 1.700%

Sebbene la morte arrivi per tutti, l’aspetto più tragico di questa tendenza è che ad essere uccisi prematuramente sono le persone giovani e sane, compresi gli atleti di alto livello.

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Circa 1.650 [15,16,17,18,19,20] atleti professionisti e dilettanti sono collassati a causa di eventi cardiaci nel 2021 e nel 2022. Di questi eventi, 1.148 [21] sono stati fatali. Questo ci dà un tasso di mortalità medio annuo di 574 per il 2021/2022. A titolo di confronto, la media annuale storica è sempre stata compresa tra 28 [22] e 29 [23].

Come si spiega un aumento delle morti di atleti di quasi il 1700% [24]? Esiste un altro cambiamento ambientale globale che possa spiegare questo fenomeno, oltre all’improvvisa introduzione e diffusione di una terapia genica sperimentale? Non me ne viene in mente nessuno.

Pfizer aveva fatto pressioni su Twitter affinché censurasse le critiche

Nonostante tutte le prove che dimostrano che i vaccini COVID stanno decimando le popolazioni di tutto il mondo, Pfizer è decisa a mantenere in funzione il meccanismo dei richiami. Come riportato in precedenza, Pfizer ha quadruplicato il prezzo del suo vaccino COVID dopo il suo inserimento nei programmi vaccinali statunitensi per bambini, adolescenti e adulti.

Pfizer aveva previsto i ricavi attesi e, quando la domanda di richiami infiniti ha iniziato a calare, per compensare la differenza ha semplicemente aumentato il prezzo unitario. Le iniezioni COVID sono il prodotto più redditizio dell’azienda, fino ad oggi, e, a quanto pare, non importa che stiano uccidendo la base degli utenti. Questo dovrebbe dirvi qualcosa.

Non sono ammesse critiche di alcun tipo, perché potrebbero avere un impatto sui profitti di Pfizer. Per proteggere i propri interessi, Pfizer aveva persino esercitato pressioni sulle società di social media affinché censurassero, per suo conto, le opinioni degli utenti, comprese quelle basate sulla scienza e condivise da scienziati, ricercatori e persino da un ex capo della Food and Drug Administration statunitense. Ne sono prova i file di Twitter rilasciati da Elon Musk. Come riportato dal giornalista investigativo Alex Berenson [25]:

Il 27 agosto 2021, il dottor Scott Gottlieb – un dirigente di Pfizer con oltre 550.000 follower su Twitter – aveva visto un tweet che non gli era piaciuto, un tweet che avrebbe potuto danneggiare le vendite dei vaccini a base di mRNA di Pfizer.

Il tweet spiegava correttamente che l’immunità naturale dopo l’infezione da COVID era superiore alla protezione del vaccino. Invitava la Casa Bianca a “seguire la scienza” e ad esentare le persone con immunità naturale dall’obbligo dei vaccini.

Il tweet non proveniva da un “anti-vax” come Robert F. Kennedy Jr. ma dal dottor Brett Giroir, un medico che aveva per un breve periodo preso il posto di Gottlieb alla guida della Food and Drug Administration. Inoltre, il tweet incoraggiava le persone che non avevano un’immunità naturale a “vaccinarsi!” Non era servito a nulla …

Gottlieb era un membro anziano del consiglio di amministrazione di Pfizer, che, nel 2021, dipendeva dai farmaci a base di mRNA per quasi la metà del suo fatturato di 81 miliardi di dollari. Quell’anno, Pfizer aveva pagato a Gottlieb uno stipendio di 365.000 dollari per il suo lavoro. Gottlieb era intervenuto, inviando un’e-mail a Todd O’Boyle, uno dei principali lobbisti dell’ufficio di Washington di Twitter, che era anche il punto di contatto di Twitter con la Casa Bianca.

Il post era “corrosivo,” aveva scritto Gottlieb. Attraverso Jira, un sistema interno di Twitter utilizzato per la gestione dei reclami, O’Boyle aveva quindi inoltrato l’e-mail di Gottlieb al team “Strategic Response” di Twitter…

“Si prega di prendere in considerazione questo rapporto dell’ex commissario della FDA,” aveva scritto O’Boyle, omettendo di menzionare che Gottlieb era un membro del consiglio di amministrazione di Pfizer con un interesse finanziario nel promuovere le iniezioni di mRNA. Un analista di Strategic Response aveva subito rilevato che il tweet non violava nessuna delle regole di disinformazione dell’azienda.

Tuttavia, Twitter aveva comunque finito per segnalare come inopportuno il tweet di Giroir, apponendovi un’etichetta fuorviante e impedendo a quasi tutti di vederlo. Il tag era rimasto anche se diversi studi di ampio respiro [26,27] avevano confermato la veridicità delle affermazioni di Giroir.

Nel dubbio, dare la colpa alle idee “pericolose”

Gottlieb aveva anche chiesto a Twitter di rimuovere un post di Justin Hart che diceva: “Bastoni e pietre possono rompermi le ossa, ma un agente patogeno virale con un tasso di mortalità infantile del <>0% è costato ai nostri figli quasi tre anni di scuola.”

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Quella volta, a suo merito, lo Strategic Response Team di Twitter non era riuscito ad identificare un “crimine” per il quale giustificare la rimozione. Gottlieb era stato anche il principale istigatore della messa al bando di Berenson da parte di Twitter. Secondo Berenson [28]:

L’azione di Gottlieb faceva parte di una cospirazione più ampia che comprendeva la Casa Bianca di Biden e Andrew Slavitt, che aveva lavorato pubblicamente e privatamente per fare pressione su Twitter fino a quando non avevano avuto altra scelta che bannarmi. Avrò molto altro da dire sul mio caso e a breve farò causa alla Casa Bianca, a Slavitt, a Gottlieb e a Pfizer.

Quando, durante un’intervista con il conduttore della CNBC Joe Kernan, era stato interrogato sulla sua corrispondenza dietro le quinte con Twitter, Gottlieb aveva affermato di aver chiesto a Twitter di censurare alcuni post solo perché temeva che potessero sfociare in “minacce fisiche” contro i sostenitori dei vaccini. Aveva anche sostenuto di “essere favorevole ad un dibattito e ad un dialogo rispettoso.”

Tuttavia, come nota Berenson, non c’era alcuna insinuazione di minaccia nel tweet di Giroir, né in quello di Hart. Inoltre, nell’e-mail inviata a O’Boyle in merito al tweet di Giroir, l’unica preoccupazione di Gottlieb era stata che potesse portare la copertura giornalistica in una direzione indesiderata.

La verità è più spaventosa di qualsiasi finzione

Se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi tre anni, è che siamo in una guerra di propaganda. È una guerra per la nostra mente e, se la cabala globalista vincerà questa guerra, anche la libertà sarà persa. Ecco perché è così importante capire come veniamo manipolati.

La paura è uno strumento primario e, come dimostra il pezzo della NBC di Chicago citato all’inizio di questo articolo, sanno come far sembrare spaventoso qualcosa di completamente innocuo.

In questo caso, alla variante più lieve mai apparsa fino ad oggi viene semplicemente dato un nome spaventoso (Kraken), l’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che è la “più trasmissibile” fino ad oggi, e chiunque abbia anche solo un minimo di preoccupazione per la COVID sarà già pronto a farsi terrorizzare.

A quel punto, il fatto che gli esperti affermino che non provoca altro che un leggero raffreddore non sarà nemmeno preso in considerazione. E nemmeno i dati che dimostrano che il “vaccino” sta aumentando drammaticamente il rischio di contrarre proprio ciò che temono – l’infezione – e di uccidere un sacco di persone.

Questo è l’aspetto più assurdo, ma dimostra quanto sia efficace questo tipo di propaganda della paura e quanto sia pericoloso cascarci. Credere alla propaganda – che i vaccini Covid sono “sicuri ed efficaci” – può letteralmente uccidere. Prima la maggioranza delle persone se ne renderà conto, più presto saremo al sicuro.

RIFERIMENTI:

Dr. Joseph Mercola

 Il Dr. Joseph Mercola è un medico osteopata americano convinto sostenitore delle medicine alternative, ha scritto due libri elencati nel New York Times Bestseller List. Nel suo “La grande bufala dell’aviaria,” del 2006,  sosteneva con forza la tesi che tale malattia serviva in realtà soltanto al governo per accumulare denaro e potere. Vive in Florida con la moglie Elizabeth e dirige un’azienda di prodotti per la salute e integratori vitaminici.

Fonte:
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