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Sono 873 in tutta Italia, di cui 38 a Milano e 114 in Toscana, la regione in cui da sempre sono più diffuse. Sono le logge massoniche del Grande Oriente d’Italia, la comunione con più aderenti nel nostro Paese. Il numero cresce se consideriamo anche quelle minoritarie, come la Gran Loggia Regolare d’Italia, l’unica riconosciuta dal 1993 dalla United Grand Lodge of England, la Gran Loggia d’Italia degli Alam (Antichi Liberi Accettati Muratori), o l’Ordine Le Droit Humain, l’ala “progressista” della massoneria. Esistono anche la Gran Loggia Femminile d’Italia, rivolta solo alle donne, storicamente escluse dalle comunioni maggioritarie, e molte realtà più piccole, come il Rito Egizio Tradizionale, il più antico del Paese.

La storia delle logge massoniche italiane assomiglia in parte a quelle di tanti schieramenti politici, con scissioni, scomuniche reciproche, rivendicazioni di purezza e maggiore collegamento all’ideale originario. Il Grande Oriente d’Italia, però, è certamente la denominazione predominante, vantando tra le proprie schiere 23mila dei circa 40mila massoni del Belpaese, ma le rivalità con le altre sono molto accese, pur essendo poco conosciute al grande pubblico.

Dalla P2 alla complicità con la mafia, la massoneria in Italia non gode di buona fama

In Italia le logge massoniche sono entrate a pieno titolo in alcuni dei più grandi scandali del Paese a partire dalla P2 e la sua presunta complicità con una parte della mafia. Sono tornate in prima pagina in occasione dell’arresto del boss Matteo Messina Denaro dopo 30 anni di latitanza nel trapanese. Ebbene, proprio a Castelvetrano (Trapani), suo comune di nascita, a pochi chilometri dai suoi covi, era stata accertata da parte della Commissione parlamentare sulle mafie la presenza di ben 10 logge, cui appartiene anche un medico ritenuto un fiancheggiatore del capomafia. Si tratta di un numero sproporzionato per un comune di 31mila abitanti, anche considerando le logge minoritarie.

Che cos’è la massoneria

La massoneria è un’associazione su base iniziatica, esoterica e di fratellanza, diffusa in molti Stati del mondo, le cui origini sono da rintracciarsi in epoca moderna in Europa, in Inghilterra, precisamente a Londra il 25 giugno 1717 come unione di associazioni basate su di un ordinamento democratico, dette “logge”.

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Il nome deriva dal francese maçon, ovvero “muratore”, legato alla storia delle Corporazioni di liberi muratori (free-masons) medievali, e dalle quali ricavò gli stessi suoi simboli del mestiere, come la livella, il regolo, la squadra, il filo a piombo o il compasso. Il simbolo stesso della massoneria fu poi formalmente definito nei soli strumenti di squadra e compasso. Spesso, nel simbolo è presente anche una grande lettera “G”, con varie interpretazioni, tra le quali il significato di Great Architect (Grande Architetto dell’Universo, G.A.D.U.) oppure di God (Dio), ma può essere interpretata anche come Geometria, Gnosi o Gnosticismo.

Le logge massoniche, regione per regione

Del resto la Sicilia è la seconda regione per presenza di logge massoniche, anche calcolando solo quelle del GOI (Grande Oriente d’Italia). Come si osserva dalla nostra infografica e come abbiamo già detto, è in Toscana che ve ne sono di più, ben 114 su 873, il 13,1%. Si tratta di una concentrazione più che doppia di quella media, considerando che la popolazione toscana è solo il 6,2% di quella italiana. Di questa regione, del resto, era originario Licio Gelli, fondatore della P2, che tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 non contribuì certo positivamente al miglioramento della reputazione della massoneria tra l’opinione pubblica, a causa del coinvolgimento in trame eversive.

Dopo la Toscana c’è la Sicilia con 100 logge massoniche, un numero anch’esso molto ampio in proporzione agli abitanti, superiore a quello delle sedi presenti in Piemonte e Valle d’Aosta, 84, e in Lombardia, 77. Circa la metà di quelle lombarde, però, sono concentrate nella città di Milano, dove se ne contano 38 del solo Grande Oriente d’Italia. Hanno nomi che richiamano i principi massonici, illuministi e in parte risorgimentali e mazziniani, come “Umanità e Progresso”, “Cavalieri della libertà”, “Pensiero e Azione”, “Carlo Cattaneo”, “XX Settembre”. In Italia, del resto, la massoneria ha goduto di una grande popolarità durante il periodo liberale, tra l’Unità d’Italia e il fascismo.

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Moltissimi protagonisti di quegli anni ne sono stati parte, da Garibaldi a Nino Bixio, da Giosuè Carducci a Francesco Crispi. Le istanze di una maggiore modernizzazione e secolarizzazione dell’Italia avevano trovato seguaci tra persone anche molto diverse tra loro.

Alcune sono dedicate a Cagliostro e Paracelso

Non si può negare, però, che molti, in particolare nell’alta borghesia e tra i professionisti, siano sempre stati attirati anche dagli elementi esoterici e iniziatici che a titolo diverso le varie comunioni hanno sempre coltivato e da quell’aura di mistero che in fondo è sempre stata un’arma a doppio taglio per la massoneria: attrae, ma genera anche sospetti. Questa importante componente del mondo massonico è evidente in altri nomi di logge milanesi, come “Conte Cagliostro”, “Hiram – Concordia”, “Paracelso”. La diffusione quasi solo tra le classi agiate spiega anche perché nel capoluogo lombardo le sedi del Grande Oriente d’Italia siano molto più numerose che in provincia, e anche perché agli ultimi posti quanto a numero di logge massoniche vi siano regioni tradizionalmente più rurali, senza metropoli. In Trentino Alto Adige, infatti, sono solo 5, in Abruzzo e Molise 15, come in tutto il Friuli Venezia Giulia, e nel Veneto, 19, ve ne sono la metà che nella solo Milano.

Le logge massoniche e la questione di genere

Nella seconda città d’Italia vi sono anche 7 sedi della già citata Gran Loggia Regolare d’Italia, quella in un certo senso più “purista” dal punto di vista delle origini, oltre a due della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia, solo per donne. La sua esistenza trova le sue ragioni in una questione di genere mai veramente risolta nella massoneria.

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Le origini ottocentesche e una certa fedeltà a un mondo in parte superato da molto tempo hanno lasciato in eredità al Grande Oriente e alla Gran Loggia Regolare la regola di non iniziare delle donne, anche se nel caso del GOI è presente Stelle d’Oriente, una realtà separata, minoritaria, dedicata solo al sesso femminile.

Anche per questo nel tempo è nata Droit Humaine, loggia fondata anche da una donna, Maria Deraismes, che è mista fin dal XIX secolo, e la Gran Loggia Massonica Femminile, che predica fratellanza, progresso, come i “colleghi” uomini, ma anche uguaglianza di genere.

Come si diventa massoni

Ecco i principali passi da compiere per chi intende aderire alla massoneria.

  1. Trovare una loggia: La prima cosa da fare è trovare una loggia massonica in zona. La massoneria è organizzata in logge, che sono gruppi locali di massoni. Ci sono diverse organizzazioni massoniche, quindi è importante trovare una loggia che risponda alle proprie esigenze e che sia accettabile per l’eventuale fede religiosa.
  2. Presentare una domanda di ammissione: Una volta individuata una loggia bisogna presentare una domanda di ammissione. La domanda di ammissione solitamente richiede informazioni personali come nome, indirizzo, professione e fede religiosa.
  3. Sottoporsi ad un’intervista: Dopo aver presentato la domanda di ammissione, sarà chiesto al candidato di partecipare ad un’intervista con i membri della loggia. Questo è il momento in cui i membri della loggia possono conoscere meglio l’aspirante massone e capire se è adatto a diventare un massone.
  4. Iniziazione: Se la loggia decide per il sì il candidato è invitato a partecipare a una cerimonia di iniziazione. La cerimonia di iniziazione è un rituale che simboleggia l’entrata nella massoneria.
  5. Impegno continuo: Diventare un massone non è solo un evento una volta nella vita, ma richiede impegno continuo e partecipazione alle attività della loggia.
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