Ah, le elezioni! Quel momento magico in cui il popolo esercita il suo sacrosanto diritto di voto. E ogni volta, immancabilmente, ci ritroviamo a commentare non solo i risultati, ma anche le bizzarrie che animano questa danza democratica. Che le elezioni siano una festa della democrazia, su questo siamo tutti d’accordo, ma a quanto pare, sono anche una fiera delle assurdità. Vediamo un po’ cosa è successo questa volta nelle elezioni europee, amministrative e regionali.
Torrazza Piemonte: quando la democrazia è precompilata
Cominciamo da Torrazza Piemonte, dove un’elettrice si è trovata di fronte a una sorpresa degna di un romanzo giallo. Immaginate la scena: entra al seggio, riceve la sua scheda elettorale e… sorpresa! La croce è già stata apposta sul simbolo di una lista, con tanto di preferenza per un candidato consigliere. Un errore, dicono. Certo, un errore come può esserlo un errore di battitura, solo che qui parliamo di democrazia. Il presidente di seggio ha dovuto verbalizzare l’accaduto e, dopo una breve sospensione e il riconteggio delle schede, tutto è tornato alla normalità. Certo, se questa è la normalità, siamo messi bene!
Occhieppo Superiore e Inferiore: dove le schede sono intercambiabili
Spostiamoci a Occhieppo Superiore, in provincia di Biella, dove la confusione ha raggiunto livelli degni di una commedia degli equivoci. I cittadini, probabilmente già abbastanza confusi dalla routine quotidiana, si sono trovati tra le mani le schede elettorali di Occhieppo Inferiore, un comune limitrofo. Un piccolo errore logistico, direte voi. Un dettaglio trascurabile. Beh, provate voi a votare per candidati che nemmeno conoscete! Il problema è stato risolto con l’uso di schede di riserva, mentre una tipografia veniva incaricata di stampare nuove schede. Tutto nella norma, giusto? La prossima volta, magari, ci mettiamo un po’ più di attenzione?
Bologna: la matita spezzata di Elly Schlein
A Bologna, invece, la situazione ha preso una piega più bizzarra. Una elettrice, nientemeno che Elly Schlein, è uscita dalla cabina elettorale per chiedere una nuova matita, avendo rotto la punta di quella in dotazione. Nulla di strano, direte voi, se non fosse per l’ilarità suscitata dal fatto che si trattasse proprio della leader dem. Evidentemente, la sorte ha voluto che anche i piccoli incidenti si trasformassero in aneddoti da raccontare.
Qualiano: la scrutatrice in sciopero
A Qualiano, alle porte di Napoli, abbiamo assistito a un episodio che definire surreale è poco. Una scrutatrice di 24 anni ha abbandonato il suo posto al seggio perché “pagano poco”. Lasciare un lavoro perché non si è soddisfatti della retribuzione è una cosa, ma abbandonare un seggio elettorale senza motivo legittimo è tutt’altra storia. I carabinieri l’hanno denunciata per abbandono di seggio. Chissà se la prossima volta ci penserà due volte prima di accettare l’incarico.
Zerba: un pareggio epico
Nel comune più piccolo della provincia di Piacenza, Zerba, la democrazia si è giocata al millimetro. I due candidati sindaci hanno ottenuto esattamente lo stesso numero di voti: 28. Un pareggio epico che costringerà i cittadini a tornare alle urne. Speriamo che la prossima volta uno dei due riesca a strappare anche solo un voto in più. Nel frattempo, possiamo solo ammirare l’assoluta precisione con cui la democrazia può dividersi.
Cerreto di Spoleto: il sindaco dal singolo voto
A Cerreto di Spoleto, in provincia di Perugia, uno dei tre candidati sindaco ha ottenuto un solo voto. Sì, avete capito bene: uno solo, molto probabilmente il suo. Lo 0,15% del totale. Un risultato che forse dovrebbe far riflettere sull’entusiasmo del candidato e sul supporto ricevuto. Forse la prossima volta converrà puntare su una campagna elettorale leggermente più incisiva.
Ultra centenari al voto
Infine, un tocco di poesia: sono andati a votare anche diversi ultra centenari. La più anziana, una signora di Campobasso (nella foto), si è presentata al seggio a 108 anni suonati. Una lezione per tanti giovani e meno giovani che, nonostante le comodità della vita moderna, preferiscono rimanere a casa. Se una donna di 108 anni trova la forza e la motivazione per votare, forse dovremmo riflettere un po’ tutti sul valore di questo diritto.

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